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Beccalossi (Lombardia) : “TAR Brescia blocca nuove slot: non rispettano legge”

In: Politica

19 maggio 2014 - 16:54


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(Jamma) “Un altro punto messo a segno dalla Legge regionale sul gioco d’azzardo. Con una sentenza del Tar della Lombardia, sezione di Brescia, è stata bloccata l’installazione di nuove macchinette a Goito, in un locale che non rispettava la nostra norma sulle distanze minime dai luoghi sensibili”. Lo ha detto l’assessore regionale al Territorio e Urbanistica, commentando l’ordinanza del Tar, seconda sezione di Brescia, che ha confermato, negando la sospensiva, la decisione del Comune mantovano di non concedere l’autorizzazione a nuove slot.

 

LEGGE REGIONALE VA RISPETTATA – “La sezione del Tar di Brescia – ha sottolineato l’assessore – cita espressamente il provvedimento regionale, che prevede una distanza minima di 500 metri da scuole, ospedali, chiese, oratori e centri di aggregazione giovanile. Entro questo raggio, infatti, non possono più essere installati nuovi apparecchi”. L’assessore ha quindi ricordato anche come “la norma sulle distanze sia sempre più applicata nei Comuni lombardi, che la utilizzano per far svolgere controlli dalla Polizia locale e sanzionare, come avvenuto ad esempio recentemente a Milano e a Brescia, i locali non in regola”.

 

TAR DI BRESCIA – “La sentenza di Brescia – ha proseguito la referente per la Giunta regionale in materia di ludopatia – segue quella emessa a marzo dal Tar di Milano, che, con uguali motivazioni, aveva fermato un’apertura a Cantù. È la prova dell’efficacia delle nostre norme, che vengono riconosciute e fatte rispettare anche nelle sedi giudiziarie, fermando i ricorsi e dandoci di fatto ragione”.

 

INCENTIVI PER CHI RINUNCIA ALLE SLOT – La Legge contro le ludopatie, approvata lo scorso ottobre all’unanimità dal Consiglio regionale, prevede anche un sistema di incentivi fiscali per chi rinuncia alle slot e attiva un sistema di prevenzione e cura per coloro che sono colpiti dalla malattia del gioco d’azzardo.

 

REGIONE A FIANCO COMUNI LOMBARDI – “Come è avvenuto nel caso di Goito – conclude l’assessore -, la Regione ha sostenuto con la propria Avvocatura le ragioni del Comune. Lo voglio sottolineare con forza, in quanto anche le più piccole Amministrazioni, che magari guardano con timore al fatto di dovere sostenere spese legali in un momento economicamente molto difficile, devono sapere che Regione Lombardia è al loro fianco”.

 

 

REPUBBLICA ITALIANA

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia

sezione staccata di Brescia (Sezione Seconda)

ha pronunciato la presente

ORDINANZA

sul ricorso numero di registro generale 392 del 2014, proposto da:

 

——————–. rappresentato e difeso dagli avv. Alessandro Domenicali, Cino Benelli, con domicilio eletto presso Elisa Plutino in Brescia, via Moro, 13;

 

contro

Comune di Goito, non costituitosi in giudizio;
Regione Lombardia, rappresentata e difesa dall’avv. Maria Lucia Tamborino, con domicilio eletto presso Luisella Savoldi in Brescia, via Solferino, 67;

nei confronti di

Istituto Comprensivo di Goito, non costituitosi in giudizio;

per l’annullamento

previa sospensione dell’efficacia,

DEL PROVVEDIMENTO 20/2/2014, CHE HA RILEVATO L’ASSENZA DEI REQUISITI NORMATIVI PER LA SCIA PER ISTALLAZIONE DI GIOCHI ELETTRONICI.

