Cerca nel sito
Facebook Twitter Youtube RSS
 

Azzardo, Beccalossi (Lombardia): “Renzi fa retromarcia, non rinuncia a slot ma ghettizza giocatori”

In: Politica, Primopiano2

7 settembre 2016 - 17:35


beccalossi36

(Jamma) – “Sulle slot il presidente Renzi ha gia’ cambiato idea. Se davvero ha in mente di adibire a luogo da gioco ogni ‘stanza’ o ‘sgabuzzino’ a disposizione di bar e tabaccherie, ci troveremmo di fronte a migliaia di piccoli prive’ dell’azzardo. In sostanza il presidente del Consiglio sta dicendo ai cittadini: giocate pure e portare denaro prezioso nelle casse dello Stato, basta che non vi facciate vedere dando disturbo a chi sta bevendo un caffe'”.

 

Lo dichiara l’assessore regionale al Territorio, Urbanistica, Difesa del suolo e Citta’ metropolitana Viviana Beccalossi, team leader della giunta in tema di contrasto alle ludopatie, commentando le dichiarazioni rilasciate dal presidente del Consiglio Matteo Renzi alla trasmissione Porta a Porta, dove il premier ha dichiarato “E’ giusto che chi vuole giocare o scommettere lo possa fare, ma non va bene essere circondati da bar nei quali mentre prendo il caffe’ sono indotto a giocare alla macchinetta. Se si ha un bar e dietro una stanza che si puo’ adibire a luogo da gioco, dove si entra con la carta di identita’ o con il codice fiscale, e non ci vanno i minori, allora va bene, ma non il resto”.

 

“Quando Renzi ha dichiarato di voler eliminare le slot dagli esercizi commerciali – prosegue Viviana Beccalossi – avevamo pensato che si volesse finalmente mettere fine a questa situazione ambigua e pericolosa. Oggi, invece, assistiamo a un mezzo passo indietro che certamente non aiuta a combattere la ludopatia. Non e’ ghettizzando i giocatori in qualsiasi locale pubblico che si risolve il problema”.

 

“Regione Lombardia – conclude Viviana Beccalossi – rimane ferma sulla sua posizione: preferiamo che slot e macchinette possano essere utilizzate nelle sale gioco ad esso espressamente dedicate e, comunque, lontane da quei luoghi che con la nostra Legge abbiamo definito ‘sensibili’, come scuole, ospedali, chiese e oratori”.

Commenta su Facebook


Realizzazione sito