Il futuro del bingo passa dalla capacità di tornare a essere un presidio territoriale, evolvendo al tempo stesso in un’offerta più ampia e moderna. È la visione delineata da Michele Bragantini (in foto), CEO di TSJ Holding, intervenuto all’Italian Gaming Expo & Conference 2026 in corso a Roma, durante la sessione dedicata al rilancio del comparto.
Bragantini ha voluto partire da un concetto chiave: la territorialità. Il bingo, ha spiegato, non è una semplice sala dedicata al gioco, ma uno spazio più articolato, capace di offrire un’esperienza completa. “È un luogo dove si può trascorrere tempo, non solo giocare”, ha osservato, sottolineando come l’aspetto della socialità e della permanenza sia centrale.
In questa prospettiva, il modello verso cui tendere è quello della cosiddetta gaming hall evoluta, in cui il bingo si integra con altri servizi e attività. Dalla ristorazione alle scommesse, fino a spazi di intrattenimento più ampi, l’obiettivo è costruire ambienti capaci di attrarre pubblici diversi e offrire esperienze diversificate. “La frequenza e la permanenza sono le due parole chiave”, ha detto, indicando nella capacità di far tornare i clienti e trattenerli più a lungo uno dei fattori decisivi per il successo.
Rispetto al passato, il rapporto con altri segmenti di gioco è cambiato. Se un tempo la presenza di una sala scommesse poteva essere vista come una distrazione, oggi diventa un elemento complementare. “Permette di diversificare l’offerta e rispondere a esigenze diverse all’interno dello stesso spazio”, ha spiegato, descrivendo un modello in cui convivono più modalità di intrattenimento.
Un altro punto cruciale riguarda il ricambio generazionale. Secondo Bragantini, il bingo fatica ancora a intercettare stabilmente il pubblico più giovane, che spesso vive l’esperienza solo come momento occasionale. “Non è ancora una destinazione”, ha osservato, evidenziando la necessità di rendere le sale più attrattive per le nuove generazioni.
Alcune esperienze già in atto vanno in questa direzione, con l’integrazione di spazi come pub, aree dedicate alle scommesse o addirittura formule più articolate che includono intrattenimento per famiglie e gruppi. L’idea è trasformare la sala bingo in un punto di riferimento più ampio, capace di ospitare diverse forme di socialità.
Accanto all’evoluzione dell’offerta, Bragantini ha richiamato anche un cambio culturale interno al settore. A partire dal modo di considerare il giocatore, che va visto come cliente. “Cambia completamente l’approccio”, ha sottolineato, insistendo sull’importanza di elevare la qualità del servizio e dell’accoglienza.
Il tema della sostenibilità economica resta però centrale. Marginalità ridotte e costi crescenti limitano la capacità di investimento, con il rischio di bloccare l’innovazione. Senza risorse adeguate, ha avvertito, diventa difficile rinnovare le strutture e sviluppare nuove strategie.
Infine, un richiamo alla necessità di maggiore coesione tra operatori. La frammentazione del settore, secondo Bragantini, continua a rappresentare un ostacolo, rendendo difficile costruire obiettivi comuni e strategie condivise.
Nonostante le criticità, la convinzione è che il bingo abbia ancora spazio. “Ha un futuro, perché è un gioco sociale”, ha concluso, capace di coinvolgere pubblici diversi e di rappresentare una forma di intrattenimento accessibile. A patto, però, di evolversi e di saper interpretare i cambiamenti del mercato.







