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Valorizzare le PMI anche e soprattutto nel settore del gioco. Se l’eccellenza della piccola impresa viene punita

In: Apparecchi Intrattenimento, Personaggi

30 maggio 2012 - 09:08


frecciabern

di Eugenio Bernardi

(Jamma) – Quindici giorni orso terminavo un mio pezzo con queste parole:


Che fine farà “l’individualismo vincente delle piccole e medie imprese” (come scrive un il noto esperto di PMI L.Venturi , che farebbe bene a leggere anche chi ci amministra), certo ci si attrezzerà ma quanto now-out andrà perso e la tanto decantata crescita che tutti chiedono dal Governo, se per attuarla non ci sono i mezzi finanziari, visto l’attuale momento di Credit Crunch, speriamo che tutti gli incontri e convocazione delle associazioni di aziende e professionisti con l’amministrazione tutti abbiano illustrato i possibili strumenti per il superamento delle criticità esposte ed evitare che il settore scivoli in quell’illegalità da cui faticosamente è uscito con il costante e giornaliero impegno.


Col passar del tempo e leggendo quanto sta accadendo,anche al di fuori del nostro settore, ribadisco e ne sono sempre più convinto che in Italia in generale e nel settore del gioco in particolare, non si devono inseguire teorie riguardo all’amplificazione dimensionale delle imprese.
Gli sforzi assillanti, come le prese di posizione di certi Ministri in passato e anche ora per creare forzatamente aumenti dimensionali che solitamente producono e hanno prodotto strutture e storture ingestibili e incapaci di manifestare la flessibilità indispensabile per sopravvivere alle turbolenze, spesso dovute o anche imposte da esigenze non propriamente volute dal settore.
Il settore del gioco automatico con piccola vincita e quello ormai desueto dell’intrattenimento sono sempre stati per loro natura imprenditoriale caratterizzati dalle piccole e media dimensioni, che privilegiano la figura e l’azione dell’imprenditore che ben sa come fidelizzare la clientela e la domanda del mercato volubile e turbolento, affrontandolo con la dovuta flessibilità che tale condizione gli impone.
D’altra parte, questa dimensione si è dimostrata vincente in più di un’occasione, sono le migliaia di PMI nel settore della gestione che giornalmente fanno raccolta del PREU e che in questi anni sono passate da molte vicissitudini, spesso non dovute alla maggioranza di loro, come il caso Black Slot, il passaggio dal comma 6 al comma 6/a, non ultimo l’avvento delle Videolottery e ora forse un nuovo cambio, dovuto al mantenimento dei volumi della tassazione PREU ( a favore dello Stato) che ne ha giustificato dall’abbassamento della percentuale al giocatore al 74% e con la sovrapposizione della scusante sicurezza per condirne il nuovo salto nel buio o per punire tutta l’eccellenza della filiera del gioco automatico.
Il successo del sistema della miriade di PMI impegnate nel gioco automatico a piccola vincita è sotto gli occhi di tutti , una dimensione che può essere rafforzata aumentando la massa critica imprenditoriale facendo ricorso al sistema delle reti di imprese interconnesse da finalità comuni o da funzioni fra loro complementari.
Oggi viviamo una crisi economica che ci ha trascinato in uno stato di preoccupante recessione, anche se il settore dell’automatico è stato per ora solo sfiorato.
Non sono ancora chiare le misure che la nostra amministrazione in primis e il Governo intende prendere per il settore e per agevolare la ripresa economica.
In ogni caso, se quelle misure non terranno conto dell’importanza e della prevalenza della piccola dimensione imprenditoriale, tipica del nostro Paese, saranno certamente destinate a vanificarsi e dunque a non raggiungere quegli obiettivi, per proteggersi da questo rischio non si sta facendo abbastanza troppi si sono già arresi.
A che servono certe misure di liberalizzazione del governo se la nostra amministrazione e i loro suggeritori vogliono ingessare un settore vitale e produttivo con amene norme che non risolvono problematiche anche reali ma che dimostrano la poca conoscenza del modus operandi del settore.
Settore anche oggi investito da notizie poco rassicuranti, che nulla hanno a che fare con la miriade delle imprese operose e corrette, settore giornalmente investito da richieste di aumento del PREU da parlamentari poco attenti e pretestuosamente inclini a colpire il settore scambiandolo con le sole concessionarie.
Ho già detto molte volte che la mala organizzazione del passato si sta ripercuotendo sul futuro, abbia,chi può decidere,un occhio di maggior riguardo verso un settore e alle molte piccole e medie imprese dell’automatico che altro non vuole che tranquillità operativa e gestionale.
E.Bernardi
Artigiano, Produttore e Rappresentante CNA Parma B.E.

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