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Visco (ex min.delle Finanze): ‘La proposta di accorpamento priva di logica o di razionalizzazione’

In: Cronache, Personaggi

3 luglio 2012 - 10:09


Vincenzo Visco

(Jamma) La proposta per l’accorpamento dell’Agenzia del Territorio con quella delle Entrate e dei Monopoli di Stato con l’Agenzia delle Dogane è “priva di logica aziendale o di razionalizzazione” commenta duramente l’ex Ministro delle Finanze Vincenzo Visco. “Altri – prosegue – sono i campi della pubblica amministrazione in cui servirebbero l’eliminazione di sovrapposizioni o l’introduzione di misure per una maggiore specializzazione”.

“Quando nel 1999 fu decisa la riforma del ministero delle Finanze con la istituzione delle Agenzie – esplica l’ex ministro -, essa fu il frutto di due anni di studi, pubblici dibattiti, attente analisi, volte a ottenere i massimi risultati di efficienza e di razionalizzazione produttiva: i risultati sono stati molto positivi (come può riconoscere chiunque ricordi come funzionavano allora gli uffici del vecchio ministero delle Finanze), e la riforma rappresenta ancora oggi l’unico esempio di riorganizzazione radicale di un importante settore della Pa coronata da successo.
Con le decisioni assunte ora quella riforma viene messa in discussione mettendo insieme funzioni incompatibili, eliminando specializzazioni necessarie, creando frustrazioni e incentivi perversi per il personale”.
”Tra le strutture accorpate – tiene a sottolineare il vice ministro – non esistono infatti sovrapposizioni di compiti e di funzioni, sicché non sarà realizzato nessun risparmio di spesa, al contrario si dovranno rendere compatibili procedure, strutture organizzative e processi tecnici perdendo tempo e denaro”.

“I giochi – evidenzia – sono un settore molto delicato e che non ha niente a che vedere con le dogane. Al massimo si potrebbe prendere in considerazione il fatto che le Dogane già ora gestiscono le accise sugli oli minerali e gli alcol e trasferire loro anche le accise sui tabacchi; di più non si può fare”.

“In sostanza – dichiara in conclusione l’onorevole – si sono prese decisioni errate, pericolose, ingiustificate, destinate ad aumentare i costi e a determinare ritardi (se non paralisi) amministrativi, seguendo un approccio puramente propagandistico, ma privo di razionalità e giustificazioni, se non quelle di regolare e sistemare alcuni problemi burocratici e di collocazione di dirigenti all’interno del ministero dell’Economia. E non è un caso che nessuno nel governo, in Parlamento o nella amministrazione fosse al corrente della decisione: non il ministro Giarda che pure di spending review si dovrebbe occupare, e neppure il sottosegretario Ceriani, l’unico nel governo ad avere competenze specifiche in materia. Tutto ciò non è casuale, ma non è accettabile. Ci troviamo in effetti di fronte a un colpo di mano incomprensibile.
Eppure, non mancherebbero campi nella pubblica amministrazione in cui l’eliminazione di sovrapposizioni, o l’introduzione di misure volte a conseguire maggiore specializzazione sarebbero possibili: si va dalle forze di polizia, al coordinamento tra Gdf e agenzie fiscali che presentano numerosi punti di sovrapposizione, alla riscossione delle entrate pubbliche dove non si capisce e non si giustifica più la coesistenza di Inps e Finanze quando la base imponibile da sottoporre a prelievo è la stessa, così come unificata è la riscossione.
In conclusione, molto vi sarebbe da fare e non viene fatto e invece si perde inutilmente tempo”.

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