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Barbato (Idv): ‘Quali sono le vere motivazioni dell’accorpamento AAMS-Dogane?’

In: Cronache, Politica

2 agosto 2012 - 09:21


barbatojamma

Accorpamento AAMS-Dogane. Comm. Finanze, assicurare la tutela degli interessi erariali

 

(Jamma) Dal momento che i significativi risparmi di spesa derivanti dall’accorpamento dell’AAMS nell’Agenzia delle Dogane sembrerebbero limitati solo alla soppressione degli organi di vertice delle due strutture soppresse, l’onorevole dell’Idv Francesco Barbato ha presentato un’interrogazione al presidente del Consiglio dei ministri e al Ministero delle Finanze per sapere quali siano le motivazioni concrete e quale sia il rapporto costo-beneficio dell’operazione, ovvero se intenda modificare il suo orientamento soprassedendo alla stessa e procedendo rapidamente alla formalizzazione del passaggio all’Agenzia dei monopoli.

Premesso che – si legge nell’interrogazione – :

l’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato è l’amministrazione diretta dello Stato preposta alla « governance » del settore dei giochi e della circolazione dei tabacchi;

rappresenta una struttura con competenze di altissima specificità e di strategica rilevanza erariale;

negli ultimi anni, al fine di consentire alla struttura, fortemente orientata al mercato, di migliorare l’efficacia e l’efficienza della sua azione amministrativa, a fronte della sempre più rapida e complessa evoluzione del settore, è stato avviato un processo di trasformazione in Agenzia fiscale, conclusosi nel gennaio di quest’anno con i pareri favorevoli delle competenti Commissioni di Camera e Senato;

per dare immediate risposte alle notevoli carenze organiche della Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato nelle more della trasformazione in agenzia fiscale, al fine di consentire una presenza sempre più capillare ed un adeguato presidio del territorio nella lotta alla illegalità ed all’evasione fiscale nell’ambito del gioco pubblico, la struttura è stata potenziata con il trasferimento dal marzo 2011, ai sensi dell’articolo 2, comma 1-ter del decreto-legge n. 40 del 2010, di circa 1400 unità di personale provenienti dalle soppresse direzioni territoriali dell’economia e delle finanze con contestuale apertura di 60 nuove sedi provinciali in aggiunta ai 24 uffici regionali già presenti;

l’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato ha compiuto un enorme sforzo organizzativo e notevoli investimenti economici per la riorganizzazione dei propri uffici sul territorio sia sotto il profilo logistico (acquisizione nuovi immobili, subentro in alcuni di quelli degli uffici finanziari soppressi) e del riparto di competenze tra le nuove sedi, nonché la formazione del nuovo personale che in pochi mesi è stato in grado di assolvere ai nuovi compiti consentendo il conseguimento di performance che hanno di gran lunga superato gli obiettivi assegnati dal MEF alla struttura con le direttive sull’azione amministrativa (incremento, rispetto al 2010, del 250 per cento dei controlli, raddoppio del numero di violazioni rilevate e incremento del 150 per cento circa dell’ammontare delle imposte accertate) consentendo un rilevante recupero erariale nel settore del controllo sui giochi;

la struttura, pur con i vincoli derivanti dal generale contenimento delle spese delle Pubbliche amministrazioni e con limitati strumenti ed in pieno iter di trasformazione, ha sempre raggiunto e superato gli obiettivi assegnati dal Ministro realizzando utili erariali pari a diversi punti del PIL nazionale in media ed, in virtù di un bilancio autonomo, realizzando ogni anno avanzi per circa 200 milioni di euro regolarmente incamerati dall’erario;

