Un intervento duro, a tratti provocatorio, che ha messo in discussione l’impianto stesso della nuova regolamentazione. Al convegno “Giochi legali: Albo PVR e limiti di ricarica”, organizzato da AGSI e CIGO, Giuseppe Catapano (in foto) – Rettore dell’Università AUGE e Rettore Emerito dell’Università Popolare di Milano – ha definito senza mezzi termini l’attuale approccio normativo come un “fallimento”.
Nel suo intervento, Catapano ha voluto innanzitutto chiarire un punto che ritiene centrale anche sul piano culturale: “È importante parlare di giochi legali, non semplicemente di giochi. È un comparto economico rilevante, che contribuisce in modo significativo all’economia del Paese”. Un richiamo non solo terminologico, ma sostanziale, volto a distinguere il settore regolato da quello illegale e a rivendicarne il ruolo nell’economia nazionale.
Proprio su questo punto si innesta la critica più netta alla recente normativa, in particolare al decreto che introduce nuove regole sui PVR e sui limiti di ricarica. Secondo Catapano, si tratta di un impianto costruito più sulla repressione che sulla prevenzione. “Perché regolamentare un settore attraverso una norma repressiva? Questo è il vero interrogativo”, ha affermato, sottolineando come l’intervento legislativo non nasca da una logica di accompagnamento del mercato, ma da una presunta incapacità di controllo.
Il riferimento è in particolare al limite dei 100 euro per le ricariche, considerato uno degli elementi più critici. “Qual è il servizio che questa norma offre alla società? Aiuta davvero a prevenire o si limita a restringere l’attività?”, ha osservato, mettendo in dubbio l’efficacia concreta della misura. Per Catapano, il rischio è che il provvedimento finisca per penalizzare il circuito legale, senza incidere realmente sulle dinamiche del gioco problematico o illegale.
Nel corso del suo intervento, il Rettore ha anche richiamato i dati economici del comparto, evidenziando come il settore del gioco legale generi entrate rilevanti per lo Stato. “Parliamo di un sistema che produce decine di miliardi, con un impatto significativo sul bilancio pubblico”, ha ricordato, chiedendo però che il dibattito non si limiti alla dimensione fiscale, ma consideri anche il valore economico e occupazionale della filiera.
Un altro passaggio centrale riguarda il metodo con cui vengono costruite le norme. Catapano ha criticato l’assenza di un confronto strutturato con gli operatori prima dell’adozione dei provvedimenti. “Le regole dovrebbero nascere da un dialogo con chi conosce il settore. La vostra attività merita un centro studi e un confronto preventivo con le istituzioni”, ha detto rivolgendosi alla platea.
Da qui l’invito, esplicito, a un salto di qualità nella rappresentanza del comparto. Secondo Catapano, la filiera del gioco legale dovrebbe rafforzare il proprio ruolo istituzionale, arrivando a incidere anche nei contesti europei. “Dovete pretendere di essere rappresentati come categoria anche nelle sedi europee. Siete un settore economico rilevante e dovete partecipare alla costruzione delle regole”, ha sottolineato.
In conclusione, il messaggio lanciato dal Rettore è chiaro: senza un cambio di approccio, il rischio è quello di compromettere l’equilibrio del sistema. “Non possiamo continuare con norme che nascono come strumenti di repressione. Serve una regolazione che accompagni il settore, non che lo ostacoli”, ha ribadito.
Un intervento che ha riacceso il dibattito sul futuro dei PVR e, più in generale, sul modello regolatorio del gioco legale in Italia, sempre più al centro di tensioni tra esigenze di controllo e sostenibilità del mercato.






