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Albo PVR e limiti di ricarica, l’avvocato Vergerio di Cesana: “Il tetto dei 100 euro è irragionevole e senza reale giustificazione pubblica”

Nel dibattito sempre più acceso sul riordino del settore del gioco legale, uno dei punti più controversi resta il limite alle ricariche e, in particolare, la soglia dei 100 euro. Un tema che è tornato al centro del confronto durante il convegno “Giochi legali: Albo PVR e limiti di ricarica”, organizzato dalle associazioni AGSI e CIGO, dove è intervenuto anche l’avvocato Alvise Vergerio di Cesana (in foto).

Nel suo intervento, Vergerio di Cesana ha offerto una lettura critica dell’impianto regolatorio, soffermandosi soprattutto sulla tenuta giuridica delle nuove restrizioni. “Il settore del gioco – ha ricordato – è da sempre considerato sensibile per i profili di interesse pubblico che coinvolge. Questo giustifica, in linea generale, l’introduzione di limiti. Tuttavia, tali limitazioni devono sempre poggiare su motivazioni solide, proporzionate e ragionevoli”.

Secondo il legale, proprio questo elemento mancherebbe nel caso del tetto alle ricariche. “Il limite dei 100 euro non risponde a un effettivo motivo di interesse pubblico – ha spiegato – soprattutto considerando che i sistemi di tracciabilità esistono già e funzionano. Non si comprende perché questa categoria di operatori debba essere trattata in modo diverso rispetto ad altri settori che presentano analoghi profili di rischio ma non subiscono restrizioni simili”.

Vergerio di Cesana ha poi allargato lo sguardo alle iniziative intraprese sul piano amministrativo, lasciando trasparire un certo scetticismo sugli esiti finora ottenuti. “C’è stato inizialmente un interesse istituzionale, ma col tempo si è affievolito. Quando entrano in gioco risorse pubbliche, il sistema tende a irrigidirsi”, ha osservato, sottolineando come il tema delle entrate erariali resti un fattore determinante.

Proprio su questo punto, il legale ha evidenziato un possibile paradosso: le restrizioni potrebbero incidere negativamente sulla raccolta, con ripercussioni anche sulle finanze pubbliche. “Parliamo di un comparto che genera decine di miliardi di euro e che contribuisce in modo significativo al bilancio dello Stato. È difficile immaginare che si possa comprimere questo flusso senza conseguenze”.

Sul fronte giudiziario, Vergerio di Cesana ha ricordato che la questione è tutt’altro che chiusa. È infatti attesa per il 24 settembre l’udienza di merito davanti al Consiglio di Stato, dove verrà affrontato anche il nodo del limite alle ricariche sotto il profilo della compatibilità costituzionale ed europea. “In quella sede – ha spiegato – si valuteranno non solo gli aspetti giuridici, ma anche il pregiudizio concreto per l’intera filiera”.

Non è escluso, inoltre, che si possa intervenire prima sul piano cautelare, anche alla luce dell’entrata in vigore delle specifiche tecniche. “Si potrebbe chiedere una trattazione accelerata – ha aggiunto – facendo leva proprio sull’urgenza e sull’impatto operativo delle nuove regole”.

Un altro elemento di complessità riguarda l’Albo PVR, attualmente sospeso in attesa della definizione dei contenziosi in corso. Un quadro che, secondo Vergerio di Cesana, rende ancora più evidente la necessità di una linea chiara e coerente da parte delle istituzioni.

In chiusura, il legale ha indicato quella che, a suo avviso, potrebbe essere la strada più efficace per gli operatori: rafforzare il fronte comune e valorizzare il peso economico e sociale del settore. “Dietro questi procedimenti – ha concluso – ci sono imprese, occupazione e risorse rilevanti anche per l’interesse pubblico. Far emergere questo aspetto può essere decisivo per orientare le scelte future”.

Il confronto resta aperto, tra esigenze di tutela e sostenibilità economica, in un equilibrio che appare ancora lontano dall’essere raggiunto

Redazione Jamma
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