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Poche idee e ben confuse. Lettera di Franco Masini al presidente di Sistema Gioco Italia

In: Apparecchi Intrattenimento, Personaggi

22 gennaio 2014 - 09:23


masini

(Jamma) – “Molti, negli ultimi tempi, aspirano a cambiare la nostra Costituzione e – scrive Franco Masini, noto gestore di apparecchi automatici nell’area della Capitale – Lei Dott. Passamonti, vedo che non ne è rimasto immune, addirittura vuole modificare l’art. 1. Si perché se l’Italia è una Repubblica Democratica fondata sul Lavoro ma Lei di fatto, lo vuole parametrare.

Secondo Lei il lavoro deve stare in parametri ben definiti che, al disotto o al disopra di essi, si può oppure no, creare reddito per l’azienda, la propria famiglia e i dipendenti, insomma in buona sostanza bisogna avere il lascia passare. Poi Lei dichiara che 4000 aziende di noleggio sono un problema. Complimenti. Dai dati ufficiali AAMS relativi al numero di apparecchi e al numero di aziende che le noleggiano e gestiscono per conto dello Stato, ne esce che l’80% dell’intero parco macchine è ad appannaggio di aziende con meno di 110 apparecchi e quindi producono da sole, circa l’80% del PREU totale. Questi dati si possono estrarre con semplici operazioni matematiche dai dati ufficiali AAMS. Quindi queste piccole aziende dal suo punto di vista, sono un problema. Bene. Voglio ricordarLe però che un ente come la Commissione Europea, il 1 gennaio 2005 dava i riferimenti per definire una azienda piccola media o micro e tra i tanti parametri quello significativo per me, è dato dal numero di dipendenti che deve essere al disotto di 250 unità e il nostro settore potrebbe esser preso come un riferimento assoluto.
Quello che segue, è un semplice copia e incolla di un documento da dove si possono percepire i principi ispiratori di un’Europa, che dovrebbe crescere anche e soprattutto grazie alle PMI :

«Le microimprese e le piccole e medie imprese (PMI) costituiscono il motore
dell’economia europea. Sono una fonte essenziale di lavoro, generano
spirito imprenditoriale e innovazione nell’UE e sono quindi essenziali per
favorire la competitività e l’occupazione. La nuova definizione di PMI,
entrata in vigore il 1o gennaio 2005, rappresenta un importante passo verso
il miglioramento dell’ambiente operativo delle PMI e ha lo scopo di
promuovere l’imprenditorialità, gli investimenti e la crescita. La definizione è
stata elaborata dopo ampie consultazioni con le parti interessate coinvolte e
ciò prova che l’ascolto delle PMI è un elemento fondamentale per la
realizzazione efficace degli obiettivi di Lisbona»
Günter Verheugen
Membro della Commissione europea
responsabile per le Imprese e l’industria
Ma andiamo avanti. Lei sostiene anche, che una piccola società di noleggio avrebbe difficoltà a sopravvivere, ergo ne scaturirebbe illegalità come logica conseguenza. A parte che questo sillogismo è al limite della diffamazione, ma proprio dalla trasmissione dell’altra sera sulla 7, “ LA RAPINA “, ne è uscito l’esatto opposto. Peccato.
Vede, questo benedetto (o maledetto, secondo i punti di vista!) lavoro, si è potuto sviluppare soprattutto grazie a queste piccole realtà produttive alle quali, di fatto, è concesso il solo stato di schiavitù. Le grandi realtà strutturate, come le definisce Lei, sono proprio quelle che fanno gola a quelle forze con spiccate caratteristiche da criminalità organizzata, semmai le piccole aziende soccombono 11 volte su 10 e il paradosso dei paradossi sta nel fatto che sono additate come fonte dell’illegalità. Assurdo.
Vede, a luglio 2009 al Centro Congressi di via Iser a Roma alla presentazione della sua associazione, Sistema Gioco Italia di Confindustria, di cui Lei è Presidente, c’ero anch’io e quando ci fu la presentazione delle VLT, l’allora Direttore dei Monopoli Dott. Ferrara disse che le VLT, non avrebbero rappresentato nessun tipo di problema ma che anzi, sarebbero state “complementari” alle AWP. Alla faccia del bicarbonato di sodio! Per dirla alla TOTO’, e se avessero creato problemi, cosa sarebbe successo?
Insomma qui ci sono piccole realtà che stanno in continua difficoltà e sono tacciate delle nefandezze più nere e di diffusa illegalità, mentre altre realtà che ostentano sedi da sogno e padiglioni faraonici nelle fiere, pontificano e sentenziano dall’alto delle loro torri d’avorio. È da tutto questo (ma ci sarebbe tanto altro ancora), che nasce il titolo di questo scritto. Poche idee e ben confuse, appunto! La sostanza di tutto questo, è che l’ultimo baluardo della vera legalità unita ad un alta produzione, è proprio la piccola azienda di gestione. Forse sarà solo una questione di punti di vista solo che il mio, è corroborato da 41 anni di navigazione e militanza in questo settore ma che ovviamente non ha la presunzione di detenere la verità assoluta. Qui ci troviamo entrambi davanti a una tazzina di caffè uno di fronte all’altro. Io la vedo col manico a destra, mentre Lei la vede col manico a sinistra ma sempre della sessa tazzina si tratta. Cerchiamo di non versarci addosso il caffè.
Yes we can
P.S. Sto scrivendo questo pezzo su un volo diretto a Londra e cosa stanno passando adesso? UN GRATTA E VINCIII! PAZZESCO! Scrivere di gioco e… quando si dice il caso! A proposito, visto che ci sono bambini a bordo, adesso vado dal pilota e lo denuncio per istigazione al gioco d’azzardo di minori. Che dite?”.

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