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Aliquote fiscali sulle slot. L’IdV contro la restituzione delle somme anticipate dai concessionari

In: Apparecchi Intrattenimento, Newslot, Politica, Videolottery

6 giugno 2012 - 09:47


barbatojamma

Elio Lannutti (IDV): “Utilizzare il tesoretto dei concessionari per ricostruire l’Emilia”

 

(Jamma) “Quali iniziative intende assumere il governo per modificare la normativa sul prelievo erariale unico, al fine di evitare di restituire ai concessionari dei giochi le somme anticipate ai fini del pagamento di tale tributo, unificando le aliquote per il computo del prelievo unico erariale per lo meno al 12,60 per cento”. Questa la domanda posta dall’Italia dei Valori al Ministero dell’Economia e delle Finanze.

“Il meccanismo del prelievo erariale unico (PREU) – hanno spiergato ieri in aula della Camera gli onorevoli Barbato e Messina – applicato sulle giocate degli apparecchi e congegni da gioco leciti prevede un articolato sistema di aliquote, decrescenti al crescere della raccolta rispetto a quella registrata nel 2008; in particolare, l’articolo 30-bis, comma 1, del decreto-legge n. 185 del 2008, ha disposto che: «a decorrere dal 1o gennaio 2009, il prelievo erariale unico di cui all’articolo 39, comma 13, del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, e successive modificazioni, è determinato, in capo ai singoli soggetti passivi d’imposta, applicando le seguenti aliquote per scaglioni di raccolta delle somme giocate:
    a) 12,6 per cento, fino a concorrenza di una raccolta pari a quella dell’anno 2008;
    b) 11,6 per cento, sull’incremento della raccolta, rispetto a quella del 2008, pari ad un importo non superiore al 15 per cento della raccolta del 2008;
    c) 10,6 per cento, sull’incremento della raccolta, rispetto a quella del 2008, pari ad un importo compreso tra il 15 per cento e il 40 per cento della raccolta del 2008;
    d) 9 per cento, sull’incremento della raccolta, rispetto a quella del 2008, pari ad un importo compreso tra il 40 per cento e il 65 per cento della raccolta del 2008;
    e) 8 per cento, sull’incremento della raccolta, rispetto a quella del 2008, pari ad un importo superiore al 65 per cento della raccolta del 2008»;
   l’articolo 30-bis, comma 2, del predetto decreto-legge n. 185, ha disposto altresì che «fermo quanto disposto dall’articolo 39, comma 13-bis, del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, e successive modificazioni, e dai relativi decreti direttoriali di applicazione, gli importi dei versamenti periodici del prelievo erariale unico dovuti dai soggetti passivi di imposta in relazione ai singoli periodi contabili sono calcolati assumendo un’aliquota pari al 98 per cento di quella massima prevista dal comma 1, lettera a), del presente articolo»; la raccolta conseguita nell’anno 2011 nel settore degli apparecchi da gioco con vincita in denaro di cui all’articolo 110, comma 6a) del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, in base alle comunicazioni acquisite dai concessionari per il tramite del partner tecnologico SOGEI, è stata pari ad euro 29.729.195.804,33; sull’incremento della raccolta rilevata per l’anno 2011 (euro 29.729.195.804,33) rispetto a quella per l’anno 2008 (euro 21.465.761.265,97), pari ad euro 8.253.434.538,36, sono dunque applicate le aliquote ridotte del prelievo erariale unico indicate dal citato decreto-legge n. 185 del 2008; ferma restando l’aliquota del 12,60 per cento sulla parte di raccolta fino all’ammontare rilevato nel 2008, calcolando i diversi importi su cui applicare le percentuali relative ai singoli scaglioni, si ottiene un importo complessivo pari a 3.612.808.622,48 euro, con un aliquota pari complessivamente al 12,1524 per cento; in forza di tale normativa ed a seguito del decreto direttoriale dell’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato (AAMS) del 12 marzo 2012, l’erario dovrà rimborsare una cifra compresa tra 62 e 133 milioni di euro ai concessionari dei giochi per anticipi d’imposta sul fatturato dei giochi calcolati con l’aliquota del 12,60 per cento; inoltre, secondo quanto riportato in un articolo del Fatto Quotidiano, a tale somma, già esorbitante, si aggiungerebbe un secondo esborso dello Stato in favore dei concessionari, pari a 223 milioni di euro, legata ad un ulteriore meccanismo premiale previsto in favore di quei concessionari che abbiano investito nella rete per il collegamento in via telematica degli apparecchi da gioco, per un totale variabile in una cifra, comunque sbalorditiva, tra i 285 e i 356 milioni di euro; una quota consistente di tali rimborsi, pari al 24,3 per cento del totale, andrà a favore della società BPlus, riconducibile al signor Francesco Corallo, nei cui confronti la magistratura milanese ha emesso un mandato di cattura per associazione a delinquere e che risulta al momento latitante; appare dunque del tutto paradossale che, nell’attuale difficilissima situazione economico-finanziaria, che ha indotto il Governo ad incrementare notevolmente la pressione fiscale, giungendo persino ad aggravare fortemente il prelievo sulla prima casa, si continui ad applicare un regime tributario di favore nei confronti di una categoria, quella dei concessionari dei giochi, i quali hanno visto negli ultimi anni aumentare enormemente il proprio fatturato e che, peraltro, sono stati anche oggetto di pesanti rilievi da parte della Corte dei conti (la quale ha condannato i concessionari ad una sanzione pecuniarie di circa 2,5 miliardi di euro) per irregolarità gravi concernenti il mancato collegamento in rete con la SOGEI degli apparecchi da gioco; in tale contesto risulta secondo gli interroganti scandaloso il fatto che si giunga addirittura a rimborsare i concessionari per le imposte da questi pagate, sottraendo in tal modo risorse preziose che dovrebbero essere invece utilizzate per iniziative di rilancio dell’economia nazionale, per far fronte alle esigenze di quelle fasce di popolazione messe in difficoltà dalla crisi economica, nonché per consentire il pagamento dell’enorme massa di debiti che le pubbliche amministrazioni hanno nei confronti dei propri fornitori di beni e servizi;
ciò appare ancora più sconvolgente laddove si consideri che lo Stato incontra enormi difficoltà ad individuare le risorse per finanziare i provvedimenti a favore dei lavoratori cosiddetti «esodati» e ha dovuto disporre l’ennesimo aumento dell’accisa sui carburanti per finanziare gli interventi di emergenza a favore delle popolazioni coinvolte dal recente terremoto che ha colpito la regione Emilia-Romagna; è dunque impellente l’esigenza di modificare al più presto la normativa sul prelievo erariale unico, per sanare una stortura che suona offensiva nei confronti dei contribuenti, e, soprattutto, di tutti quei cittadini e quegli imprenditori che, a causa della crisi economica, si vedono nell’impossibilità di far fronte alle proprie esigenze vitali o di continuare nella propria attività lavorativa”.

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