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Barbato (Idv): “Il governo dia soldi agli esodati anziché ai concessionari dei giochi”

In: Apparecchi Intrattenimento, Personaggi, Politica

25 maggio 2012 - 16:12


barbatojamma

(Jamma) Francesco Barbato, deputato dell’Italia dei Valori punta nuovamente il dito contro la restituzione da parte dei Monopoli di Stato ai concessonari di giochi “di ben 300mln di euro”. Piuttosto, suggerisce al presidente del Consiglio Mario Manti di “bloccare questa operazione e darli al ministro Fornero per impiegarli per gli esodati oppure per i terremotati dell’Emilia-Romagna”.

Barbato nelle vesti di professore con tanto di lavagna, questa mattina è sceso nuovamente in piazza, e precisamente a Piazza Colonna di fronte alla sede del Consiglio dei ministri, per tenere una lezione sugli sprechi della spesa pubblica.

L’onorevole dell’Idv si riferisce al premio di 70 milioni di euro destinato alle concessionarie di giochi e determinato dal riallineamento del Preu dal 12,34 al 12,15 per incremento incassi che va sommato alla restituzione di 223 milioni per adeguamento a prescrizioni AAMS in tema di sicurezza e livello dei servizi, per un totale di circa euro 293 milioni. Questo il totale dei soldi che verranno trasferiti dallo Stato ai concessionari dei giochi.

Ma non solo. Sotto accusa finisce la nomina del “segretario Manlio Strano, pensionato settantenne e richiamato da Monti come consulente esterno – dice Barbato -. Una figura che costa di più allo Stato”. Il deputato dipietrista passa poi ai numeri di Palazzo Chigi. “Ci sono 4203 dipendenti che lavorano presso questo palazzo – dice alla stampa e ai curiosi che si sono avvicinati in piazza – Al confronto il governo più potente del mondo, quello degli Usa con Obama ha appena 466 collaboratori e dipendenti”. A far infuriare Barbato anche il ripescaggio, da un concorso di 10 anni fa, di ben 16 dirigenti. Ed infine, non risparmia neppure il Quirinale dicendo che con alcuni decreti “il Presidente della Repubblica ha nominato per attività di commissariamento presso alcuni comuni, persone che sono in conflitto di interesse”.

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