Cerca nel sito
Facebook Twitter Youtube RSS
 

Alberto Giorgetti (PdL): “Il comparto dei giochi produce ricchezza e non va abbandonato”

In: Politica

19 giugno 2012 - 12:12


giorgettisett

Massimo Ruta, Country manager Codere: “Una adeguata cultura del gioco passa per una giusta informazione”

 

(Jamma) “Sono convinto che la legalità passi da un cambiamento di cultura di fondo legato alla percezione stessa del settore. Un settore che ha prodotto opportunità crescita, anche tecnologica, che ha un gettito erariale non esiguo e per questo non può essere abbandonato”. Lo ha detto l’on. Alberto Giorgetti, ex-sottosegretario all’Economia con delega ai giochi, intervenendo al workshop itinerante di Codere “Nel nome della legalità” che si tiene oggi a Caldogno (Vicenza).

“Questo – ha proseguito Giorgetti – può avvenire enfatizzando gli aspetti legali del gioco, scindendo ed isolando con forza la parte più legata all’azzardo. Si può arrivare a questo risultato aumentando i controlli sulle macchine e rafforzando l’azione di prevenzione sui comportamenti distorti, le così dette “ludopatie”, attraverso una rete di aiuto, indirizzo e monitoraggio del fenomeno gioco in tutti i suoi risvolti”. Il tavolo di confronto vede protagonisti esponenti delle Istituzioni Regionali e Locali, degli Organi di Controllo, dell’AAMS, dei media e del mondo scientifico. Sono presenti i sindaci di Vicenza e Caldogno, rappresentanti delle forze dell’ordine e del consiglio comunale come Raffaele Colombara; Tommaso Ruggeri, Assessore Comunale Vicenza allo sviluppo economico e produttivo. Si tratta di una parte importante questa del progetto IL GIOCO RESPONSABILE, voluto fortemente da Codere, per potenziare e meglio indirizzare l’azione in materia di lotta e prevenzione dei fenomeni di distorsione e per la promozione della sicurezza nel gioco, con particolare attenzione ai temi e alle specificità del casertano, per meglio tradursi in interventi concreti e a 360° su clienti, dipendenti e territorio stesso.

Marcello Vezzaro, Sindaco di Caldogno, ha evidenziato il rischio legato ad un scollamento tra le esigenze delle pubbliche amministrazioni e quello dello Stato. “E’ necessario coordinare le due azioni e gli interventi di regolamentazione sulle attività di gioco consentendo agli amministratori di interagire con il potere autorizzatorio dello Stato” ha suggerito. Vezzaro si è fatto portavoce di quelle amministrazioni che da tempo esprimono preoccupazione per l’impossibilità di mediare sul territorio ai poteri delle Questure in materia di rilascio delle autorizzazi per l’apertura di sale scommesse e sale Vlt.

 

Il Consigliere comunale di Vicenza, Raffaele Colombara, ha concentrato il suo intervento sulle motivazioni che hanno portato alla decisione del Comune di introdurre limitazioni alla pubblicità delle attività di gioco. “Il territorio riflette la conflittualità tra le logiche del legislatore che sottendono agli interventi di regolamentazione e gli effetti legati all’apertura di queste attività. Si tratta di un conflitto che vogliamo risolvere attraverso il confronto, per questo chiediamo di essere ascoltati. Il comune di Vicenza, ha ricodato, fa parte dell’associazione Avviso pubblico, la stessa che ha promosso e sostenuto disegni di legge che prevedono l’inserimento della ludopatia come malattia e una limitazione della pubblicità”.

 

 

Massimo Ruta, Country manager Codere: “Una adeguata cultura del gioco passa per una giusta informazione”

(Jamma) “Codere raggiunge il suo scopo se in queste iniziative raccoglie spunti importanti come è avvenuto questa mattina per far divertire gli italiani in maniera trasparente, legale e corretta e senza generare patologie nel mercato” E’ quanto dichiarato da Massimo Ruta, Country manager Codere nel corso del workshop sulla legalità organizzato dalla società e che si sta tenendo oggi a Vicenza. “Giocare è un bisogno dell’uomo e del cittadino e l’azione più concreta che possiamo fare è batterci per la maggiore diffusione possibile di una cultura di gioco adeguata e questo può avvenire solo attraverso innanzitutto la giusta informazione sui numeri del settore in un mercato stabile e certo per gli investimenti, rigoroso nella normativa e che solo così potrà continuare ad essere anche veicolo di innovazione tecnologica.

