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Barbato (IdV): “Proseguire con la trasformazione di AAMS in Agenzia”

In: Politica

22 giugno 2012 - 09:34


barbatojamma

(Jamma) Proseguire il processo di trasformazione dell’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato in Agenzia dei monopoli di Stato. A chederlo in una risoluzione presentata ieri in Commissione finanze della Camera l’on. dell’Italia dei Valori Francesco Barbato che ha spiegato come sia l’articolo 40, comma 2, del decreto-legge n. 159 del 2007, a prevedere la trasformazione dell’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato in Agenzia fiscale dei monopoli di Stato, fissando al 1° marzo 2008 il termine di istituzione dell’Agenzia medesima.

“Sia pure con molto ritardo, – ha continuato l’onorevole – il precedente Governo aveva inteso ottemperare a tale norma, predisponendo uno schema di decreto ministeriale di istituzione dell’Agenzia fiscale dei monopoli di Stato (Atto n. 411), che era stato trasmesso alle Camere e sul quale la Commissione finanze della Camera, il 10 novembre 2011, aveva espresso parere favorevole con condizioni e osservazioni e la Commissione Finanze e tesoro del Senato aveva espresso, il 14 febbraio 2012, parere favorevole con condizioni e osservazioni; nonostante i pareri parlamentari espressi, l’iter di emanazione del predetto decreto ministeriale non si è, in realtà, mai concluso, in quanto il Governo attualmente in carica non ha ritenuto di procedere alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del decreto ministeriale stesso; risulta da notizie di stampa che recentemente il Governo abbia adottato un decreto-legge che stravolge ulteriormente tale impostazione, prevedendo la soppressione dell’Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato e il suo l’accorpamento nell’Agenzia delle dogane; tale scelta, appare, in primo luogo, molto discutibile sul piano del merito, in quanto non si ravvisa come le funzioni, del tutto peculiari, svolte dall’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato possano essere meccanicamente trasferite all’Agenzia delle dogane; le attività di regolazione e vigilanza pubblica sul settore dei giochi presentano infatti connotazioni del tutto diverse dalle funzioni di accertamento, liquidazione e riscossione di tributi svolte dalle altre branche dell’amministrazione finanziaria, in particolare in quanto l’azione dell’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato assume profili di vera e propria politica industriale relativamente ad un settore di estrema rilevanza economica, che ha visto crescere in modo esponenziale il proprio fatturato nel corso degli ultimi anni; in secondo luogo, l’assorbimento dell’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato nell’ambito dell’Agenzia delle dogane rischia di determinare un grave indebolimento dei presidi pubblicistici, posti a garanzia del gettito erariale ed a tutela dei diritti dei cittadini, in un settore che, anche per l’estrema rilevanza degli interessi economico-finanziari coinvolti, presenta molteplici aspetti di criticità, in particolare per quanto riguarda la trasparenza degli aspetti societari e le possibili infiltrazioni da parte della criminalità organizzata; in terzo luogo, la decisione dell’Esecutivo di non dare seguito a quanto già stabilito dal legislatore, che aveva previsto l’istituzione dell’Agenzia fiscale dei monopoli di Stato, nonché alle pronunce parlamentari sugli atti di normativa secondaria attuativi delle citate previsioni, appare al firmatario del presente atto di indirizzo sbagliata dal punto di vista della tecnica normativa, e, soprattutto, gravemente irrispettosa delle prerogative delle Camere, ignorando in sostanza completamente la volontà degli organi parlamentari che si erano espressi in senso favorevole al provvedimento; in tale contesto, la decisione dell’Esecutivo sembra al firmatario del presente atto rappresentare l’ennesimo cedimento dell’attuale Governo ai poteri forti delle società concessionarie dei giochi pubblici, le quali risultano già beneficiate da un trattamento fiscale assolutamente di favore per quanto il prelievo erariale unico applicato sulle giocate degli apparecchi e congegni da gioco leciti; tale ulteriore cedimento dell’Esecutivo alle spinte della lobby dei concessionari risulta tanto più inquietante, laddove si consideri che una delle principali concessionarie, la società BPlus, è riconducibile al signor Francesco Corallo, latitante, nei cui confronti la magistratura milanese ha emesso un mandato di cattura per associazione a delinquere, e che tutte le concessionarie sono oggetto di pesanti rilievi da parte della Corte dei conti per gravi irregolarità concernenti il mancato collegamento in rete con la SOGEI degli apparecchi da gioco, e sono state per tale motivo condannate ad una sanzione pecuniaria di circa 2,5 miliardi di euro; appare pertanto indispensabile che il Governo riveda l’improvvida scelta di sopprimere l’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato procedendo invece quanto prima all’istituzione dell’Agenzia fiscale dei monopoli di Stato”.

Barbato ha quindi chiesto al governo di impegnarsi a dare seguito al processo di trasformazione dell’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato in Agenzia dei monopoli di Stato, prevista dall’articolo 40, comma 2, del decreto-legge n. 159 del 2007, proseguendo nell’adozione del relativo decreto ministeriale di istituzione della predetta Agenzia, sul quale le competenti Commissioni di Camera e Senato hanno già espresso parere favorevole.

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