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Giochi, Proietti (Umbria): “Serve un fronte comune, il gaming rischia di creare una generazione di dipendenti”

Il gioco d’azzardo e la sua crescente diffusione, anche attraverso le nuove forme di gaming, rischiano di trasformarsi in un fenomeno sempre più difficile da arginare. È l’allarme lanciato da Stefania Proietti, presidente della Regione Umbria, che ha richiamato la necessità di un impegno condiviso e non ideologico per proteggere soprattutto i più giovani e le persone fragili.

Proietti si è detta d’accordo con le preoccupazioni espresse dal presidente Fedriga, sottolineando come il fenomeno non produca soltanto isolamento sociale, ma possa contribuire alla nascita di “una generazione di dipendenti dal gioco d’azzardo”. Un rischio che, secondo la presidente umbra, impone alle istituzioni di intervenire prima che la situazione diventi “non più arginabile”.

Nel suo intervento, Proietti ha ricordato anche l’esperienza maturata da sindaca, prima dell’elezione alla guida della Regione Umbria. “Abbiamo fatto battaglie come Comuni contro il gioco d’azzardo”, ha osservato, evidenziando come quelle scelte abbiano avuto in alcuni casi anche risvolti legali. “A volte come sindaci siamo stati molto coraggiosi”, ha aggiunto, richiamando il ruolo degli enti locali nel tentativo di limitare la diffusione del gioco sui territori.

Per la presidente della Regione Umbria, il problema riguarda ormai il futuro sociale ed educativo delle nuove generazioni. Se non si pone un freno, ha avvertito, il gioco rischia di diventare “qualcosa di quasi naturale”, con conseguenze non solo individuali ma collettive. Da qui l’appello a una discussione ampia, aperta e il più possibile condivisa tra le forze politiche.

Proietti, parlando anche dalla posizione di presidente civica sostenuta dal centrosinistra, ha auspicato “unanimità di intenti” su un tema che riguarda “il futuro dei nostri figli”. La priorità, ha concluso, deve essere quella di superare le contrapposizioni ideologiche e concentrarsi sulla tutela delle vite più fragili e più giovani.

Redazione Jamma
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