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Canone Rai per i tabaccai. Latronico (FI) chiede lumi ai ministri dell’Economia e delle Finanze e dello Sviluppo Economico

In: Cronache, Politica

2 gennaio 2014 - 16:22


monitor_10eLotto

(Jamma) In un’interrogazione a risposta scritta presentata lo scorso 20 dicembre, l’onorevole Cosimo Latronico rissoleva la questione del canone Rai che i tabaccai si trovano a dover pagare per un apparecchio non dedicato alla ricezione di canali televisivi e soprattutto non di proprietà, ma in comodato d’uso e in concessione dalla Lottomatica e col fine di promuovere un nuovo gioco dello Stato.

L’onorevole di Forza Italia, rivolgendosi al ministro dell’Economia e delle Finanze e al ministro dello Sviluppo Economico, chiede di sapere quali iniziative il Governo intenda adottare al fine di escludere o esonerare i ricevitori del lotto dal pagamento del canone speciale in quanto meri detentori per conto dello Stato del predetto monitor dedicato al gioco del 10eLotto;
quali iniziative intenda assumere per garantire che l’imposta colpisca strumenti realmente detenuti per la ricezione delle radioaudizioni e non sia applicata, invece, ai dispositivi che sono destinati ad altre funzioni come nella fattispecie rappresentata;
quali iniziative il Governo intenda adottare al fine di evitare l’assoggettamento a tassazione di strumenti la cui finalità è del tutto diversa da quelle dell’apparecchio televisivo allargando in modo sproporzionato ed irragionevole la base imponibile dell’imposta;
se si intendano assumere iniziative per sospendere con sollecitudine gli effetti delle richieste di pagamento ai ricevitori detentori del monitor del 10eLotto;
quale politica in materia il Governo intenda adottare affinché vengano modificate le norme che impongono il pagamento del canone televisivo, escludendo qualsiasi obbligo di corresponsione del canone speciale in relazione al possesso e o detenzione di apparecchi che fungono da meri strumenti di lavoro per le aziende.

Di seguito il testo integrale dell’interrogazione.

Premesso che:
“il decreto direttoriale del 13 luglio 2009, come modificato ed integrato dal decreto direttoriale del 2 settembre 2010, obbliga i tabaccai concessionari del gioco del lotto ad installare presso i propri esercizi un dispositivo visivo attraverso il quale vengono visualizzati esclusivamente i numeri vincenti relativi alle estrazioni plurigiornaliere del 10eLotto, ossia quelle effettuate tutti i giorni ad intervalli di 5 minuti dalle 5.00 alle 24.00;

i predetti apparati, installati dalla Lottomatica Group spa in qualità di concessionaria dello Stato per l’automazione e la gestione del lotto ai sensi del decreto ministeriale 17 marzo 1993 e successive integrazioni, non sono di proprietà dei ricevitori, bensì fanno parte della dotazione tecnologica loro assegnata per la raccolta del gioco;

si tratta, in altri termini, di una periferica del terminale del gioco strumentale alla raccolta del gioco stesso che concorre alla definizione del gettito erariale consentendo ai giocatori di poter verificare tempestivamente se la giocata risulta o meno vincente;

tali apparati fanno pertanto parte dell’equipaggiamento tecnico della ricevitoria previsto dalla concessione statale, unitamente al terminale di gioco ed alla stampante di servizio;

peraltro i dispositivi installati nelle ricevitorie non sono nella disponibilità diretta dei tabaccai, in quanto vengono e devono essere utilizzati esclusivamente per la visualizzazione delle suddette estrazioni del 10eLotto, ogni diverso utilizzo è sottoposto a irrogazione di sanzioni e provvedimenti amministrativi da parte dei competenti uffici regionali dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli, fino alla revoca della concessione stessa;

si consideri inoltre che tutti gli elementi infrastrutturali della rete del gioco del lotto, compresi i suddetti monitor, godono del cosiddetto principio della «devoluzione» garantendo allo Stato di diventarne proprietario alla scadenza della concessione;

