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Bolzano, respinta mozione Urzì (Alto Adige nel Cuore) per vincolare possibilità di gioco a una quota del proprio reddito

In: Politica

4 febbraio 2016 - 16:16


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(Jamma) – “E’ stata incomprensibilmente, per motivi ideologici, respinta in Consiglio provinciale una mozione con cui Alessandro Urzì intendeva fare introdurre a livello nazionale un tetto di «limitazione» oltre il quale non è possibile scommettere”, scrive in una nota l’Alto Adige nel Cuore.

 

Un’iniziativa che ricalca a grandi linee un analogo provvedimento elaborato in Commissione Affari sociali della Camera che potrebbe presto diventare legge nazionale. Il provvedimento, come ha spiegato il Consigliere provinciale a Bolzano Alessandro Urzì, sarebbe stato di facile applicazione: già da quest’anno sono state infatti introdotte in commercio nuove slot machine dotate di un lettore magnetico in grado di leggere almeno i codici a barre, con l’obiettivo di identificare la maggiore età del giocatore attraverso la tessera sanitaria.

 

“Limitando la capacità di gioco di ognuno alla parte marginale del proprio reddito, quella per intendersi che non serve per i bisogni primari di se stessi e della propria famiglia ed escludendo chi percepisce sussidi sociali o è in cura per patologie correlate alle dipendenze compulsive – sostiene Urzì – si sarebbe data una risposta concreta alla necessità di tutelare le fasce deboli della popolazione, senza incidere negativamente sulle attività economiche del settore”.

 

“Interventi di carattere proibizionistico, oltre ad essere impopolari, si limiterebbero quasi esclusivamente all’ambito delle slot machine, che costituiscono una parte marginale di un settore in continua evoluzione, che oltre alle “macchinette” vede un’impennata di eventi legati al “Lotto Istantaneo”, ai “Gratta e Vinci” e, ultime arrivate, alle scommesse sugli sport virtuali, offerte in grado di attrarre i ludopatici alla stesso modo di una slot machine”, spiega il Consigliere Urzì. Ma oltre all’offerta fisica presente sul territorio, oggi il mondo dell’azzardo sta proliferando in internet. In rete si può accedere ad ogni tipo di gioco, dalle scommesse alle slot. “E spesso – aggiunge Urzì – si tratta di siti illegali dove la tutela del giocatore non è garantita. E neppure il divieto per i minori”.

 

“Appare evidente – conclude il Consigliere dell’Alto Adige nel Cuore – che fronte ad una simile evoluzione la normativa provinciale in materia sia superata e necessiti di essere rivista, come aveva anche suggerito il gruppo di lavoro composto da rappresentanti dell’Avvocatura provinciale, del Consorzio dei Comuni, del Forum Prevenzione, della Questura dell’Ufficio Distretti sanitari e della Ripartizione. Lo stesso gruppo di lavoro che aveva anche suggerito, pur non ascoltato dalla Giunta provinciale, di prorogare i termini di chiusura per le sale gioco poste a meno di 300 metri dai luoghi sensibili, in attesa della presentazione di un disegno di legge per il riordino complessivo della materia. Nel frattempo nei bar di Bolzano i “totem” hanno sostituito le vecchie slot, mentre le sale gioco dedicate non hanno chiuso, pur in assenza di un rinnovo delle licenze in seguito ad una, prevedibile, sospensiva concessa dal Tar”.

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