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Bolzano. I lavori del consiglio si concentrano sul gioco compulsivo

In: Apparecchi Intrattenimento, Newslot, Politica

3 ottobre 2012 - 15:42


bolzanoconsiglio
Lusenti (Ass. Politiche salute Emilia Romagna): “Contro la ludopatia il governo deve fornire strumenti adeguati”

 

(Jamma) Si è svolta questa mattina in consiglio provinciale a Bolzano la tanto attesa discussione sulla dipendenza da gioco d’azzardo durante la quale sono state analizzate le varie mozioni presentate negli ultimi mesi da Alessandro Urzì, Roland Tinkhauser, Mauro Minniti, Elmar Pichler Rolle e Martha Stocker in materia di gioco.

La presidente Unterberger ha invitato ciascun proponente a presentare la sua proposta, per poi dare spazio a una conferenza dei capigruppo sul tema. Alessandro Urzì (FLI) ha quindi illustrato la sua mozione, “Interventi per contenere, prevenire curare il gioco compulsivo”, con la quale, sottolineando che la diffusione del gioco compulsivo, che svuota l’anima delle persone più deboli e rovina finanziariamente le famiglie, impone una riflessione da parte del legislatore.

“Questo documento – ha spiegato – ha proprio lo scopo di dare un indirizzo al legislatore e alla commissione legislativa provinciale per introdurre previsioni che possano rendere il percorso di regolamentazione dei giochi più completo. Il gioco è un dato assolutamente naturale. Ognuno ha il diritto di giocare e il nostro Paese, come gli altri, ha il diritto di offrire gioco lecito. Il problema è considerare le conseguenze dell’abuso del gioco che ha portato la società politica e culturale ad interrogarsi su questo fenomeno. Serve trasparenza sulla diffusione del gioco – ha continuato -. Monitorare la presenza delle opportunità di gioco lecito distribuite sul territorio e trasmettere questi dati al consiglio provinciale  che poi deve valutare, nel tempo, come adeguare la normativa in vigore. Occorre prevedere la riabilitazione delle persone affette da patologia del gioco compulsivo. L’audizione in consiglio che abbiamo tenuto negli scorsi mesi ci ha aiutato. Le risorse presenti sul territorio vanno sfruttate. La riabilitazione e la cura sono molto importanti. La mia mozione prevede anche l’elevazione della distanza delle sale giochi e delle slot machine luoghi sensibili, dagli attuali 300 metri a 500, come già fatto a Trento. Il consiglio deve analizzare quanto la normativa in vigore in provincia di Bolzano possa essere migliorata e quali strumenti mettere a disposizione per intervenire in maniera più efficiente. Con questo, non intendo criminalizzare nessuno, men che meno gli operatori che operano legalmente in base alle norme ma occorre anche contenere le evoluzioni negative di questo comparto”.

“Alcuni coraggiosi sindaci si sono appellati alla Provincia – ha affermato Urzì – per richiedere il diritto delle amministrazioni comunali di esercitare un ruolo attivo nei processi di rilascio di licenze o vigilanza, come avviene in provincia di Trento, e costituire le premesse legislative perché i comuni possano adottare direttamente provvedimenti di limitazione o divieto, a promuovere attraverso i comuni il monitoraggio di numero e tipologia degli apparecchi da gioco installati e la loro progressiva rimozione”.

 

Roland Tinkhauser (Die Freiheitlichen) ha poi presentato la sua mozione sul tema, sottolineando che in Alto Adige si spendono 700.000.000 € in apparecchi da gioco, che quest’anno diverranno probabilmente 1 miliardo. Egli ha così proposto di ridurre il numero di macchinette, limitandolo a un apparecchio per bar, di non permettere il rilascio di nuove licenze per sale da gioco, di opporsi al rilascio di nuove licenze statali avvalendosi di ogni mezzo legale. Ha quindi ritenuto inaccettabile che lo Stato tolleri questi apparecchi da gioco.

Anche Mauro Minniti (PdL) ha presentato una sua proposta orientata a revocare le licenze già concesse a locali aperti in difformità da quanto previsto dalla legge provinciale, segnalando che ci sono persone che passano ore alle macchinette dei bar giocandosi stipendio o pensione, e che per questo hanno bisogno di aiuto. Egli ha riconosciuto quanto fatto in questo campo da parte di Cesare Guerreschi con la sua sensibilizzazione precoce verso il gioco patologico, e si é detto favorevole ad un aumento della distanza da luoghi sensibili prevista per legge, e anche all’inserimento per legge di una distanza obbligatoria da sportelli bancomat: “Bisogna creare delle condizioni perché sia impossibile recuperare altri soldi per continuare a giocare con la speranza di recuperare le perdite”.

 

Elmar Pichler Rolle (SVP), ha fatto riferimento al disegno di legge firmato con Unterberger relativo alle sanzioni da applicare in caso di mancata osservanza del divieto di installazione di macchinette in zone sensibili e alla responsabilità nell’applicazione della legge. Ha quindi lodato la legge provinciale di recente emanazione definendola un passo importante, tanto che il Ministero della Salute ne sta elaborando una analoga, pur avendo ridotto la distanza dai luoghi sensibili dagli originari 500 metri a 200 metri. Con il Governo Berlusconi, sono state rilasciate concessioni pluriennali anche per raccogliere fondi per gli interventi successivi alle catastrofi, ma ora lo Stato fa un passo indietro. Bisogna dire anche, che la Provincia partecipa delle entrate statali, ha aggiunto Pichler Rolle, facendo poi riferimento alla audizione di esperti ospitata in Consiglio, dalla quale é emerso che é necessario intervenire per contenere il gioco d’azzardo, e nel corso della quale si é fatto riferimento al gioco d’azzardo in internet, sul quale la Provincia non può intervenire.

Martha Stocker (SVP) ha quindi illustrato la sua mozione depositata già un anno fa, sottolineando che comunque il problema rimane, anzi, semmai aumenta, così come aumentano i pazienti in cura, ambulatorialmente e a Bad Bachgart, per il gioco patologico. In Alto Adige manca una panoramica della situazione, quindi con la mozione Stocker propone di svolgere una rilevazione sistemica di tutti i negozi, bar, sale da gioco ecc. che offrono un qualsiasi gioco d’azzardo, compresi i “gratta e vinci”, rilevando l’entitá del fatturato medio annuo, e di mettere a punto, per combattere la dipendenza dal gioco d’azzardo, una strategia duratura che preveda sia delle limitazioni e severe prescrizioni per i gestori di sale e macchinette sia un potenziamento di consulenza e terapie per i giocatori consultivi. Stocker ha fatto riferimento anche alle orme a tutela dei giocatori vigenti in Austria.

 



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