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Scommesse. Gli operatori di gioco francesi sacrificano i loro margini di guadagno per rilanciare il settore

In: Cronache, Mercato, Poker, Scommesse

27 marzo 2012 - 12:58


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(Jamma) In Francia, come dichiarato dal presidente dell’ARJEL Jean-François Vilotte, si sta verificando una strana anomalia perché dall’inizio dell’anno il numero delle puntate degli operatori di scommesse sportive on line è aumentato dell’11% ma il fatturato degli operatori è aumentato solo dell’1,35%. I professionisti hanno, a quanto pare, “modificato” la loro attività commerciale.

Intervenendo ieri in apertura della iGaming France, il presidente dell’autorità di regolamentazione ARJEL, Jean-Francois Vilotte, ha infatti indicato che rispetto allo stesso periodo del 2010 nel periodo compreso tra il 1 gennaio e il 20 marzo il totale delle puntate registrate da parte degli operatori era aumentato dell’11%. Questi dati, ha spiegato Vilotte, sono dovuti ad una ripresa del numero di giocatori che è tornato a quota 100.000 utenti a settimana, quando invece alla fine del 2011 era caduto intorno agli 80-90.000.

Il recupero, però, sembra essere debole, perché gli operatori hanno favorito il “ritorno” ai giocatori in modo tale da suscitare un maggiore appeal sui giocatori, mettendo così da parte i loro margini di guadagno. Infatti, come dichiarato dal Presidente della ARJEL, il fatturato reale di gioco è aumentato solo dell’1,35%.

Una tassazione da rivedere
Non è soltanto la scelta degli operatori ha far registrare questi dati ma è anche il modello economico delle scommesse sportive online ad esser sbilanciato. E’ per questo che gli operatori presenti all’IGaming conference non hanno mancato di richiedere, per l’ennesima volta, di rivedere la tassazione.

Inoltre, questa crescita in volume è particolarmente vantaggiosa per la PMU. Secondo alcune indiscrezioni, la sua quota di mercato dovrebbe raggiungere quota 23%, che la renderebbe il numero due testa a testa con Bwin dietro BetClic.

Infine, il poker è oggetto di andamenti contrastanti con picchi del 28% suii diritti di iscrizione per i tornei, ma registrando un calo del 3% per il “cash game”.

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