Cerca nel sito
Facebook Twitter Youtube RSS
 

Stabilità. Francesco Gatti (Bakoo) : “Ignobile e assurdo. Quell’emendamento del governo va cambiato”

In: Personaggi

15 dicembre 2014 - 12:06


gatti

(Jamma) “Ignobile e assurdo. Pensare che il gestore, che è proprietario degli apparati, proprietario della moneta presente nelle macchine, responsabile del rapporto con l’esercente e vero ed unico imprenditore della filiera possa versare tutto l’introito del proprio lavoro nelle casse dei concessionari è la più grande onta che il settore abbia mai subito” così Francesco Gatti di Bakoo sull’emendamento del Governo alla legge di Stabilità che introduce una serie di interventi sul settore del gioco pubblico. 

“Con forza e veemenza voglio esprimere anche il mio disappunto per chi ha già espresso il suo giudizio sul provvedimento evidenziando la propria inadeguatezza anche rappresentativa. Mi stupisco non poco nel vedere un comunicato di Sistema Gioco Italia ove non si fa un cenno alla deturpazione economica che si sta consumando nei confronti di coloro che sono il motore del sistema.

Non esiste solo la questione economica ma vi è anche una seria questione politica da affrontare.

Chiedere al gestore di suicidarsi diventando servo con i propri capitali di spettanze altrui è assolutamente indegno.

Non so se sia una scelta politica quella di glissare sulla vera anomalia contenuta in un emendamento che ha del vergognoso o se è una semplice svista alla quale chiedo personalmente di rimediare ed esprimere con forza l’impossibilità di perseguire questo scellerato piano di rimodulazione della filiera.

Serve una rappresentanza forte per dire basta a un’interpretazione legislativa a senso unicodove il settore è “il cattivo” da abbattere e la “vacca grassa” da spremere.

Comprendo che in alcune associazioni trovano posto attori incompatibili, ma bisognerebbe avere il coraggio di battere un colpo: di dire no!

Il comparto è fatto da tantissime piccole imprese che sono la spina dorsale vera del settore: gli altri, non me ne vogliano, rappresentano, tutti insieme, la minoranza del parco macchine.
Chi desidera un accorpamento tenga in considerazione l’enorme esborso necessario per fare gli investimenti richiesti da una logica che ad oggi, a mio avviso, ha portato solo a una contrazione del settore e a un danno d’immagine incalcolabile per tutta la filiera.

C’é quasi da vergognarsi a dire che lavoro facciamo: sia quello del gestore che del produttore di apparati.

Messi alla gogna, puniti prima ancora di avere un giusto quadro della situazione e stritolati da un’informazione populista.

Mi sono stancato anche di sentire gente riempirsi la bocca di ruoli e titoli che di fatto non servono a nulla se non si rappresenta a dovere il comparto. Abbiamo il diritto di continuare ad operare da imprenditori seri e nella piena legalità o dobbiamo considerare il settore già oggi in fase di smobilitazione e guardare altrove?

Abbiamo, tutti insieme, garantito allo Stato i denari che nemmeno si sognava. Abbiamo sottratto alla criminalità il comparto del gioco legale, siamo cresciuti imprenditorialmente trasformando spesso scantinati in aziende con tanto di certificazioni varie in bella vista.

Occorre che venga garantita la sopravvivenza al gestore, che gli sia garantita la possibilità di continuare a operare sul territorio nei limiti e nelle regole che non possono però cambiare da comune a comune, da strada a strada.

Quale imprenditore lo farebbe?

Spero, in questo mio ultimo appello, di stimolare la dura reazione che mi auguro possa uscire dalle rappresentanze di categoria; di indurle a prendere posizione forte ed inequivocabile nel merito.

Non esisterà più la figura del gestore ma, con effetto domino, scompariranno anche le altre.

Credetemi: anche chi oggi crede di avere una possibilità imprenditoriale unica sulle spalle del gestore non ha fatto bene i conti”.

Commenta su Facebook


Realizzazione sito