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Svizzera. I pokeristi chiedono di poter giocare anche fuori dai casinò

In: Poker

24 febbraio 2012 - 12:19


poker

(Jamma) Attualmente per giocare a poker in Svizzera bisogna necessariamente recarsi presso i casinò autorizzati, dove anche per giocare una somma minima, servono cifre consistenti. L’alternativa è recarsi nelle bische clandestine. Infatti dopo la decisione del Tribunale Federale del maggio 2010, che ha decretato che il poker è un gioco d’azzardo e non di abilità, tutti i club fino ad allora esistenti hanno dovuto chiudere i battenti.

Recentemente il Consiglio Federale sta valutando la possibilità di estendere il mercato del poker al di fuori delle case da gioco attraverso tornei a basso costo accessibili con 100/200 franchi. E’ stata la Commissione Affari giuridici ad aver proposto una mozione per consentire tornei con puntate ridotte e limitate possibilità di vincite. Attualmente la legge vieta di giocare a poker al di fuori dei casinò. Tuttavia le case da gioco, per ragioni di marketing, non offrono ai giocatori la possibilità di intrattenersi scommettendo piccole somme di denaro.

Piuttosto che costringere il giocatore verso bische clandestine, casinò esteri o on line la Commissione preferisce avviare una certa liberalizzazione del mercato.

Il Consiglio è disponibile a studiare la questione sulla possibilità di organizzazione dei piccoli tornei anche al di fuori dei casinò. Prima però occorrerà attendere l’approvazione dell’articolo costituzionale relativo al gioco d’azzardo. All’interno di questo lavoro verrà considerato il progetto della Commissione. Prima di poter agire in materia quindi bisognerà attendere l’attuazione del nuovo quando normativo e nel nuovo progetto sul poker occorrerà tenere in primaria considerazione le esigenze di protezione sociale.

L’opposizione alla proposta ovviamente è arrivata dai gestori di casinò che temono un calo dei propri visitatori e dei fatturati. Marc Friedrich, direttore generale dell’Associazione Casinò Svizzero, ha dichiarato che i casinò legali devono rispettare numerosi obblighi e soprattutto soddisfare requisiti rigorosi relativi al gioco responsabile. “Se altri operatori entrassero nel mercato, il rispetto di questi requisiti diventerebbe molto più difficile perché ci sarebbe una disparità di trattamento degli operatori che offrono poker al di fuori delle case da gioco” ha detto.

La questione dell’eccessiva onerosità del poker offerto nei casinò rimane però per molti giocatori.

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