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Poker, le vincite degli italiani all’estero non possono essere tassate

In: Cronache, Diritto, Poker

15 settembre 2014 - 13:04


poker56

(Jamma) – La Ctr di Roma, sezione di Latina, con sentenza depositata lo scorso 28 agosto ha annullato un avviso di accertamento rivolto ad un contribuente italiano in merito ad alcune vincite conseguite all’estero nei tornei del circuito “European Poker Tour”. 

 

La decisione del collegio tributario deriva dalla normativa comunitaria e dagli orientamenti espressi dalla Corte di giustizia europea, dopo un confronto con il trattamento fiscale delle vincite da gioco ottenute nei casinò italiani.

 

Proviamo a fare un po’ di chiarezza: se un giocatore vince un torneo di poker ospitato in una casa da gioco italiana, le somme che percepisce non vengono assoggettate a tassazione diretta, come stabilito dall’articolo 30 del dpr 600/73, ultimo comma, che prevede la non applicazione della ritenuta fiscale su tali proventi. Al contrario, se il torneo di poker è ospitato da una casa da gioco estera, per l’Agenzia delle entrate la vincita deve essere inserita nella dichiarazione dei redditi e tassata con l’Irpef e le addizionali. E’ questa, in pratica, l’idea con cui il fisco italiano ha notificato centinaia di avvisi di accertamento nell’ambito dell’operazione “all in”, tutti rivolti a giocatori italiani che avevano ottenuto vincite all’estero.

 

La Commissione Tributaria Regionale del Lazio, a cui si era rivolto un contribuente dopo aver fatto appello alla sentenza di primo grado, ha però considerato errata la strategia accertativa posta in essere dall’Agenzia delle entrare in quanto il provento era stato conseguito comunque in una casa da gioco europea. Secondo la normativa comunitaria che tutela la libera circolazione dei cittadini e dei servizi all’interno dell’Europa, infatti, sottoporre a imposte dirette un provento percepito all’estero, quando quello stesso provento, se percepito in Italia, non avrebbe subito alcun prelievo diretto in capo al percipiente, sarebbe come una discriminazione tra l’azienda europea e quella italiana, in favore di quest’ultima. Inevitabilmente il cittadino italiano sarebbe spinto a preferire il casinò italiano rispetto a quello europeo, in quanto la vincita non subirebbe alcuna decurtazione.

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