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Baretta (Mef): “Un mese e mezzo per arrivare alla Conferenza Unificata. Queste le proposte su cui lavorare per riorganizzare l’offerta del gioco d’azzardo” (video)

In: Politica

9 marzo 2016 - 12:47


Pier-Paolo-Baretta9

(Jamma) – “Lo Stato sta cercando di affrontare la materia del gioco d’azzardo con un approccio diverso dal passato. La prova della novità sta nel fatto che mentre non siamo riusciti a portare in porto la delega fiscale il Consiglio dei Ministri non ha impugnato la legge di Regione Lombardia. Questo perché vogliamo un dialogo con le Regioni”.

 

Così il sottosegretario al Mef, Pier Paolo Baretta, intervenendo alla prima conferenza nazionale sul contrasto al gioco d’azzardo a Milano.

 

“Si è esagerato in questi anni, nell’offerta di gioco e nella distribuzione territoriale, e questo è un fatto. Soprattutto con le slot, ma non solo. Negli scorsi anni si è pensato che per contrastare il gioco d’azzardo illegale bisognasse aumentare quello pubblico, c’è però stata un’esagerazione e bisogna correre ai ripari tutti insieme. E’ possibile trovare un equilibrio tra le varie esigenze? Credo di sì, ed è il lavoro che dobbiamo fare anche criticandoci a vicenda. Va trovato un punto di equilibrio. Come? Bisogna prima di tutto ridurre l’offerta e razionalizzarla. La Stabilità ci aiuta perché ha introdotto una riduzione di almeno il 30% delle slot. Poi bisogna governare la distribuzione territoriale, garantendo al mercato di operare e alle comunità locali di tutelarsi. Vanno inasprite le regole e le pene contro il gioco d’azzardo illegale. Bisogna aumentare le energie e le risorse a favore della salute pubblica.

 

Sulla pubblicità non ho ostacoli culturali a una definitiva e completa abolizione, così come è nel settore dei tabacchi. La legge di Stabilità ha fatto un passo in avanti, ha infatti proibito gli spot nei canali generalisti dalle 7 alle 22, ma dobbiamo ancora lavorare. La formazione e le risorse dedicate alla prevenzione sono e restano una questione fondamentale. Non dimentichiamo poi che dobbiamo favorire una riorganizzazione del settore. Ci sono troppi concessionari e troppi gestori. Sulla base di questo impianto abbiamo un appuntamento, che è entro il 30 di aprile e che prevede il confronto in Conferenza Stato-Regioni. Va convocata la conferenza unificata all’interno della quale costituire e fissare le nuove modalità di criterio del gioco con gli enti locali. Io direi di lavorarci prima, trovando modalità per confrontarci e trovare la quadra.

 

Sono quattro le piste di lavoro: come realizzare l’obiettivo della riduzione di almeno il 30% delle macchine, un suggerimento potrebbe essere quello di dimezzare il numero massimo degli apparecchi per ogni locale stabilendo che non siano visibili dall’esterno e che ci sia uno spazio gestito affinché ciò avvenga; poi si tratta di stabilire come gestire i criteri di distribuzione territoriale, il mio suggerimento è di trovare un criterio ad esempio tra il numero di abitanti adulti di un territorio e il numero di punti gioco (tutti, comprese le sale scommesse). Una volta stabilito il criterio la distribuzione territoriale spetta agli enti locali che sapranno gestire con competenza il tema delle distanze; la terza considerazione è come gestire la trasformazione tecnologica. Abbiamo previsto che tutte le awp spariscano e vengano collegate al sistema centrale. Ma non si tratta di nuove vlt; infine come gestire le risorse in rapporto agli obiettivi di carattere sociale e sanitario. Abbiamo due mesi per lavorare e penso che se affrontiamo questo tema con l’idea di un interesse comune, con l’intenzione di razionalizzare e riformare, arriveremo a una Conferenza Unificata che ci consentirà di fare un passo in avanti”.

 

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