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Ti avevo detto: prendi un manager!

In: Personaggi

15 aprile 2013 - 09:16


riskmanager

Il valore di un buon “management” per gli operatori di gioco

di Pier Francesco Geraci

Era il lontano anno 2000 quando nel settore dei giochi in Italia si vide per la prima volta un personaggio che non proveniva dalla strada, dalla politica o dalla storia. Il personaggio desta stupore, è incredibile: ci capisce!, è organizzato e parla di creazione di valore o di profitto, le atre cose, sopratutto gli acronimi, nessuno li capisce ancora. Viene visto con stupore e incertezza, perché lui è un Manager.

In quel tempo, nel settore dei giochi non si parlava ancora la lingua del business. Le modalità di lavoro erano destrutturate e spesso basate su legami familiari o di amicizia, e niente organizzazione. Si andava avanti grazie ai forti profitti ed una situazione di mercato complessa e destrutturata, ma soprattutto deregolamentata. Proliferavano aziende piccole e locali o straniere e senza sede legale in Italia. Fu proprio in quel periodo che nel settore dei giochi italiano apparvero i primi Manager, qualcuno lavorava per le grandi aziende storiche, altri esploravano i più piccoli o i nuovi operatori aiutandoli ad entrare nel nuovo settore regolamentato. C’erano, ma in pochi, erano mosche bianche. Durante tutta la fase di crescita del settore dei giochi quasi tutte le aziende hanno dimostrato un variegato interesse per le figure manageriali, introducendo in organigramma dei professionisti del “business”. Per assumerli alcune aziende hanno utilizzato metodi di selezione adeguati, altri a fiuto, altri ancora invece dicevano di non aver bisogno di un costo così alto per uno che “non fattura”.. All’inizio qualche imprenditore vantava addirittura di aver fatto un buon affare criticando invece altri suoi colleghi che avevano a bordo dei calibri un pò troppo grossi per le attuali abitudini. Pochi sono stati lungimiranti. C’è anche da dire che purtroppo non tutti i manager sono veri manager e spesso le aziende hanno assunto soggetti, oppure hanno attribuito cariche manageriali a dipendenti esistenti o amici, con troppa semplicità e senza che i selezionati fossero effettivamente essere capaci di fare questo mestiere. In questa fase grazie alla forte crescita del mercato, tutto è andato quasi sempre bene al punto che, il valore del manager in molti casi non veniva neanche percepito. Qualcuno se ne è addirittura liberato pensando di farcela da solo o con quattro fedeli amici.

Oggi la situazione è al giro di boa. Il mercato dei giochi inizia a dare i primi segnali di arresto della crescita, le aziende iniziano ad avere margini ridotti con cui gestire il complesso sistema normativo e soprattutto fiscale, ed inizia anche il consolidamento del mercato dove i piccoli spariscono ed i grandi diventano sempre più grandi, ma anche loro con qualche problema in più. Nella foto odierna notiamo che le aziende che hanno più successo, che continuano a crescere e che meglio affrontano il periodo di crisi, sono quelle che hanno introdotto i manager giusti già da tempo. Le altre si trovano nel corridoio dei signori di mezza età ben vestiti e dei quali non vedono l’ora di liberarsi. Ma la colpa non è dei manager, la colpa è sempre dei proprietari. Sono loro che lo hanno assunto, magari grazie ad una raccomandazione, o magari proprio perché non avevano le competenze per capire se si trattasse di un vero manager o di un improvvisato. Ma improvvisato o no, è sempre colpa del proprietario che ha fatto la scelta. Ci sono le aziende che invece i manager non li hanno proprio assunti e che si arrovellano su come portare avanti la baracca fino a fine crisi. Purtroppo con il mercato e con il business non si scherza. Se hai una piccola azienda e per consiglio medico non intendi crescere, allora smetti di leggere questo articolo. Se invece sei curioso ed alla tua non più giovanissima età vuoi capire come si fa, con la speranza di fare del meglio per la tua azienda, allora trovati un manager! Quando il mercato smette di crescere, la concorrenza è spietata, le leggi sono complesse e sempre più stringenti, tutte le aziende iniziano ad aver bisogno di uno stratega. Ma che fa sto tizio? Definizione di strategia:

La strategia è una sequenza di attività o passi, logicamente correlati fra loro e necessari per il raggiungimento di un obiettivo, ma con a disposizione risorse scarse.

Sono proprio le risorse scarse a generare la necessità di una strategia. La crisi ha bisogno di una strategia, sostenere la crescita ha bisogno di una strategia, i profitti arrivano solo se si è implementata correttamente una strategia. Per una strategia e per la sua implementazione servono i manager. Il “management” si sviluppa anche attraverso la preparazione. Adesso non voglio sponsorizzare i super qualificati, ma sicuramente la preparazione accademica, soprattutto nei profili più giovani, aiuta. E’ vero serve anche l’esperienza, ma il manager a scuola deve esserci andati e non ci si può improvvisare, e ciò è particolarmente vero quando è lo stesso imprenditore a dichiararsi anche “il manager”. A volte può funzionare, ma è raro. La necessità di un professionista in azienda che identifichi le inefficienze, scopra e ristrutturi le sacche di valore e tenga unito e motivato il team interno, è oggi fortissima. Quindi ecco il mio consiglio per i proprietari di società di giochi italiane, per i fondi di investimento e per le società che gestiscono il mercato italiano dall’estero:

Trovati un manager, dagli delle forti deleghe, ma non lo abbandonare. Cosi un giorno eviterai che qualcuno ti dica: “Ti avevo detto di trovarti un manager”. Chiedigli di fare un check-up dell’azienda, delle procedure, ai rapporti aziendali interni ed esterni, ai costi ed alle vere fonti di ricavi. Pensa di ricompensarlo se genera valore per la tua azienda e metti la barca nelle mani di persone competenti. Per carità: tu “imprenditore” rimani in giro, occupati dello sviluppo dei prodotti o del mercato, trova i finanziamenti necessari e gestiscili, fai delle partnership, trova nuove opportunità, sii il leader, ma la barca lasciala guidare ad un capitano!

 

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