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Binetti (AP) : “Anche lo sciopero di Sogei oltre allo slittamento di 6 mesi della Delega Fiscale”

In: Politica

12 febbraio 2015 - 07:15


sogei

(Jamma) “La notizia potrebbe far sorridere in tempi di crisi prolungata, che è diventata drammatica per quelle famiglie che, nell’illusione del gioco, hanno visto assottigliarsi pericolosamente le loro risorse e sono finite nell’abbraccio mortale degli usurai. Eppure è vera:oggi sono in sciopero i lavoratori della Sogei, partner tecnologico dei Monopoli di Stato (Adm) che però hanno reso noto che sarà “garantito il gioco, escluse le scommesse ippiche. L’Adm, al fine di garantire la possibilità di accettare scommesse sportive e virtuali, ha disposto che saranno mantenuti aperti tutti i sistemi di gioco, compresi quelli dell’ippica, per consentire le operazioni di pagamento e contabili”. Lo dichiara Paola Binetti, deputato di Area Popolare e relatrice del disegno di legge sul contrasto alla ludopatia.

“Insomma lo Stato mentre chiede di far slittare di sei mesi la Delega in materia fiscale, garantisce a chi gioca di poter giocare come e quando vuole. Organizzando perfino un pronto soccorso giochi durante lo sciopero. Chissà che ne dicono i sindacati. E pensare che contro il proliferare del gioco d’azzardo, indubbiamente legato ad una pubblicità massiccia e capillare, si stanno schierando anche i VIP dello spettacolo: Pippo Baudo, Renzo Arbore, Pupi Avati, Fabrizio Frizzi e tanti altri. Il loro ragionamento è semplice e lineare: come non si può fare pubblicità alle sigarette in televisione perché nuocciono alla salute, non si dovrebbe fare pubblicità in televisione neppure al gioco, perché anche il gioco d’azzardo è fonte di pericolo” aggiunge Paola Binetti.

“La prevenzione è l’obiettivo principale della legge per il contrasto della dipendenza da gioco d’azzardo, approvata in Commissione Affari sociali, ottenuti i pareri positivi delle altre Commissioni, è parcheggiata da oltre 6 mesi in Commissione bilancio. Dopo alcune misure di tutela inserite nella legge finanziaria, sembrava che il decreto fiscale avrebbe concesso di fare qualche ulteriore passo in avanti.  Ma abbiamo ribadito più volte che un problema di salute pubblica che esige misure di prevenzione serie e rigorose, non può essere affidato solo ad una logica economica finanziaria, che non rinuncia a garantire la sua considerevole fonte di risorse” conclude il deputato di Area Popolare

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