Cerca nel sito
Facebook Twitter Youtube RSS
 

Balduzzi su dl gioco patologioco: “Nessuna contrapposizione con norme in delega fiscale”

In: Politica

17 giugno 2014 - 12:51


balduzzi

 

(Jamma) Un testo che “va nella direzione avviata e tracciata dalla riforma del 2012″ quello intrapreso dalla Commissione Affari sociali della Camera. E che non rappresenta “una strada alternativa alla delega, ma collaborativa”. Renato Balduzzi spiega in una intervista come il governo e il Parlamento stiano procedendo nella strada intrapresa dal decreto legge 158, quello che porta proprio il suo stesso nome. . “Mi sembra che la direzione presa dal testo della commissione affari sociali sia nel complesso da considerarsi positiva”, spiega. E nessuno accavallamento di disposizioni tra la Delega fiscale – che all’articolo 14 prevede proprio il tema del gaming – e il cosiddetto Ddl Ludopatie. “Il Parlamento, cosi’ come affida le deleghe, puo’ anche legiferare direttamente”, spiega il presidente della Commissione per le questioni regionali della Camera. “Il fatto che sia data una delega al governo non pone il vincolo a non legiferare sullo stesso tema. Credo che, considerando i tempi parlamentari, il lavoro della 12esima commissione della Camera possa essere un utile binario per il governo nel momento in cui affrontera’ la Delega fiscale. Quello della Commissione e’ un lavoro collaborativo, non alternativo”. Anche se ci sono divergenze di vedute a riguardo, secondo l’ex ministro della Salute “se c’e’ un problema di salute e relativo al sociale e’ bene che tutti se ne occupino. Certamente lo fara’ il governo, il Mef e la commissione dodicesima. Se la premessa e’ andare avanti sulla linea aperta nel 2012, tanto di cappello a chi va avanti per primo”. Per quanto riguarda la tessera del giocatore e sulla sua validita’ Balduzzi non esclude nulla: “tutti gli strumenti hanno degli aspetti positivi e degli aspetti problematici. Auspico se ne possa parlare in termini sereni. Ho sentito qualche esagerazione a riguardo, come lo stato etico e il richiamo all’esperienza del tabacco. Eviterei forzature. Ma se dobbiamo fare un paragone con il fumo sarei per prenderlo sul serio valutando anche per il gioco d’azzardo la possibilita’ di vietarne qualunque tipo di pubblicita’”. Anche perche’ se “la vecchia schedina della Sisal era qualcosa di relazionale e di sociale, oggi e’ subentrata l’ossessione individuale che con i giochi on line raggiunge forme particolarmente forti”. Il testo che ha preso forma in Commissione Affari Sociali – dall’emendamento di Paola Binetti, Per l’Italia – tende a recuperare risorse solo sulle slot e sulle vlt, escludendo il Lotto e il Gratta e Vinci sia dall’obbligo di tracciabilita’ che dal vincolo del plafond previsto per le carte di credito. “Credo che su questo punto il ragionamento deve riuscire ad essere globale”, precisa Balduzzi. “Se siamo d’accordo nel perseguire la linea avviata due anni fa, penso non si debbano fare battaglie di religione e mi affiderei a una valutazione prudenziale da parte di chi ha istituzionalmente un onere e un dovere da questo punto di vista. Fermo restando che le coperture devono essere un onere condiviso e non possono essere scaricate solo su una parte del gioco d’azzardo”. E sull’ipotesi di un allineamento degli aggi Balduzzi e’ cauto ma non lo esclude: “si puo’ studiare. Tutti i giorni nel lavoro governativo, si presenta un problema di individuazione di risorse da destinare a spese ed oneri”. Per Balduzzi “occorre coinvolgere nella copertura quanti piu’ settori possibili e dare un rilievo importante alle istituzioni che hanno il compito di salvaguardare l’equilibrio economico attraverso una visione che consideri la dimensione generale del problema e che non si preoccupi solo del fatto se gli italiani giocano di meno e alle conseguenze sul gettito erariale”. E conclude: “occorre fare una riflessione a 360 gradi: non c’e’ solo un problema di Pil ma anche di Bil, di benessere interno lordo”.

Commenta su Facebook


Realizzazione sito