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Baretta: “Dobbiamo garantire i concessionari ma anche che i gestori siano in condizioni di parità”

In: Apparecchi Intrattenimento, Politica

17 giugno 2015 - 17:26


baretta

(Jamma) – “Lo Stato – ha dichiarato il sottosegretario Baretta – conta di cambiare approccio al fenomeno del gioco. In questi anni abbiamo combattuto il gioco illecito, in cambio abbiamo registrato il problema di una enorme diffusione dell’offerta dei giochi.
Questo fenomeno ha messo in moto un dibattito culturale che va dalla preoccupazione alla negazione. C’è chi è preoccupato e chi pensa che il gioco sia il male assoluto.
Il governo – ha proseguito Baretta – assume come priorità la salute pubblica, ma tutelare la salute dei cittadini in questo caso, non è facile. Il governo si trova al centro di più fuochi. Do atto volentieri che questa complessità deltema la filiera l’ha concepita: anche nella filiera c’è un cambio di mentalità. La discussione sui 200 milioni è stata fertile, Curcio ha detto ci abbiamo provato, non siamo riusciti del tutto ma siamo andati avanti. Se, quella dei giochi, la chiamiamo filiera significa che dentro ci sono tutti, se trovano l’accordo si va avanti altrimenti si ferma tutto.

 

Si chiede un salto di qualità su alcune questioni:

 

L’offerta e la sua razionalizzazione. Abbiamo tentato una riduzione degli apparecchi operando sulla tipologia di esercizio, contemporaneamente sul problema della distribuzione di questi locali sul territorio. Un criterio potrebbe essere il numero di abitanti e un limite al numero di sala. Sosteniamo la Riserva di Stato ma dobbiamo comunque trovare un accordo con gli enti locali. Non ci sono programmi per l’introduzione di mini VLT, si tratta di nuove AWP con controllo da remoto che rappresentano una opportunità per l’industria italiana. In queste nuove macchine è possibile inserire il delicatissimo tema della scheda di gioco.

 

I flussi finanziari. L’ipotesi che abbiamo messo a punto è la tassa sul cassetto, penso sia la soluzione migliore, difendetela. Il cassetto è più equo, espone lo Stato, ma è una soluzione migliore a condizione ci sia una definita forbice all’interno della quale contenere la percentuale di restituzione in vincite.

 

L’organizzazione del settore. Su questo, c’è un punto che è la questione della pubblicità. Non abbiamo una soluzione definitiva, mi rendo conto, però, che la pubblicità è un problema relativo. Mio nipote vede la partita della nazionale alle 20,00, un limite orario non serve a nulla e non tutela il minore. Prima ho parlato di dignità e di impresa non a caso, perché vogliamo rispettare tutti. Possiamo mettere a disposizione un contratto tipo. Dobbiamo garantire i concessionari, nostri principali interlocutori, ma anche che i gestori siano in condizioni di parità con i concessionari”.

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