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Agevolazioni fiscali per locali No slot, numero verde e assistenza sanitaria. Anche l’Umbria ha la sua legge sul gioco d’azzardo patologico

In: Politica

15 novembre 2014 - 09:24


Consiglio-regionale-umbria
(Jamma) “Il voto di oggi porta anche l’Umbria nel novero delle regioni che tentano di prevenire e contrastare il gioco d’azzardo e gli affari più o meno leciti che ad esso si collegano. La ludopatia si sta trasformando in una vera emergenza sociale, per questo è urgente intervenire con tutti gli strumenti a nostra disposizione per promuovere iniziative di contrasto al rischio di dipendenza. Non possiamo più assistere inermi a una pratica che apre le porte alla criminalità organizzata e trascina molte persone in un circolo vizioso con gravi conseguenze familiari, economiche e sociali”.

Con queste parole il consigliere regionale Oliviero Dottorini, presidente di Umbria Migliore e firmatario di una delle proposte di legge per il contrasto della ludopatia, esprime la propria soddisfazione per l’approvazione del testo di legge riguardante le “Norme per la prevenzione, il contrasto e la riduzione del rischio della dipendenza da gioco d’azzardo patologico”.
“Si stima che la ludopatia rappresenti la seconda causa di indebitamento delle famiglie italiane e l’espansione del gioco d’azzardo legale non contiene, ma alimenta il gioco illegale e i fenomeni mafiosi e criminali che lo sfruttano. Lo Stato da un lato si ritaglia un ruolo che assomiglia molto a quello di un biscazziere, dall’altro tenta di arginare le devianze patologiche dell’azzardo con interventi inefficaci quanto ipocriti. Con questa legge gli esercenti che decideranno di rinunciare agli elevatissimi incassi derivanti dalle slot potranno contare su significativi sconti fiscali ed è singolare che Forza Italia e una parte di Ncd si siano opposti con un vigore sospetto proprio a questa scelta di civiltà. Il testo approvato ha il pregio di coniugare, assommando molte delle proposte che avanzammo circa un anno fa, l’aspetto socio-sanitario della ludopatia ad efficaci misure economiche. Crediamo che si attui così una concreta forma di supplenza nei confronti di uno Stato che ha preferito limitarsi ad incassare i  miliardi di euro che ogni anno derivano dal mercato del gioco d’azzardo senza avere quasi alcuna considerazione dei risvolti umani, socio-sanitari e culturali di questo triste fenomeno”.
“La crisi economica e il comportamento ambiguo dello Stato – spiega Dottorini – hanno contribuito non poco al dilagare di quella che oggi potremmo definire una vera e propria piaga sociale. L’Umbria, con i suoi 2 milioni di euro spesi al giorno negli oltre 4mila apparecchi installati, non è esente dal fenomeno. Per questo riteniamo importante lo sviluppo sia di una serie di iniziative atte a prevenire la malattia come la creazione di gruppi di auto-aiuto e l’attivazione di un numero verde regionale, sia di azioni che vanno a contrastare concretamente il fenomeno come il divieto di disporre di slot-machine per i locali che si trovano a meno di 500 metri dalle scuole, e la previsione di un marchio etico “no- slot” per i  locali pubblici che rinunciano alla istallazione di apparecchi da gioco. Ma è certamente la previsione di agevolazioni fiscali sulla quota Irap regionale per gli esercizi che rinunciano agli incassi delle slot-machine il perno che dà concretezza alla legge. Resta da comprendere l’opposizione di parte del centrodestra che inizialmente aveva avanzato proposte, ma in aula ha messo in atto un goffo tentativo di boicottaggio dell’impianto normativo”.
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