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Masini(SAPAR): due parole sui fatti di questi giorni in riferimento ai provvedimenti della procura di Bologna

In: Personaggi

25 gennaio 2013 - 19:01


masini

(Jamma) – “Bene hanno fatto le associazioni ad unirsi, in un unanime condanna dei fatti, – scrive Franco Masini, della delegazione SAPAR Lazio, – perché il perseguimento della legalità è una strada da percorrere e non il sogno del raggiungimento di un obbiettivo che ogni volta che ci si avvicina, si sposta sempre più in là.

Forse qualcuno non sarà d’accordo, ma purtroppo la storia questo ci insegna, perché il malaffare ha sempre corso più veloce della legalità, lo dimostra il fatto che la quasi totalità delle leggi vengono emanate dopo che i problemi si presentano in qualsiasi modo o maniera. Da sempre è stato un continuo rincorrere la legalità, che è poi l’unica formula per una sopravvivenza civile basata sul rispetto reciproco delle persone. Ora riandiamo ai fatti di questi giorni e alle implicazioni sorte, che in alcuni casi vengono usate in modo strumentale, magari perché si parte da punti di vista discutibili oppure dalla non completa considerazione dei fattori in gioco. Credo che il perseguimento della legalità, sia una strada che va soprattutto seguita dalle aziende del settore di qualsiasi dimensione, dalle più piccole alle più grandi, con il sostegno delle associazioni ed in modo particolare dalle istituzioni, perché la parte sana è quella che ha dato modo a tutto il “sistema AWP” di nascere e progredire, ma questo percorso negli anni passati ha, avuto qualche momento di rallentamento. Si sta dibattendo ormai da diverso tempo, sulla sicurezza degli apparecchi che dal mio punto di vista sono già molto sicuri, perché le norme che regolano tutto il settore tendono alla sicurezza non solo fisica ma soprattutto da un punto di vista normativo. Uno per tutti: gli elenchi! Si perché il frazionamento del sistema in piccole e medie imprese di gestione, rende di per sé sicuro il tutto, in quanto le penali e l’esclusione dagli elenchi, arrecherebbero danni così gravi ad un’azienda, da comprometterne la sua stessa sopravvivenza e quindi la domanda sorge spontanea: vale veramente la pena seguire l’illegalità? Io credo che la legalità sia l’unico modo di percorre la strada verso un obbiettivo primario; la sopravvivenza delle aziende che sin dal primo momento hanno buttato il cuore al di là di ogni ostacolo, per percorrere questa strada! Si, perché gli apparecchi esistenti hanno già un altissimo grado di sicurezza e di legalità, e voler raggiungere una maggiore presunta sicurezza, non impedirà a chi vorrà sempre e comunque uscire dalle regole, di farlo. I risultati sono sotto gli occhi di tutti, sono dati incontrovertibili, scolpiti sulla pietra dei fatti, non sono punti di vista o illusioni, sono solo e semplicemente fatti tremendamente reali. I miliardi di euro prodotti, sono sulle statistiche ufficiali di AAMS, l’istituzione più alta in materia di controllo e regolamentazione dei giochi e alla quale rivolgo un plauso e una riserva. Un plauso perché si iniziano a vedere facce nuove, giovani, motivate e soprattutto interessate. Una riserva perché tutto l’impianto AWP, è nato con più di qualche imperfezione (uno per tutti, vedi il problema sollevato dalla Agenzie delle Entrate), possibile che solo dopo otto anni ci si è accorti di questa imperfezione? Ce ne sarebbero altri, ma non è questa la sede. Ma torniamo ai dati ufficiali, quelli di AAMS. Nel 2011 le macchine sequestrate per irregolarità, sono la bellezza dello 0,46% di quelle installate e di contro, da un ANSA del luglio 2012, solo il 15 % dei distributori di carburante risultavano essere irregolari. Tutta questa ultima parte è volutamente polemica, perché sta sotto gli occhi di tutti l’abnorme differenza di clamore suscitato negli ultimi anni su tutti i media nazionali. Ci sono giornali che ne hanno fatto una crociata fino all’ultima goccia di sangue, crociata che se usata in modo strumentale, senza ombra di dubbio porterà l’acqua nell’orto di qualcuno, anche se da fin troppo tempo l’acqua va sempre nell’orto dei soliti noti. Ora per continuare ad usare un immagine georgica del settore, i generosi e abbondanti frutti che ha prodotto il maestoso albero delle AWP, è potuto crescere e mettere forti radici, solo perché il florido terreno su cui è nato e cresciuto, era ed è, costituito da una moltitudine di aziende medio piccole, che sin dall’inizio hanno creduto nel progetto e nella legalità. Parlare di maggior sicurezza facendo cambiare l’intero parco macchine, non è la strada migliore per perseguire la legalità, ma dal mio punto di vista si rischia di ottenere esattamente ciò che si vuole combattere, semplicemente perché entrerebbe in ballo la legge che tiene in piedi ogni essere vivente, la legge della sopravvivenza. Prendiamo atto della realtà. Il periodo è critico per tutti e forzare un cambio macchine che non garantirebbe nessuna sicurezza in più rispetto a quella attuale, rischia di far collassare l’intero sistema rendendolo incontrollabile e dal mio punto di vista, la prima conseguenza sarebbe una recrudescenza dell’illegalità rendendo vani anni di lavoro e gli sforzi di tutti quelli che hanno creduto nello Stato e nella legalità. Mi scusino tutti quelli che la pensano diversamente da me, ma la realtà dei fatti credo stia semplicemente così. Per aumentare il presunto tasso di sicurezza e quindi di legalità, non bisogna creare problemi di carattere operativo logistico nonché economico, bisogna principalmente lavorare sulle persone, quelle persone che fanno azienda piccola o grande che sia, ma che hanno perseguito fino ad ora la legalità. Chi vuole garantirla solo con un semplice processo meccanico, sappia che l’illegalità prenderà a correre più forte di loro, se non si considerano le componenti umane, perché a fronte del guadagno di pochi e la remissione di tanti ci sarebbe una crescita disarmonica dalle conseguenze imprevedibili. Mi auguro che a fronte di maggiori controlli e di una maggiore promozione della parte sana del settore con conseguente consapevolezza di tutti gli attori della filiera, si raggiungano quei risultati che tutti auspicano”.

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