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107 salernitani a processo per un torneo di poker texano

In: Poker Live

6 novembre 2014 - 13:45


poker56

(Jamma) Per quel torneo di poker texano , che nel gennaio del 2013 fu interrotto dal blitz della polizia, 107 salernitani finiscono sotto processo per gioco d’azzardo o – “in alternativa”, si legge nel capo d’imputazione – per partecipazione a un gioco non d’azzardo ma tuttavia vietato dall’autorità.
Il sostituto procuratore Francesca Fittipaldi ha firmato un decreto di citazione a giudizio sia per il gestore della sala giochi Play Mall , dove si teneva il torneo, sia per il presidente dell’associazione che lo aveva organizzato e per i 105 clienti sorpresi ai tavoli o in attesa di iniziare la partita. Il processo sarebbe dovuto cominciare ieri davanti al giudice Ubaldo Perrotta, ma è stato rinviato per l’omissione di alcune notifiche e prenderà il via a giugno.
Il blitz fu originato dalla denuncia dei titolari di un’altra sala giochi, che informarono le forze dell’ordine del fatto che nel Play Mall era stata organizzata una serata di poker live, con l’uso delle carte da gioco. Il torneo di Texas Hold’em era stato ampiamente pubblicizzato da locandine e da una pagina Facebok, tramite la quale era possibile compilare il modulo per l’iscrizione. Quando i poliziotti fecero irruzione nel locale sequestrarono carte, fiches e anche le quote di iscrizione: trenta euro a giocatore, per un totale di poco più di tremila euro. «Il Texas Hold’em non è affatto un gioco d’azzardo – sottolinea l’avvocato difensore Leonardo Gallo – perché praticato nell’ambito di tornei sportivi, organizzati e gestiti da società affiliate al Coni. Si partecipa versando una quota di iscrizione identica per tutti i partecipanti, con conseguente impossibilità di utilizzare il proprio danaro per le puntate». Il legale evidenzia inoltre che questo tipo di gioco «non rientra nella tabella di quelli proibiti consegnata alla Play Mall dal Comune».

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