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Pietro Pietrini ( Unità oper. Univ. Pisa) : “Gioca il giusto? Non serve a nulla”

In: Personaggi

9 marzo 2012 - 13:02


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(Jamma) Il gioco d’azzardo dal punto di vista clinico. Per capire cosa  spinge a giocare la troupe di “Cosmo”, la trasmissione di divulgazione scientifica in onda domenica 11 marzo alle 23.40 su Rai 3, è andata a Pisa per intervistare il Prof. Pietro Pietrini, direttore dell’Unità operativa universitaria di Analisi chimico-cliniche specialistiche dell’Aoup e studioso dei meccanismi cerebrali che regolano emozioni e comportamento.

Il giornalista della trasmissione si è sottoposto, all’interno della Radiodiagnostica I universitaria diretta dal Prof. Carlo Bartolozzi, allo stesso esperimento che il gruppo del Prof. Pietrini realizzò alla fine degli anni ’90, insieme alla Prof.ssa Tiziana Zalla dell’Ecole Normale Supérieure di Parigi. “Con la risonanza magnetica funzionale (fMRI) – spiega Pietrini – si vide cosa succedeva nel cervello di soggetti competitivi mentre vincevano o perdevano in un gioco di abilità contro degli avversari. In realtà manipolavamo noi a loro insaputa l’andamento della competizione, e così riuscimmo a esaminare la risposta cerebrale nelle diverse situazioni, ora di vincita sempre maggiore, ora di perdita sempre più marcata, proprio come se l’esame lo avessimo fatto al giocatore davanti ad una slot machine o al tavolo da poker”. Lo studio dimostrò per la prima volta una forte attivazione delle strutture emotive del cervello, che differiva a seconda che l’individuo stesse vincendo o perdendo. “Vincere e perdere hanno un significato evolutivo, che risale alla competizione per la stessa sopravvivenza. Per questo siamo gratificati dalla vittoria e ci amareggiamo per la sconfitta. In alcuni individui – prosegue Pietrini – questa ricerca della gratificazione diventa compulsiva e può sfociare in una vera e propria dipendenza, in maniera simile a quello che accade con altre dipendenze”. La ludopatia, come viene chiamata oggi la patologia da gioco d’azzardo, è in costante crescita. “Ci sono persone che sono arrivate ad indebitarsi per cifre decine di volte superiori al loro reddito – aggiunge Pietrini – il che dimostra la loro incapacità a controllare con la ragione un impulso irresistibile. E’ per questo che avvertenze come ‘Gioca il giusto’, messe a piede della martellante pubblicità che invita a giocare, hanno poco significato. Sarebbe come invitare un alcolista a ‘bere il giusto’. Il problema è la grande facilità, anche per i giovani, di avere accesso al mondo delle scommesse, cosa che andrebbe controllata più rigorosamente”. Il Prof. Pietrini è psichiatra e docente ordinario di Biochimica clinica e biologia molecolare clinica all’Università di Pisa e past-chairman della OHBM-Organization for human brain mapping, la principale organizzazione mondiale dedicata allo studio del cervello umano e delle sue funzioni.

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