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Astro, Negro replica a Lorenzin: “Onori la verità e non cavalchi la demagogia. L’idea è licenziare le 180.000 persone che lavorano per portare allo Stato 9 miliardi l’anno?”

In: Associazioni, Politica

27 novembre 2014 - 11:54


NegroMario

(Jamma) – “Di demagogia si muore. Così dicono i 15.000 “notificatori” di formule esecutive nei confronti del Ministero della Sanità, colpevole (per odiosi reati accertati in capo a Ministri e Direttori Ministeriali degli anni ’80) di aver permesso l’utilizzo di sangue infetto negli ospedali a fini trasfusionali. Un “monte” di dolore ma anche di denaro, che ogni anno aumenta per via delle resistenze dilatorie e infondate che il Ministero oppone “scientemente” alle esecuzioni civili delle sentenze di condanna inoppugnabili. 

 

5-6 miliardi di euro il prezzo di tale “vergogna” per la quale non si è mai censito neppure un telegramma di scuse. Le Iene servono anche a questo! Forse è questa “cifra” che il Ministro confonde, laddove dichiara pubblicamente la più fantasiosa delle realtà contabili del paese, ovvero il “calcolo di costo sociale” del gioco lecito nell’ambito del Paese, una cifra che, invece, i bilanci sanitari regionali contrassegnano con lo zero più assoluto, e che, pertanto, è solo frutto dell’adozione di una stima “demagogica” che nulla ha di sanitario né di economico, e che nessun documento “vistato” dal Governo ha mai illustrato.

 

Altro fenomeno è il gioco illegale che di costi “per il Paese” ne genera per 23 miliardi di euro l’anno, soprattutto grazie al quel “gioco on line non autorizzato” che, per esempio, ha mietuto solo a Genova più di 100 vittime, e a quei centri di scommesse senza licenza che, proprio il Governo in cui siede l’Ecc. ma Ministra, si appresta a “legalizzare” per una manciata di lenticchie, ignorando la devastazione umana e di ordine pubblico / economico che può generare un tale “servizio” se offerto ai consumatori senza (neppure) le minimali garanzie della “legalità”.

 

Quanto alla pubblicità sul gioco “lecito”, la Ministra tocca un “picco” di dis-allineamento rispetto alla sua Carica che è impressionante: è il Ministero della salute a dettare le regole sulla pubblicità relativa al gioco lecito (per il tramite della Legge Balduzzi), peraltro sorrette da previsioni sanzionatorie pecuniarie, per le contravvenzioni ai divieti, molto maggiori rispetto a fenomeni, come dire, molto più seri (elusione fiscale, falso il bilancio), e peraltro sempre ulteriormente affinabili proprio grazie all’intrinseco percorso di costante evoluzione che la legge Balduzzi delinea.

 

Cosa vuol dire “essere duri contro il gioco d’azzardo?” Licenziare le 180.000 persone che lavorano per portare allo Stato 9 miliardi l’anno, oppure contrastare chi ne sottrae 23 beffandosi delle leggi italiane arrivando persino a convincere il Governo a “perdonarli” con una sanatoria che neppure in tempi di guerra si accorda con così tanta generosità?

 

Cosa vuol dire che lo Stato incassa “poco” dal gioco lecito? Ma può essere tollerabile un Ministro che non conosce gli atti (della ragioneria, della Corte dei Conti, del MEF) del “suo” Governo (come peraltro dei recenti predecessori) in cui è scritto a chiare lettere che la pressione tributaria sul gioco legale è già al limite massimo di impatto e che una sua ulteriore elevazione comporterebbe la implosione del sistema?

 

Vediamo, poi, se è così poco quello che lo Stato incassa in rapporto a quello che il sistema industriale annovera come proprio volume di affari, coi dati ufficiali dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che sono on line da tempo: anno 2013. Volume totale raccolta: c.a. 84,72 miliardi di euro. Volume totale di vincite pagate dagli operatori agli utenti: 67, 63, equivalenti ad una “spesa complessiva di gioco e quindi volume di affari” di 17,09. Di questi, lo Stato percepisce circa 9 miliardi di soli tributi speciali sui “giochi”, per poi tassare ordinariamente le imprese sulla base degli utili che realizzano dopo aver dato lavoro a 180.000 persone.

 

Quanto crede possa durare “lo schermo della demagogia” prima che questa realtà scolpita negli atti ufficiali dello Stato possa smascherare la perdonanza costante nei confronti di quel “gioco illegale” che negli ultimi 18 mesi ha fatto, da solo, gli stessi malati di G.A.P. di quanto aveva fatto il gioco lecito in dieci anni (benché senza essere “tutelato” dai preziosi strumenti informativi/preventivi della Legge Balduzzi, solo recentemente entrata in pieno regime di efficacia).

 

Se anche il Ministro della Salute vuole “affossare” il gioco legale condannando l’utenza al G.A.P. generato da quello illegale si accomodi pure. Cerchi solo di rispettare quegli italiani che devono affidare alla sua “scienza” la loro salute, un po’ di più di quanto accaduto in passato per il “sangue cattivo””.

 

Mario Negro (foto), Presidente onorario As.Tro

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