Visti il ricorso e i relativi allegati;

Visto l’atto di costituzione in giudizio di Regione Lombardia;

Vista la domanda di sospensione dell’esecuzione del provvedimento impugnato, presentata in via incidentale dalla parte ricorrente;

Visto l’art. 55 cod. proc. amm.;

Visti tutti gli atti della causa;

Ritenuta la propria giurisdizione e competenza;

Relatore nella camera di consiglio del giorno 14 maggio 2014 il dott. Stefano Tenca e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

 

Considerato:

– che la ratio del divieto imposto alla vicinanza degli apparecchi con le strutture capaci di erogare facilmente denaro è di immediata evidenza, potendo alimentare l’inclinazione al gioco compulsivo (T.A.R. Liguria, sez. II – 5/2/2014 n. 197);

– che il T.A.R. Milano (sez. IV – 6/3/2014 n. 339), investito dell’incidente cautelare su questione che appare analoga, ha statuito che non sussiste “… il necessario fumus boni iuris del ricorso in considerazione dell’apparente piena cogenza della legge regionale n. 8/2013, almeno riguardo ai profili di cui l’istante contesta l’applicazione, e che, in ogni caso, nel bilanciamento fra i contrapposti interessi coinvolti nella vertenza, su quello meramente economico della ricorrente prevalga quello alla tutela della salute pubblica che le disposizioni normative regionali tendono a perseguire”;

– che la giurisprudenza recente (T.A.R. Lazio Roma, sez. II – 10/3/2014 n. 2729, che richiama T.A.R. Trento – 20/6/2013 n. 206) ha affermato che, secondo quanto prevede il Decreto legge “Balduzzi” 13/9/2012 n. 158 conv. in L. 8/11/2012 n. 189, la legge statale e quella regionale non confliggono tra loro né si elidono ma, anzi, concorrono, ciascuna nel proprio ambito, e secondo opzioni temporali e metodologiche differenziate ma in reciproca sintonia, al perseguimento dello stesso obiettivo, costituito da una materia (salute) su cui Regioni e Provincie autonome esercitano competenza legislativa concorrente, con il solo limite del “rispetto dei principi fondamentali” stabiliti dalle leggi dello Stato, come indicato all’art. 117, terzo comma, della Costituzione;

– che uno dei principi fondamentali del predetto decreto è sicuramente rappresentato proprio da quello che si può definire di “prevenzione logistica”, in base al quale tra i locali ove sono installati gli apparecchi da gioco e determinati luoghi di aggregazione e/o permanenza di fasce vulnerabili della popolazione deve intercorrere una distanza minima, ritenuta plausibilmente e ragionevolmente idonea ad arginare, sotto il profilo della “vicinitas”, i richiami e le suggestioni di facile ed immediato arricchimento;

Atteso:

– che la citata sentenza del T.A.R. Lazio ha altresì dato conto delle scelte compiute dai legislatori regionali e provinciali, taluni dei quali hanno previsto una distanza minima di 300 metri – in particolare “… l’art. 5-bis della legge della Provincia di Bolzano 13 maggio 1992, n. 13; l’art. 13-bis della legge della provincia di Trento legge 14 luglio 2000, n. 30; l’art. 3 della legge della Regione Abruzzo 29 ottobre 2013, n. 40)” – mentre in altre Regioni tale distanza è stata determinata in 500 metri “(si vedano, in particolare, l’art. 4 della legge della Regione Toscana 18 ottobre 2013, n. 57; l’art. 5 della legge della Regione Lombardia 21 ottobre 2013, n. 8; l’art. 7 della legge della Regione Puglia 13 dicembre 2013, n. 43)”;

– che ad avviso del Collegio una distanza minima di 500 metri dai luoghi sensibili, chiaramente finalizzata ad assicurare un’applicazione uniforme della norma all’interno del territorio lombardo, rientra nella discrezionalità del legislatore regionale, la quale trova il solo limite della manifesta irragionevolezza o arbitrarietà delle scelte compiute;

– che il citato limite non appare superato, perché a fronte del quadro normativo vigente i legislatori regionali e provinciali hanno fissato la distanza di cui trattasi entro un margine variabile da 300 a 500 metri;

– che non è indifferente l’ulteriore scelta legislativa compiuta con il D.L. 158/2012, il quale all’art. 5 ha disposto l’aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza (l.e.a.) estendendoli alle prestazioni di prevenzione, cura e riabilitazione da ludopatia;

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia sezione staccata di Brescia (Sezione Seconda) respinge la domanda cautelare.

Compensa le spese della presente fase, in ragione della vicenda sottesa.

La presente ordinanza è depositata presso la Segreteria del Tribunale che provvederà a darne comunicazione alle parti.

Così deciso in Brescia nella camera di consiglio del giorno 14 maggio 2014 con l’intervento dei magistrati:

Giorgio Calderoni, Presidente

Stefano Tenca, Consigliere, Estensore

Mara Bertagnolli, Consigliere

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