l’utilizzo di tali monitor dedicati al 10eLotto è dunque atto unicamente a recare direttamente un servizio all’utenza ed indirettamente un servizio allo Stato per via della concessione;

già da alcuni anni l’installazione di tali monitor per il 10eLotto ha attivato un procedura di riscossione del canone speciale Rai da parte della direzione dell’amministrazione abbonamenti RAI (Agenzia delle entrate e organi accertatori) per importi che variano dai 203 ai 407 euro annui, in base alla tipologia dell’esercizio;

nel 2012 il gioco del lotto ha raggiunto una raccolta di 6,2 miliardi di euro garantita da oltre 32.000 punti vendita che, come noto, per l’ottenimento e/o rinnovo della concessione novennale corrispondono allo Stato una «

una tantum» pari al 10 per cento dell’aggio;

atteso che l’aggio medio della rete di vendita, pari all’8 per cento della raccolta del gioco, è all’incirca di 15.000 euro, possiamo facilmente desumere che annualmente per la concessione del lotto lo Stato esige mediamente 170 euro annui

una tantum per singola ricevitoria;

ci si trova pertanto dinanzi all’ennesimo paradosso per cui i tabaccai concessionari del gioco del lotto corrispondono allo Stato un importo di canone RAI notevolmente più alto, ovvero pari a più del doppio, rispetto a quello previsto per la gestione della concessione stessa;

per effetto dell’incremento di tali contestazioni, numerosi ricevitori hanno deciso di disinstallare il monitor in loro dotazione, mettendo a disposizione i bollettini cartacei delle estrazioni, con evidente danno per la raccolta del gioco, in quanto i giocatori non riescono a fruirne correttamente, venendo a mancare un dispositivo così importante per la visualizzazione dei numeri vincenti;

è del tutto evidente il conflitto che si sta creando — con le contestazioni per il pagamento del canone RAI — tra due diverse entrate erariali, a totale danno di quella più remunerativa per lo Stato, e cioè quella derivante dalla raccolta del 10eLotto, che ammonta a circa tre miliardi di euro, cioè poco meno del cinquanta per cento della raccolta totale del gioco del lotto;

verosimilmente, se tutti i ricevitori optassero per una modalità di comunicazione immediata dei numeri estratti diversa dal visore, sempre nel rispetto della vigente regolamentazione, è ipotizzabile che il gettito derivante dalla raccolta del 10eLotto possa subire un decremento, venendo a mancare quell’elemento di

suspence creato dalla diffusione del bollettino su un monitor che esercita certamente un’attrattiva diversa rispetto all’apposizione di un notiziario cartaceo al termine dell’estrazione;

ulteriore paradosso è costituito dal fatto che l’importo annuale dell’abbonamento speciale richiesto dalla RAI varia in base alla tipologia di esercizio –:

quali iniziative il Governo intenda adottare al fine di escludere o esonerare i ricevitori del lotto dal pagamento del canone speciale in quanto meri detentori per conto dello Stato del predetto monitor dedicato al gioco del 10eLotto;

quali iniziative intenda assumere per garantire che l’imposta colpisca strumenti realmente detenuti per la ricezione delle radioaudizioni e non sia applicata, invece, ai dispositivi che sono destinati ad altre funzioni come nella fattispecie rappresentata;

quali iniziative il Governo intenda adottare al fine di evitare l’assoggettamento a tassazione di strumenti la cui finalità è del tutto diversa da quelle dell’apparecchio televisivo allargando in modo sproporzionato ed irragionevole la base imponibile dell’imposta;

se si intendano assumere iniziative per sospendere con sollecitudine gli effetti delle richieste di pagamento ai ricevitori detentori del monitor del 10eLotto;

quale politica in materia il Governo intenda adottare affinché vengano modificate le norme che impongono il pagamento del canone televisivo, escludendo qualsiasi obbligo di corresponsione del canone speciale in relazione al possesso e o detenzione di apparecchi che fungono da meri strumenti di lavoro per le aziende”.

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