Cerca nel sito
Facebook Twitter Youtube RSS
 

L’avv. Marco Ripamonti su Legge di Stabilità e Tornei di poker Sportivo a Trento

In: Apparecchi Intrattenimento, Poker

30 dicembre 2014 - 11:15


ripamontins

(Jamma) – L’avv.Marco Ripamonti, professionista che da oltre quindici anni opera con successo nel Settore dei giochi e delle scommesse, ha rilasciato a Jamma la propria opinione sulla c.d. Legge di Stabilità.


Così l’avv.Ripamonti: “Mi spiace dover constatare come la Legge di Stabilità, quanto alla materia che ci occupa, sia la chiara dimostrazione di come sia gravemente sbagliato affidare la legiferazione in settori particolari a gente che non ne ha minima competenza e conoscenza, senza previamente consultare le rappresentanze del settore stesso e comprendere i diversi aspetti ed equilibri.

 

Il risultato è una legge disastrosa che, a mio avviso, si concreterà in un boomerang per il Governo e deluderà le aspettative riguardanti gli incassi erariali.

 

Quanto al Settore dell’apparecchio da intrattenimento, nel merito, c’è poco da aggiungere a quanto già riportato da associazioni, operatori e professionisti attivi nel Settore. La nuova pretesa impositiva e la rinegoziazione dei contratti con i concessionari sono previsioni di difficile attuazione che rischiano di produrre la rovina della categoria dei Gestori, a mio avviso la più importante della filiera, che a far data dall’immissione delle “comma 6” nel mercato ha investito nell’acquisto e nel rinnovo del parco macchine ed ha svolto il ruolo di operatore sul territorio deputato alla manutenzione e raccolta del PREU. E lo ha fatto spesso anche tra mille difficoltà e paradossi, si pensi soltanto al caso Black Slot ed alla necessità di rinnovare improvvisamente gli interi parchi macchine.

 

Credo, in proposito, che tale legge possa produrre più effetti. Potrebbe chiamare a raccolta tutti quei gestori intenzionati a restare attivi, i quali potrebbero dar vita, finalmente in modo compatto, a proteste incisive o anche ad iniziative clamorose, quali lo spegnimento degli apparecchi con conseguente mancata raccolta, dando vita ad uno spirito di categoria mai visto prima d’ora con una moltitudine di contenziosi.

 

Nel contempo, però, un ulteriore effetto potrebbe consistere nell’allontanamento dal settore degli apparecchi in rete di diversi altri gestori, magari già delusi e sfiduciati anche per via di politiche a livello territoriale tese a contrastare la diffusione degli apparecchi da gioco a vincita in denaro. Questi ultimi operatori potrebbero a questo punto valutare formule alternative di raccolta di gioco esterne ai circuiti del sistema concessorio, dismettere gli apparecchi da gioco lecito e, quindi, provocare una diminuzione di entrate per le casse erariali. Altri operatori, invece, potrebbero a questo punto decidere di andarsene in pensione, licenziando le maestranze.

 

In pratica, come dicevo, un boomerang, con possibile diminuzione di apparecchi da gioco lecito, chiusura di aziende e licenziamenti. Il tutto a discapito di quella categoria che ha costituito e costituisce il pilastro della raccolta di gioco a vincita in denaro, che ha acquistato gli apparecchi, che ha garantito a proprio rischio e pericolo (si pensi a furti e rapine) la raccolta effettiva, che ha garantito il buon funzionamento delle macchine e che ci ha messo la faccia, perchè si sa come gli operatori del gioco, ancorchè di Stato, siano spesso malvisti.

 

Quanto al settore delle scommesse, non condivido l’opinione di chi affermi che la pseudosanatoria prevista sia un regalo a chi abbia operato finora senza titolo. Penso, invece, che le adesioni auspicate non vi saranno. A mio avviso, infatti, la legge si concreta in una nuova dimostrazione dell’incompatibilità comunitaria dell’attuale sistema concessorio che denota come tale assetto concessorio sia, ora come in passato, esclusivamente finalizzato a far cassa, come anche la manovra in parola. Anche in tal caso un clamoroso boomerang, che non porterà granchè nelle casse dello Stato, ma semplicemente nuovi profili di incompatibilità comunitaria, che personalmente sto esaminando e che presto approderanno nelle Aule di Giustizia“.

 
Ma è anche di queste ultime ore la notizia circa l’autorizzazione concessa dal Comune di Trento per disputare tornei di poker senza vincite in denaro. L’avv.Ripamonti, esperto anche della materia del poker live, ha così commentato:
“Il fatto non mi sorprende minimamente e, per la verità, non lo trovo particolarmente clamoroso. Un torneo di poker senza la vincita in denaro è privo di uno dei presupposti indefettibili del gioco d’azzardo. La finalità lucrativa. Trattasi, quindi, di pratica assolutamente innocua e penalmente non rilevante. Probabilmente meno divertente di un qualsiasi torneo a Burraco o ad altre discipline, in quanto mi riesce davvero difficile ipotizzare una partita o un torneo a poker senza un premio in denaro, per quanto modesto. Tuttavia, una pratica priva di allarme sociale. Bene ha fatto il Comune a rilasciare l’autorizzazione”.

Commenta su Facebook


Realizzazione sito