Cerca nel sito
Facebook Twitter Youtube RSS
 

“Non c’è nessuna crisi nel poker”

In: Poker Online

1 ottobre 2014 - 11:39


poker56

(Jamma) – “Non c’è nessuna crisi nel poker. Il poker è un bellissimo gioco ad informazione incompleta. La crisi è nel marketing del poker, perché chi vende il prodotto poker non ha vero interesse nel venderlo. Il poker è messo molto peggio della sigaretta elettronica venduta dalla Marlboro”. A parlare, attraverso un post su facebook, è Simone Ruggeri, uno dei giocatori più vincenti dell’online in Italia.

 

“Se c’è stato un boom del poker è stato grazie alla qualità intrinseche del prodotto e ad un ottimo marketing portato avanti da Pokerstars e Full Tilt. Due società con una storia differente, che avevano l’obiettivo di vendere il poker, e non di massimizzare il proprio profitto sul breve periodo. Da dopo quel venerdì nero Full Tilt non esiste più, e la vecchia proprietà Pokerstars è stata costretta a fare una politica di contenimento dei danni per poi vendere ad un colosso del gaming”.

 

“Le ‘poker room’ vere e proprie non esistono più: ci sono aziende che offrono gioco d’azzardo, scommesse… e poker – aggiunge Ruggeri -. La cosiddetta crisi del poker deriva dal fatto che il poker attualmente non è l’interesse di nessuna azienda: l’interesse è togliere soldi ai giocatori. Il poker serve come specchietto per le allodole, l’interesse vero è che l’utente clicchi le macchinette online o che scommetta con delle quote da fame“.

 

“La maggior parte delle società di gaming hanno il poker perché lo devono avere, ma non è visto di buon occhio perché il poker è il contrario del gioco d’azzardo! Se uno ha capito un minimo il poker, un gratta e vinci non lo comprerà mai più. Con ciò – conclude Ruggeri – non voglio dire che tutti i giochi “-ev” non abbiano senso. Anzi, anche il poker è “-ev” per la maggior parte dei giocatori… se non fosse che tutti guadagnano divertimento, qualcuno guadagna di imparare cose che gli servono anche nella vita di tutti i giorni. Alcuni esempi di giochi “-ev” che hanno senso sono le scommesse sportive (se scommetto mi diverto a vedere la partita, quindi pago per un servizio), oppure giochi in cui c’è un grande montepremi per un piccolo prezzo (se la parte di montepremi che va al giocatore è congrua rispetto al servizio offerto)”.

Commenta su Facebook


Realizzazione sito