Noi nel nostro piccolo lo facciamo in Codere, disciplinando ed educando i nostri dipendenti, i nostri i giocatori con materiale informativo, mettendo a disposizione il numero verde e tutta una complessa attività informativa che preservi il giocatore che deve sempre divertirsi e se possibile giocare poco e tornare perché si è divertito.

Il settore del gioco tra indotto e comparto ha dei numeri importanti che sono migliaia di aziende che a diversi livelli investono quotidianamente nel divertimento, nel gioco, ma anche nella ristorazione ad esempio, nel personale, nella formazione, nella pubblicità. Ma ci serve un aiuto dal mondo dell’informazione per una maggiore diffusione di dati corretti, un esempio su tutto 80 miliardi è la movimentazione del denaro complessivo del settore, ma non la spesa effettiva degli italiani. Noi ci preoccupiamo e continueremo a farlo di essere rispettosi delle leggi, ma vogliamo un gioco che resti gioco fenomeno che diverta la gente senza degenerare nella patologia”.

Alla domanda sul perché Codere ha scelto il mercato italiano Ruta ha spiegato che “Codere ha scelto l’Italia perché uno dei più grandi mercati di gioco al mondo e una vera multinazionale non può non essere presente. Gli spazi di investimento ci sono  ma serve la stabilità del settore e una certa omogeneità, ben venga lo spostamento verso maggiori responsabilità dei comuni ma essendo 8.000 mila comuni non ci posso essere 8000 soluzioni diverse dal punto di vista normativo”.

 

Il dott. Federico Parisi, direttore ufficio regionale Veneto e Trentino Aams ha spiegato che “il ruolo dell’amministrazione dei Monopoli di Stato almeno fino a venerdì scorso quando siamo stati inglobati nell’Agenzia per le Dogane è stato molto netto e lo dicono i numeri del settore: più di 70 milardi di euro di giro di affari, che ha garantito all’erario 9 miliardi, di cui 4 solo dalle slot e che rappresenta un comprato con 120 mila persone in netta controtendenza rispetto ad altri settori produttivi. E mi sento di dire che il passaggio alle dogane non cambierà l’interesse di Aams per il giocatore con la G maiuscola, quello che vuole divertirsi giocando. La tutela del giocatore si estrinseca con diversi strumenti  come albo per controllare la certificazione degli attori del mondo del gioco (vedi gestori, installatori ed altri), la possibilità prevista dalle VLt ad esempio di limitare il budget o il tempo di giocata. Questi i limiti ma l’azione è anche importante dal punto di vista del monitoraggio dei comportamenti più a rischio, della tutela assoluta dei minori per cui il gioco è vietato e che implica 3 mesi di assoluto fermo per chi incappa nella sanzione, una sorta di espulsione temporanea dal processo produttivo.

Senza dimenticare la rigidità tutta italiana nel rilascio e anche nel mantenimento delle licenze. Questi fattori hanno fatto del gioco all’italiana un modello che ha fatto e fa scuola. Ma questo modello ora deve fare uno sforzo ulteriore, quello di puntare sull’aspetto più educativo e sul cambiamento culturale del gioco e dei giocatori stessi, soprattutto ora che il gioco si avvicina sempre di più al giocatore per tipologia e possibilità infinitamente maggiori rispetto al passato. Il compito delle istituzioni che regolamentano il gioco è e deve rimanere fornire luoghi sicuri certificati che veicolano gioco sicuro”.

