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SKS365. ‘Nuovi orientamenti dai tribunali’

In: Aziende, Personaggi, Scommesse

31 gennaio 2013 - 09:48


sks
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(Jamma) Gli aspetti discriminatori della legislazione italiana, le recenti decisioni dei tribunali, le sentenze della CGE. L’Avv. Francesco Bracciani, da due anni impegnato con successo nella difesa dei CED commercialmente collegati a PlanetWin365, analizza l’attuale normativa italiana sul gioco e le prospettive di un sistema giudicato più volte discriminatorio nei confronti dei principi della UE.

·         Avv. Bracciani, lei da due anni difende i CED commercialmente collegati a PlanetWin365. In questo periodo ha notato dei cambiamenti sostanziali nell’orientamento dei tribunali?

Sì, in certi casi, sicuramente. Alcune sezioni del riesame dei Tribunali di Napoli, Roma e Catania, ad esempio, successivamente all’emissione della nota senza “Costa e Cifone”, hanno mutato il loro precedente orientamento, secondo cui i princìpi espressi dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea non erano applicabili ai CED collegati a PlanetWin365, annullando così i decreti di sequestro emessi nei confronti di questi ultimi. V’è anche da dire, però, che altre sezioni dei medesimi Tribunali, invece, sono di avviso diametralmente opposto. La maggioranza dei Tribunali, peraltro (recenti sono l’ordinanza di annullamento del sequestro probatorio emessa dal Tribunale del riesame di La Spezia e la sentenza assolutoria pronunciata dal Tribunale di Ascoli Piceno), accede ormai costantemente alle nostre tesi, secondo cui le norme penali contestate ai CED collegati a SKS365 debbono essere disapplicate perché contrarie all’Ordinamento Europeo.

·         Ad oggi si susseguono vittorie e sconfitte per tutti gli operatori. La legge italiana è applicata o disapplicata in modo quasi territoriale. Come mai esistono tali differenze?

Questo dipende dal fatto che ogni singolo giudice può aderire o meno alle indicazioni offerte dalla Corte di Giustizia nelle ormai numerose sentenze emesse nei confronti del Governo italiano negli ultimi anni nella materia che ci riguarda. Questo accade, talvolta, non soltanto nel caso di Tribunali di diverse città, ma anche nel caso in cui il giudice faccia parte dello stesso circondario. Occorre infatti ricordare che le sentenze della Corte di Giustizia dell’Unione (diversamente da quelle emesse dalla Corte Costituzionale), non dichiarano l’illegittimità tout court di una norma di legge perché contrastante con la Costituzione italiana (illegittimità dalla quale deriva l’impossibilità per ogni giudice di continuare ad applicarla), bensì evidenziano il contrasto di tali norme con le libertà previste dal Trattato dell’Unione. Tale contrasto, però, non è mai dichiarato in maniera assolutamente netta, ma sempre in modo che resti la possibilità di interpretazione da parte del giudice nazionale, che può dunque decidere di discostarsi da quanto opinato dalla Corte di Giustizia. E’ evidente, però, che le sentenze della Corte hanno un notevole peso nella decisione del giudice italiano che, laddove intenda discostarsi dall’interpretazione offerta dal suo collega europeo, deve motivare in maniera molto penetrante il proprio provvedimento, indicando le specifiche ragioni di fatto e di diritto per le quali ha ritenuto non sussistente il contrasto fra le norme italiane e le libertà previste dal Trattato. Ma questo, com’è intuibile, accade di rado, dato che le indicazioni offerte dalla Corte di Giustizia sono autorevoli ed esposte in maniera sufficientemente chiara affinché qualsiasi giudice italiano si determini a seguirle.

 

.        Quali sono i prossimi passi nella strategia legale di PlanetWin365?

Attualmente siamo impegnati nel non facile compito di determinare un mutamento dell’orientamento di quei tribunali – anche se si tratta ormai di un numero molto limitato – che ancora disattendono le chiare indicazioni fornite dalla Corte di Giustizia nelle sentenze emesse nella materia che ci riguarda. Da qualche mese, inoltre, sto invitando qualsivoglia organo giudiziario davanti al quale mi trovi a difendere i titolari dei CED legati a SKS365 a sollevare ulteriori quesiti alla Corte di Giustizia. Questo, ovviamente, nel raro caso in cui non vengano tout court ritenuti applicabili al caso concreto i princìpi espressi dalla Corte stessa nella sentenza sopra ricordata e, quindi, il giudice non pronunci una sentenza assolutoria senza necessità di adire ulteriormente il giudice sovranazionale.

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