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Arezzo, con una ordinanza introdotto divieto all’apertura di sale gioco nel centro storico e vicino ai luoghi sensibili

In: Apparecchi Intrattenimento, Politica

15 gennaio 2014 - 11:06


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(Jamma) E’ stata la prima ordinanza che il sindaco di Arezzo Giuseppe Fanfani ha emesso in questo 2014. Ed è un’ordinanza che farà parlare di sé, perché impone drastici limiti all’apertura di sale da gioco. Tra questi anche il divieto di alzare nuove saracinesche all’interno della città murata, o vicino a scuole, chiese e centri frequentati dai giovani. Una presa di posizione forte, che arriva poco tempo dopo la decisione presa dall’amministrazione del vicino comune di Capolona di inserire nel regolamento urbanistico una norma con cui si vieta la presenza di sale da gioco nel centro urbano. In entrambi i casi l’obiettivo è quello di tutelare i soggetti più deboli e prevenire la ludopatia.

“L’ordinanza — spiega l’assessore Barbara Bennati — fa seguito ad una nuova legge regionale che consente agli enti di porre limitazioni alle nuove aperture. In particolare se le zone interessate sono vicine ad aree di aggregazione, scuole e chiese. Abbiamo colto l’occasione per portare avanti quella strategia di prevenzione della ludopatia e di lotta al gioco d’azzardo che da tempo il Comune ha scelto di seguire”.

Ma andiamo con ordine. L’ordinanza del primo cittadino di Arezzo, datata 8 gennaio 2014, dice no all’apertura “di sale da gioco, sia tradizionali che VLT, e di spazi per il gioco che siano ubicati in un raggio di 500 metri da istituti scolastici di qualsiasi grado, luoghi di culto, centri di aggregazione sociale, centri giovanili o altre strutture culturali, ricreative e sportive frequentate principalmente dai giovani, o da strutture residenziali o semi-residenziali operanti in ambito sanitario o socio-assistenziale”. Non solo, il divieto vige anche in zone della città e del territorio comunale dove, in passato, si siano verificati “episodi criminosi andando a provocare ulteriori effetti pregiudizievoli per la sicurezza urbana, la viabilità, l’inquinamento acustico e la quiete pubblica, inasprendo le conseguenze sociali dell’offerta dei giochi su fasce di consumatori psicologicamente più deboli, nonché il degrado territoriale e del valore degli immobili”

La prima zona che viene in mente, che ha tutti i requisiti per evitare nuove aperture, è proprio Piazza Guido Monaco, dove da ora in poi (essendo l’ordinanza immediatamente esecutiva) non si alzeranno più saracinesche di sale da gioco.

A sottolineare la volontà di tutelare con forza il centro storico, anche un paragrafo dedicato al cuore della città: “è vietata l’apertura di sale da gioco, sia tradizionali che VLT, e di spazi per il gioco nella Città murata, zona classificata a rilevanza urbanistica dalla Giunta Comunale con deliberazione n. 1252 del 3 giugno 1997, in quanto tale zona è già stata precedentemente gravata da episodi criminosi, fenomeni legati ad abuso di alcol e fatti d’inciviltà cittadina, al fine di evitare il reiterarsi e l’inasprimento dei suddetti episodi di degrado urbano e consentire la libera fruizione degli spazi pubblici nella civile e ordinata convivenza cittadina”.

In caso di violazioni sono previste anche sanzioni amministrative e la chiusura della sala o degli spazi “mediante sigilli”.

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