 

Colonnello Michele Vito Sarno, Comandante Provinciale Carabinieri ha affermato: “Il mio ruolo è parlare delle attività di controllo poste in essere dalle forze di polizia che qui sono riunite nel comitato per la prevenzione del gioco illegale. Non nascondo che un settore con i numeri che sentiamo sempre più spesso desta qualche proccupazione per i numeri coinvolti, ma nella provincia di Vicenza dal 2009 anno di nascita del comitato dai controlli, fatti a tappeto e coordinati dai Monopoli stessi si evince come non ci siano infiltrazioni della criminalità, nessun software alterato sulle macchine. Ma possiamo fare di più con testo unico di leggi sul gioco in generale che sia scritto in sinergia con il territorio e che traduca al meglio le direttive del testo unico degli enti locali per esempio nella scelta dei luoghi. Questo è l’asuspicio, ma la presenza degli organi di controllo nell’attesa sarà continua attraverso attività di pattuggliamento che ci consentano di prevenire, di intensificare i controlli sulla regolarità dei requisiti amministrativi, sulle procedure antimafia. La provincia di Vicneza non consoce aspetti negativi che possono essere e sono avvenuti in altre parti del territorio italiano, deve vedere nel gioco anche l’importante e innegabile impatto occupazionale”.

 

 

“Il ruolo della Guardia di Finanza nel comparto del gioco è duplice – ha affermato il Maggiore Enrico Spanò, comandane Gruppo tutela economia del nucleo di polizia tributaria di Vicenza – da un lato c’è l’azione di supporto al contrasto a forme di gioco illecito, dall’altro la funzione precipua delle fiamme gialle e cioè la tutela del gettito erariale. Azione coordinata con le altre forze, d cui vi ha già parlato anche il colonello è stata ed è costante, efficace ed ha portato ad importanti risultati nel  contrasto al reciclaggio di denaro.

Che è diventato molto più incisivo con il supporto che gli istituti di credito hanno fornito alle forze di investigazione per seguire i flussi di denaro. È stata un’azione decisiva che però il mondo del gioco non compie ancora in modo adeguato. Deve rivestire più spesso questo suo ruolo pubblicistico: quando da intermediario  sovraintende alla movimentazione di importanti somme di denaro, con maggiore costanza deve ottemperare agli obblighi di antiriciclaggio di identificare i giocatori, soprattutto con volumi superiori a determinate soglie, segnalando le operazioni sospette alla Banca d’Italia. È una fonte preziosa di informazioni per avviare indagini, vi lascio con qualche numero: 70 mila segnalazioni dal mondo bancario, 133 dal mondo del gioco in tutto il 2011, deve aumetare la sensibilità del mondo del gioco in questo senso per fare in modo che il settore sia sempre meno appetibile per la criminalità perché ci sia sempre meno modo di sfuggire ai controlli”.

 

Sandro Pilan, psicologo psicoterapeuta responsabile del servizio per la dipendenza da gioco d’azzardo della Cooperativa Nova Vita ha spiegato che “la Cooperativa sociale Nova Vita da 10 anni si occupa di dipendenza da gioco e l’azione che abbiamo sviluppato per aiutare il giocatore patologico si sviluppa in due parti: la prima è che si renda conto del bisogno che ha di ricevere un supporto, e poi il tentativo di interrompere e disciplinare il bisogno di giocare se non è controllabile.

Non vogliamo demonizzare nessuno, e non abbiamo numeri certi, ma abbiamo notato come con l’aumento delle possibilità di gioco sia aumentata conseguenzialmente la richiesta di aiuto. Il giocatore ludopatico ha perso il controllo e solo con regole e fatti concreti possiamo fornirgli un supporto. Il gioco prevede in sé stesso delle regole e credo ci sia bisogno di qualcuna in più che si traduca in termini di prevenzione educativa e sensibilizzazione alle abitudini di gioco giuste. La stessa etimologia della parola play in inglese e speel in tedesco significa danzare di gioco e questo è l’aspetto ludico, che però soprattutto nel giocatore patologico è andato smarrito. Il primo a dimenticare questo aspetto innato è stato proprio lo Stato, avendo necessità di riscuotere denaro. Abbiamo bisogno di una prevenzione strutturale che agisca sul contesto in tre declinazione limitative: pubblicià, diffusione e tipologia dei giochi.

Nel concreto abbiamo rilevato che per la gran parte la dipendenza arriva dalle slot/vlt a differenza di altri giochi tipo il bingo che hanno un aspetto di socialità più spiccata”.

 

 

 

 


 

Commenta su Facebook


Realizzazione sito