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Binetti al Mef: “La ‘migrazione’ di GTech (Lottomatica) alla borsa di Londra avrà conseguenze sul gettito erariale?”

In: Politica

8 agosto 2014 - 11:58


vltbetter

(Jamma) I deputati Binetti e Dellai hanno presentato una interpellanza parlamentare al Ministero delel Finanze per chiedere chiarimenti in merito al trasferimento di Gtech alla borsa di Londra dopo l’acquisizione di IGT.

“Premesso che:
Lottomatica Group spa, nell’ottica di sviluppare il business su scala mondiale, cambiava la sua denominazione, a partire dal giugno 2013, in GTECH spa;
controllata direttamente dal Gruppo De Agostini spa al 53,7 per cento, GTECH spa è oggi leader mondiale, sia come operatore commerciale che come fornitore di tecnologia, nei seguenti settori: lotterie on line, istantanee e tradizionali, concorsi a pronostici, scommesse a totalizzatore e a quota fissa, gaming machine, terminali di gioco, sistemi centrali di controllo, software e servizi associati attraverso canali multigaming, giochi interattivi e servizi commerciali;
in Italia opera sia in qualità di concessionario esclusivo — per determinati giochi come lotterie istantanee e tradizionali — sia in quanto concessionario non esclusivo per giochi come le scommesse sportive e gli apparecchi da intrattenimento, nonché nel settore dei servizi alle imprese e ai cittadini tramite la controllata Lottomatica Italia Servizi;
inoltre, è l’operatore leader a livello mondiale nel campo dei sistemi di processing ad alta sicurezza per le Lotterie on line, con attività in circa 60 Paesi in tutto il mondo, oltre a progettare, vendere e gestire una gamma completa di terminali per punti vendita abilitati alla gestione delle lotterie e sistemi centrali, terminali e servizi;
dopo essersi aggiudicato negli Stati Uniti, in Illinois, la gestione di una lotteria statale, nei giorni scorsi Gtech Azzardo ha effettuato la più grande acquisizione commerciale da quando è iniziata l’attuale crisi economica. Le ultime acquisizioni che si ricordano da parte di una società italiana risalgono ai tempi di Enel ed Endesa nel 2007-2009 (13,5 miliardi di dollari) e di Drs Technologies da parte di Finmeccanica nel 2008 (oltre 5 miliardi di dollari). Questa operazione supera quella appena compiuta dalla Fiat, che per 4,35 miliardi di dollari ha recentemente acquisito il 41,5 per cento di Chrysler non ancora in suo possesso;
per 6,4 miliardi di dollari la ex Lottomatica comprerà la società di Las Vegas «International Game Technologies», diventando il primo gruppo al mondo nell’intera gamma dei giochi, aggiungendo alla leadership nel settore delle lotterie anche quella delle lotterie delle slot machine, con sede in Gran Bretagna;
in questo modo una delle storiche famiglie industriali italiane, detentori del marchio «De Agostini», porta a compimento una scalata cominciata nel 2002 con l’acquisizione di Lottomatica e proseguita nel 2006 con l’acquisizione da 4,7 miliardi di dollari dell’americana GTech attraverso cui si compirà questa nuova acquisizione. Al termine dell’operazione, attesa entro la prima metà del 2015, il gruppo De Agostini resterà proprietario del 47 per cento della nuova compagnia, che sarà di diritto inglese e sarà quotata solo a New York;
si tratta dell’ultima operazione compiuta dai «big» dell’azzardo; i mercati hanno reagito bene, anche perché a differenza del caso Fiat, pone molti meno problemi di personale e di stabilimenti. La nuova società abbandonerà la borsa di Milano per essere quotata a Wall Street, dove la Igt ha fatto registrare un balzo dell’8 per cento;
l’accordo è l’ultimo di una serie nel processo di consolidamento del settore del gioco alle prese con la rapida crescita dei giochi on line;
l’obiettivo del gruppo, che finora ha potuto fondare il suo successo sulle cospicue giocate degli italiani, sembrerebbe quello di ridurre l’esposizione al mercato italiano, considerato ormai «maturo». Un modo come un altro per dire che in Italia l’azzardo ha raggiunto un punto di espansione difficilmente superabile. Secondo gli analisti infatti, come ha recentemente ribadito uno studio del Politecnico di Milano, non ci sono molti altri margini di crescita in un settore che vede circolare più di 80 miliardi all’anno;
questa situazione potrebbe aver spinto la Sisal a rinviare la decisione di quotarsi in Piazza Affari a causa dello scarso interesse degli investitori e forse per questo la multinazionale piemontese ha deciso di rinunciare a quotarsi in Italia;
«l’operazione», secondo Gtech, «creerà un’azienda leader a livello mondiale nell’intera catena del valore nel settore dei giochi, con un posizionamento unico per capitalizzare le opportunità nei diversi settori del mercato globale»;
il passaggio di Gtech negli USA potrebbe consentirgli di rifinanziare il suo indebitamento a tassi più convenienti e acquisire la leadership nel mercato dei giochi in Usa, Paese che a differenza dell’Italia ha ancora grandi potenzialità di crescita –:
se corrisponda al vero il fatto che la nuova holding inglese avrà sedi operative a Roma, Las Vegas e Providence, ma sarà quotata solamente a Wall Street, per cui le azioni di Igt verranno ritirate dal Nyse e lo stesso accadrà per quelle di Gtech, che non scambieranno più a Piazza Affari;
se non ritengano che questa vicenda possa determinare conseguenze sul gettito fiscale atteso dal Ministero dell’economia e delle finanze.

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