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Bingo bipartisan. Gallo (FI): “Ritirare il bando di gara per l’assegnazione delle concessioni ”

In: Bingo, Politica

6 ottobre 2014 - 09:37


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(Jamma) Mai gioco fu più bipartisan. Le sorti dei concessionari del Bingo, anzi permeglio dire il destino delle concessioni, metteno d’accordo maggioranza ed opposizione,sicuramente più delle proposte del premier Renzi. Dopo le interrogazioni del PD ecco arrivare Forza Italia. “Chiedo se, il Ministero dell’economia e delle finanze, attraverso l’ADM, intenda intervenire con la massima urgenza affinché, in via di autotutela, sia ritirato il bando di gara per l’assegnazione di 228 concessioni bingo o se intenda che la gara vada avanti secondo l’attuale formulazione. Nella seconda evenienza, sulla base di quali valutazioni sia stata presa tale decisione, stanti gli innumerevoli aspetti di illegittimità ed irragionevolezza che caratterizzano il bando in oggetto”. E’ quanto scrive in un’interrogazione rivolta al MEF il deputato di Forza Italia Riccardo Gallo, in riferimento alla nuova gara per le concessioni del bingo, quasi in scadenza. Secondo Gallo “il bando ha destato perplessità e preoccupazione sia negli operatori attualmente titolari di concessioni bingo sia nei nuovi operatori interessati ad aggiudicarsi una o più concessioni. Tutti fortemente critici in merito ai suoi contenuti. Dall’analisi della documentazione di gara, emergono aspetti che fanno ritenere estremamente probabile una o più impugnazioni dinanzi al TAR competente con richiesta cautelare di sospensiva”. Il bando “stravolge totalmente lo spirito della legge di stabilità, che finalizzava la gara, pur nel rispetto della normativa europea, alla « riattribuzione » agli attuali concessionari delle 198 concessioni scadute nel 2013 e 2014, con lo scopo principale di allineare a unica scadenza del 2020 tutte le concessioni già in essere e tuttavia scadenti in date diverse, mettendone altre trenta in gara a disposizione di nuovi operatori proprio per aprire ulteriormente il mercato e rispettare i vincoli comunitari. Il legislatore, infatti, oltre a preoccuparsi del rispetto dei vincoli comunitari, si era posto anche l’obiettivo di non devastare il tessuto imprenditoriale attuale e di non far svanire nel nulla gli ingenti investimenti effettuati in questi anni dagli attuali concessionari. Al contrario nel bando – scrive Gallo – probabilmente per un eccesso di attenzione agli aspetti formali in termini di rispetto dei vincoli comunitari in materia di gare, applicati in maniera acritica ad una fattispecie (l’aggiudicazione di concessioni pubbliche) ben più complessa della mera aggiudicazione di un appalto, viene prevista una sorta di asta, ove l’unico parametro che sostanzialmente caratterizza l’offerta economica di ciascun concorrente è costituito dal prezzo partendo da una base d’asta di 200.000 euro per ciascuna concessione”. Inoltre, “il bando non prevede alcun limite antitrust in termini di concentrazione. Ciò è veramente incomprensibile se si considera, per esempio, che la convenzione bingo attualmente in vigore prevede un limite di concentrazione del 10 per cento delle sale su base nazionale e del 50 per cento su base regionale e che la vigente convenzione sottoscritta dai concessionari della rete slot quantifica nel 25 per cento il numero di apparecchi AWP complessivamente collegati alla rete e nel 25 per cento degli apparecchi VLT per i quali sia stata rilasciata autorizzazione il limite massimo per ogni singolo concessionario”.

 

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