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Non ci resta che piangere di Eugenio Bernardi

In: Personaggi

26 giugno 2015 - 09:32


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(Jamma) – Lo stato confusionale – scrive Eugenio Bernardi – che ha colpito il Governo Renzi e i suoi rappresentanti al Governo, compresi i noti consulenti economici, dal mese di settembre in poi è rimasto. Invece di stabilizzare un settore lo hanno letteralmente destabilizzato. A nulla sono valsi gli incontri, i suggerimenti.
Il caos regna sovrano – prosegue Bernardi – e le ultime quattro pronunce dalla Corte Costituzionale, Robin tax, pensioni, tassa su sigarette elettroniche e blocco stipendi PA, sono una sonora bocciatura degli ultimi 3 governi, che hanno fatto vanto di abbassare le tasse, ma non lo hanno fatto, e soprattutto non hanno abbassato le spese, la famosa spending review nemmeno si è messa in moto.
Cari governanti passati e presenti che non avete saputo nemmeno derimere o far valere il principio della riserva statale sul gioco pubblico, fin dalla prima legge della Regione Liguria, che non vi siete accorti che l’ultima legge aggiornata contro il gioco della Regione Lombardia è in contrasto che il comma 649 art.1 L.190 Stabilità, vi meritereste qualche ripetizione sulle fonti normative e sul diritto alla libertà d’impresa.
Detto ciò vediamo cosa accadrà: un intero settore lasciato in mano ad amministratori locali, ludofobici. Mi sembra di essere tornato al medioevo e agli anni dei comuni e dei servi della gleba e mi viene a mente la scena del film di Roberto Benigni – Massimo Troisi ne film NON CI RESTA CHE PIANGERE – Scena alla dogana -, questo nostro stato feudale che vuole solo “un fiorino” a ogni mossa e che in cambio le sue amministrazioni locali ci danno solo calci mentre continua il balbettio di tante parole fumose. Forse qualche giudice, amministrativo, civile o costituzionale farà cambiare idea.

Forse in passato(Governo Monti) chi ha scritto i punti della Delaga Fiscale art.14 sui giochi ha peccato di poca lungimiranza o forse l’attuale Governo pecca di molta presupponenza e di scarso dialogo, pare un governo forte ma è molto debole e pieno di contraddizioni.
Ha ragione il Sottosegretario Zanetti quando afferma che non è stato fatto un gran lavoro sulla Delega riguardante i giochi, ma il tutto nasce a monte dal noto emendamento 3.4102 (poi è diventato comma 649 art.1 L.190) e di quella notte e di quell’emendamento a firma On.Baretta (con l’imprimatur della Ragioneria dello Stato). Forse che essendo il giorno di S.Lucia qualcuno ceco c’era o qualcuno che ci ha visto troppo bene. Mi piacerebbe sapere chi ha suggerito tali amenità confuse e raffazzonate che hanno destabilizzato l’intero settore del gioco pubblico e statale a piccola vincita?
Da quel dì che si è tentato di ridurre in ulteriore schiavitù tutto il settore, gestori in primis, questi suggeritori occulti (ma immaginiamo chi potrebbero essere) però non hanno pensato che così facendo hanno messo a rischio oltre che le tante aziende anche molti concessionari e il gettito erariale di 4,5 miliardi annui, visto che in 10 giorni a fine 2014 sono poi state dismesse oltre 50 mila AWP e quelle non produrranno più reddito.
Pare che di “remoto” sia rimaste le promesse e le decine di dichiarazioni pubbliche che come questa testata ha già scritto, paiono un disco rotto.
Vedremo gli sviluppi futuri ma per ora possiamo dire che sta ridendo solo chi si occupa del gioco irregolare.
E.Bernardi

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