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Belgio, scontro sulla tassa al gioco online: Regione chiede aumento al 15%, Bruxelles dice no

Si apre un nuovo fronte politico in Belgio sul tema della fiscalità del gioco online. La proposta delle Fiandre di aumentare l’imposta regionale sulle attività di gioco online dall’11% al 15% ha infatti innescato uno scontro con la Regione di Bruxelles, che respinge l’ipotesi di una stretta fiscale e difende l’attuale regime, ritenuto essenziale per garantire certezza agli operatori e mantenere la competitività del territorio.

L’iniziativa è stata promossa dal ministro delle Finanze delle Fiandre, Ben Weyts, con il sostegno del partito Vooruit. L’obiettivo è equiparare la tassazione del gioco online a quella già prevista per altre forme di gioco, come i casinò e le scommesse ippiche. Secondo Weyts, non è più giustificabile che il gioco online continui a beneficiare di un trattamento fiscale più favorevole rispetto agli altri segmenti del comparto.

Il ministro ha dichiarato che “non è più giustificabile che il gioco online sia incentivato fiscalmente, mentre online manca persino un controllo sociale”, sottolineando come la misura risponda anche a esigenze di tutela dei consumatori.

La questione, tuttavia, va oltre il semplice aumento dell’aliquota. In Belgio, infatti, l’imposta regionale sul gioco viene versata nel territorio in cui sono collocati i server dell’operatore. Poiché tali infrastrutture possono essere trasferite con relativa facilità, un aumento deciso esclusivamente dalle Fiandre potrebbe spingere le società a spostare i propri server nelle Regioni con una tassazione più favorevole.

Per questo motivo Weyts ha chiesto che anche Bruxelles e Vallonia adottino contemporaneamente la stessa aliquota del 15%, portando la proposta all’attenzione del Comitato di Concertazione tra le Regioni belghe, così da evitare fenomeni di concorrenza fiscale interna.

La risposta di Bruxelles è stata però negativa. Il ministro delle Finanze della Regione di Bruxelles, Dirk De Smedt, ha escluso qualsiasi aumento dell’imposta, sostenendo che modificare oggi il quadro fiscale significherebbe cambiare le condizioni per operatori che hanno già effettuato investimenti sulla base della normativa vigente.

De Smedt ha affermato che “non è corretto cambiare ora le regole del gioco”, ricordando inoltre che anche Bruxelles ospita server destinati al gioco online e che ogni Regione mantiene autonomia nelle proprie scelte fiscali. Il ministro ha inoltre criticato le Fiandre per aver avanzato la proposta senza un preventivo confronto con Bruxelles, nonostante fosse noto che un accordo tra le Regioni sarebbe stato necessario.

Lo scontro arriva in un momento particolarmente delicato per il settore. Nei giorni scorsi è stato infatti annunciato il trasferimento a Bruxelles della sede e dei server dedicati al gioco online di Napoleon Games, operazione destinata ad aumentare il gettito fiscale della capitale. Una circostanza che rafforza ulteriormente la posizione del governo regionale, poco incline ad approvare un incremento dell’imposizione che potrebbe ridurre l’attrattività del territorio nei confronti degli operatori.

La vicenda evidenzia le peculiarità del sistema federale belga applicato al settore del gioco pubblico. La possibilità per gli operatori di scegliere dove collocare i propri server trasforma infatti la politica fiscale regionale in un elemento strategico, rendendo ogni modifica delle aliquote un potenziale fattore di redistribuzione degli investimenti e del gettito tra le diverse Regioni.

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