il Governo, per giustificare quest’operazione, ha mostrato assoluta mancanza di conoscenza della realtà sulla quale vuole così pesantemente incidere, prima con le dichiarazioni del Ministro Grilli relative alla totale assenza di sedi dell’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato sul territorio e poi quelle del Sottosegretario Polillo, che ha affermato che la scelta dell’accorpamento dell’AAMS con le Dogane deriva dal fatto che queste ultime sono dotate di uffici periferici che operano presso zone di confine e che pertanto potranno meglio controllare il gioco on line « connotato da un profilo spiccatamente internazionale, dal momento che le società che gestiscono i siti interessati sono in larghissima parte straniere. » Mostrando quindi una ignoranza persino dell’elementare realtà del gioco on line che non ha sedi fisiche da controllare ma si sviluppa attraverso piattaforme informatiche e che pertanto non vi sono attività presso le « zone di confine » da svolgere;

nel caso poi di società estere le stesse devono aderire a delle convenzioni che hanno regole stringenti peraltro dettate dal legislatore non ultimo con le previsioni della legge 220 del 2010;

i costi dell’operazione appaiono di tutta evidenza insostenibili in termini di mancati controlli sul territorio, a seguito dell’inevitabile distrazione per presumibili lunghi periodi delle energie delle strutture dalle normali attribuzioni per attendere alla ennesima complessa e problematica riorganizzazione con l’Agenzia delle dogane, il cui ordinamento e la cui organizzazione appaiono molto diverse e per certi versi incompatibili con quelli dell’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato (si pensi al regime delle rivendite di generi di monopolio che oggi sono per la massima parte anche punti di gioco e che, pertanto, sono sottoposti ad uno specifico regime concessorio non omologabile con la legislazione doganale);

sono stati resi noti sotto il profilo contabile i vantaggi per l’erario di tale operazione come richiesto anche dall’Ufficio di Bilancio del Senato che in data 17 luglio 2012, per i profili di quantificazione e copertura, pur considerando che il dispositivo è sostenuto dalla clausola di neutralità indicata al comma 11 – in aggiunta al fatto e che esso è, nel suo complesso, chiaramente finalizzato alla realizzazione di risparmi di spesa, per effetto delle economie organizzative e negli organi di direzione, derivanti da processi di accorpamento di amministrazioni autonome ed Agenzie del settore pubblico – occorre non di meno soffermarsi su portata e conseguenze delle razionalizzazioni sull’assetto delle funzioni erariali riconducibili all’ex Agenzia del territorio e all’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato;

ciò premesso, dal momento che la relazione tecnica reca una prima, sintetica illustrazione dei fattori da considerare nella quantificazione dei risparmi conseguibili, in ragione annua, per effetto della sola riduzione degli organismi di direzione e controllo delle Agenzie soppresse – indicati pari a circa 466.000 euro annui, a cui si aggiungeranno quelli conseguenti alle razionalizzazioni di spesa – occorre perciò evidenziare che l’illustrazione degli effetti finanziari delle norme in esame dovrebbe, in realtà, investire una più ampia gamma di profili, al fine di fornire un quadro informativo dettagliato, ed esauriente, delle conseguenze del riordino, sintetizzabile nei seguenti profili metodologici;

il primo profilo concerne l’impatto dei processi di accorpamento di Agenzia del territorio e amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato, rispettivamente, in Agenzia delle entrate e delle Dogane, sugli stanziamenti di spesa iscritti nel bilancio dello Stato;

in particolare, poi, venendo ai profili finanziari, l’articolo 1, comma 74, della legge n. 266 del 2005 (legge finanziaria 2006) prevede espressamente che, a decorrere dall’esercizio 2007, le dotazioni finanziarie annue delle Agenzie fiscali siano determinate applicando, alla media delle somme incassate nell’ultimo triennio consuntivato – rilevata dal rendiconto generale delle amministrazioni dello Stato, relativamente alle unità previsionali di base dello stato di previsione dell’entrata –, le percentuali ivi indicate, prevedendosi che la dotazione annua non possa comunque essere superiore a quella dell’anno precedente, incrementata del 5 per cento.

