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Le contraddizioni del nostro paese sono accentuate quando si parla di gioco

In: Apparecchi Intrattenimento, Personaggi

29 agosto 2014 - 18:23


musicco

(Jamma) – “L’Espresso di questa settimana – dichiara Lorenzo Musicco, presidente onorario SAPAR, – riporta che oltre un milione di ragazzi italiani hanno provato giochi d’azzardo. La propaganda anti-slot degli ultimi mesi suggerisce l’immagine di gruppi di minorenni impegnati alle slot e invece – lo rivela il CNR a L’Espresso – sono scommesse e poker texano i preferiti dei maschi mentre i Gratta e Vinci risultano graditi soprattutto alle ragazze. Ma i controlli, oltre 14.000, sono stati eseguiti solo sulle slot”.

“Non mi sorprende più nulla in questo paese e – commenta amareggiato il presidente – questo è solo un esempio del programma che l’Italia segue nella regolamentazione dei giochi. Ci si ostina a cercare dove non c’è nulla da trovare mentre per le lotterie, anche per quelle istantanee, ad esempio, fino a qualche mese fa non veniva nemmeno pubblicizzato il divieto ai minori”.

 

 

“Depistaggi e dichiarazioni strumentali inquinano i media mentre nuovi e avvincenti giochi – spiega Musicco – vengono proposti in tabaccheria o su Internet, ma anche per televisione. Così, dirigenti politici e amministratori sono obbligati a condividere la necessità di ridurre le slot sollecitati dalle dichiarazioni di presunti esperti che propongono teorie senza il conforto di dati attendibili. E poi tocca al CNR spiegare dove veramente giocano i soggetti più deboli e più a rischio di dipendenza da GAP”.
 

 

“Un paese, il nostro, – commenta ancora il presidente – storicamente pieno di contraddizioni. Le Regioni e i Comuni dopo il decreto Balduzzi sembrano aver scoperto improvvisamente una grande sensibilità per le disgrazie delle famiglie dei giocatori che spendono fortune al gioco. Sono in prima linea per ridurre le slot, premiano gli esercizi che scelgono di non installarle, ma non fanno nulla per ostacolare gli altri giochi. Nemmeno quelli in difetto di concessione. Ma chi gioca troppo non gioca solo alle slot”.
 

 

“In Italia – conclude Musicco – è facilissimo aprire un Centro Elaborazione Dati o un Centro Trasmissione Dati, cioè una sala scommesse priva di concessione statale che offre gioco d’azzardo e scommesse senza pagare le tasse. Nella licenza che i Comuni rilasciano a questi esercizi non si parla di limiti di età, non vengono richiesti arredi particolari, garanzie o requisiti di onorabilità. Per il Gratta e Vinci spesso non viene nemmeno richiesta licenza, per il gioco da remoto su smartphone e cellulari non esiste né controllo né autorizzazione comunale. Eppure il problema sembra essere solo ed esclusivamente la slot. I proprietari degli esercizi dove sono installate le slot e i proprietari degli apparecchi stessi sono obbligati alla iscrizione in uno speciale elenco, pena la revoca dell’autorizzazione all’esercizio. Per iscriversi devono dimostrare il possesso dei requisiti imposti alle aziende che offrono il servizio pubblico del gioco nel rispetto delle misure a tutela dei giocatori.
Così le sale scommesse illegali, dove il business è più facile, crescono come funghi, producono un ingente danno erariale perché non pagano imposte e non sono tenuti ad osservare norme a tutela dei minori, mentre Comuni e Regioni se la prendono con le slot. E non tanto quelle nella sale Videolottery dove si possono introdurre banconote da 500 euro ma con le Newslot dei bar che non accettano più di un euro”.

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