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I due Poker (Live-On Line) a confronto. Di Stefano Sbordoni

In: Diritto, Personaggi, Poker

5 marzo 2012 - 16:15


Sbordoni

(Jamma) L’introduzione del poker in chiave positiva nel nostro ordinamento, va fatta risalire al decreto Bersani. La norma in questione ha infatti previsto per la prima volta a livello europeo la possibilità di commercializzare i giochi di abilità con vincita in denaro. Dal 2006 ad oggi la strada percorsa è stata caratterizzata da numerosi provvedimenti, ed altri ancora dovranno essere pubblicati, rivisti e modificati. La famiglia del poker si caratterizza, come le scommesse, per la differenziazione nei canali di raccolta: il poker on line (nella doppia modalità torneo e cash) ed il poker live per via c.d. terrestre. A differenza delle scommesse però il primo poker ad essere regolamentato è stato quello offerto tramite tecniche di comunicazione a distanza; è grazie al successo del poker on line che sul territorio ha preso piede il movimento di “legalizzazione” del poker c.d. live – già giocato largamente in circoli privati, o addirittura in bische – dando vita ad un’agguerrita diatriba giurisprudenziale che, nelle more della pubblicazione del regolamento e del relativo bando di gara, ancora è aperta. Vediamo brevemente quello che è accaduto in questi anni nel poker on line, e se veramente può essere definito il sovrano assoluto del regno dei giochi a distanza. Il poker nelle modalità a torneo è stato regolamentato per la prima volta con il decreto direttoriale del 17 settembre 2007 “Disciplina dei giochi di abilità a distanza con vincita in denaro”.

L’articolo 12, comma 1, lettera f), del decreto-legge 28 aprile 2009, n. 39, convertito con modificazioni ed integrazioni dalla legge 24 giugno 2009, n. 77 (Decreto pro Abruzzo), ha introdotto la raccolta a distanza di giochi di sorte a quota fissa e di giochi di carte organizzati in forma diversa dal torneo. I giochi di carte organizzati in forma diversa del torneo, a seguito di una serie di invii alla Commissione Europea, e d’attesa di vari periodi di stand still, sono stati regolamentati con il decreto direttoriale AAMS del 10 gennaio 2011 relativo alla “Disciplina dei giochi di abilità nonché dei giochi di sorte a quota fissa e dei giochi di carte organizzati in forma diversa dal torneo con partecipazione a distanza”. La scorsa estate il poker in modalità cash è finalmente stato attivato, riscuotendo subito un notevole successo, almeno secondo i dati pubblicati sul sito ufficiale dell’Amministrazione. Si legge infatti sul comunicato pubblicato lo scorso 16 febbraio u.s. che “l’introduzione dei nuovi giochi molto popolari all’estero, a metà luglio, ha consentito di riportare nell’alveo legale e controllato molti giocatori italiani che precedentemente giocavano sui siti illegali. Conseguentemente, a novembre la spesa media ha continuato nel suo trend di crescita, iniziato ad agosto, conseguendo un +16,6% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.

Complessivamente, nei primi undici mesi dell’anno, l’aumento di spesa per i giochi on line è del 4,2%.”. In termini di raccolta lorda i giochi di abilità organizzati in forma diversa del torneo hanno garantito 6,2 miliardi di euro contro i 2,3 milardi di euro del poker in modalità torneo. Questi numeri, evidenziano il successo del cash del rispetto al poker in modalità torneo, ma limitatamente alla raccolta, considerato che nel cash ovviamente si gioca molto di più. A questo punto sarà interessante vedere cosa succederà con la definitiva regolamentazione del poker terrestre. I giocatori saranno più interessati all’emozione del tavolo verde, oppure avendo le due modalità caratteristiche diverse, assisteremo ad una crescita del poker sia terrestre che on line a scapito magari di altre tipologie di gioco? I payout però saranno inevitabilmente più bassi rispetto all’online. Il costo del personale delle sale avrà un’incidenza pari al 70% (minimo) dei ricavi. Pertanto è ragionevole prevedere un rake di gran lunga superiore rispetto al gioco in rete. L’investimento iniziale, tenendo conto anche che la base d’asta per le concessioni terrestri per il poker live di cui all’art. 24 del decreto legge n. 98/11 convertito con modificazioni ed integrazioni nella legge n. 111/11 è pari ad euro 100.000,00 sarà sicuramente rilevante, e per alcuni potrebbe levitare sino a parecchie centinaia di migliaia di euro: quindi non tutti gli operatori, che magari hanno già investito nell’on line, potranno partecipare alla nuova gara. Un ruolo sicuramente rilevante lo avranno i circoli privati, che in questi mesi hanno dato vita ad un contenzioso giunto ad interessare i giudici di piazza Cavour.

La Terza Sezione penale della Corte di Cassazione, con un provvedimento dello scorso 8 novembre, ha sancito che il poker è un gioco d’azzardo, stabilendo per l’effetto che organizzare e svolgere tornei di poker live costituisce reato penale. Secondo la Suprema Corte il giudice del riesame -Tribunale di Bari- ha congruamente motivato i punti della decisione: in particolare il Tribunale di Bari ha accertato che presso il circolo si svolgeva un torneo di poker sportivo, per la cui partecipazione era stata raccolta la somma di ……….euro, risultante dal versamento delle quote di partecipazione dei giocatori, di cui una parte veniva utilizzata per l’acquisto dei premi.

Ricorrevano pertanto allo stato degli atti gli elementi costitutivi del reato di azzardo ex art-718 c.p., trattandosi del gioco del poker basato prevalentemente sull’alea, in ordine al quale era prevista la vincita di premi, realizzandosi così anche il fine di lucro. La Corte quindi, ha reputato che il gioco del poker sportivo sia un gioco d’azzardo. Sempre la Corte di Cassazione alcune settimane prima – pronuncia resa nota in data 17 ottobre 2011- aveva invece ritenuto valide le ragioni di un circolo di Palermo, che organizzava tornei di poker sportivo, respingendo il ricorso dei pubblici ministeri siciliani che avevano impugnato una precedente ordinanza di dissequestro del Tribunale della Libertà. Per i Giudici di piazza Cavour i tornei di poker texano giocati secondo le regole di quel circolo, sono sport non gioco d’azzardo ed il “successo dipende dall’abilità”, una legalizzazione ante legem dei Tornei di poker sportivo. Le due citate sentenze rappresentano il classico esempio italiano, che laddove non c’è un regolamento – o meglio chiarezza, trasparenza e univocità, per usare le parole della Corte di Giustizia Europea – l’incertezza regna sovrana. Nelle more dell’emanazione del regolamento e del bando di gara comunque, ad organizzare tornei di poker si rischia di essere sottoposti ad un giudizio penale.

 

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