Va sottolineato in tal senso che il comma 2, secondo periodo, del dispositivo in esame, riferisce espressamente che le risorse riferibili all’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato, che confluiranno nella dotazione dell’Agenzia delle dogane, resteranno escluse dal citato criterio di determinazione previsto dalla legislazione vigente;

in relazione al criterio di determinazione dello stanziamento annuale a legislazione vigente, va dunque precisato che ciò vale, in relazione agli organismi oggetto di incorporazione, per la sola Agenzia del territorio, mentre il funzionamento dell’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato opera, nell’ambito della amministrazione « diretta » statale, ma con profili di elevata autonomia contabile e finanziaria (il bilancio di previsione costituisce infatti un Allegato allo stato di previsione del ministero dell’economia e delle finanze);

l’azienda autonoma dei Monopoli di Stato trae i mezzi per il suo funzionamento, in linea di massima, fermi restando alcuni specifici stanziamenti, dalle risorse corrisposte dall’erario per la gestione del Lotto e delle lotterie (gestioni autonome). Il bilancio di previsione 2012/2014 dell’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato indica entrate complessive pari a 17,6 miliardi nel 2012, a 18 miliardi nel 2013 e a 18,2 miliardi nel 2014, di cui 1,396 relative a entrate correnti, appena 10 milioni di euro per entrate in conto capitale per ciascuna annualità del triennio e 16,2; 16,5 e 16,7 miliardi di euro riconducibili alle gestioni speciali « autonome », che costituiscono la voce più cospicua.

Per contro, sul versante della spesa, sono da segnalare spese di funzionamento per 724 milioni di euro nel 2012, in crescita a 738 milioni nel 2013 e a 768 milioni di euro nel 2014, comprensive di spese di personale pari a 132,3 milioni di euro. Ad ogni modo, andrebbe anzitutto illustrata la platea delle unità interessate al trasferimento attualmente in servizio presso le Agenzie del territorio e Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato, fornendosi una quadro dettagliato dei profili professionali e delle corrispondenti aree di inquadramento;

in tal senso, stante l’esistenza di sensibili differenze retributive relative, in particolare, alla disciplina contrattuale di amministrazione (CCNI), sia in relazione alla incorporazione del personale dell’Agenzia del territorio in quello dell’Agenzia delle entrate – benché queste ultime appartengano al medesimo comparto – che, a maggior ragione – considerata l’appartenenza a diverse piattaforme contrattuali nazionali – per il personale dell’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato e dell’Agenzia delle dogane (entrambe implicitamente considerate dal terzo periodo del comma 5, allorché si paventa l’eventuale riconoscimento di un assegno ad personam riassorbibile nell’eventualità il trattamento economico presso l’amministrazione di destinazione risulti inferiore rispetto a quello oggi percepito) andrebbero richiesti i dati analitici (per profilo di inquadramento e livello retributivo) delle retribuzioni unitarie annue lorde del personale interessato al transito, sia per le componenti stipendiali che accessorie, relativamente alla parte continuativa;

esistono fondati dubbi sulla concreta realizzabilità di economie e risparmi di spesa in via « diretta » dal riordino in questione, come riferito dalla relazione tecnica, piuttosto – ciò che invero appare più plausibile – che da un maggior efficientamento dei relativi ambiti amministrativi che si rifletterebbe, sia pure in via « indiretta », per una migliore gestione degli ambiti erariali oggi affidati alle amministrazioni che vengono soppresse;

a ben vedere, entrambi i dispositivi inducono quindi a ritenere che la concreta realizzazione di significativi risparmi di spesa sia di fatto destinata, per il momento, a limitarsi alla soppressione degli organi di vertice delle due strutture soppresse –:

quali siano le motivazioni concrete e quale sia il rapporto costo-beneficio dell’operazione, ovvero se intenda modificare il suo orientamento soprassedendo alla stessa e procedendo rapidamente alla formalizzazione del passaggio all’Agenzia dei monopoli.

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