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Il direttore del Casinò di Portomaso firma la petizione contro l’azzardo, ‘nelle sale slot necessari controlli all’entrata’

In: Apparecchi Intrattenimento, Casinò, Cronache, Personaggi

17 aprile 2012 - 11:11


(Jamma) «Condivido e appoggio totalmente la campagna promossa dal giornale Alto Adige – afferma Eros Ganzina, direttore generale del Casinò di Portomaso allo stesso quotidiano – perché conosco perfettamente pregi e difetti dell’azzardo, compresi i pericoli che può arrecare alla comunità locale». La firma alla petizione che arriva da Malta è di quelle importanti perché si tratta dell’autografo di Eros Ganzina, direttore del famoso Casinò di Portomaso tra i principali centri di poker live in Europa e struttura da 140 dipendenti. Oltre ad essere al volante di questo sancta sanctorum per gli amanti del poker, Ganzina è bolzanino attento alle vicende della sua terra d’origine e il dibattito sui videopoker acceso dal nostro giornale non gli è sfuggito. «Non solo – precisa – nelle prossime settimane dovrei essere invitato dal Comune per alcune conferenze sul tema». Intanto ha firmato al nostra petizione sul sito www.altoadige.it
«È una battaglia importante perché in questo campo non possono mancare controllo e prevenzione da parte delle istituzioni statali e locali». Ci vorrebbe, insomma, una legge specifica. «Assolutamente fondamentale: è necessario salvaguardare i più deboli e chi non è in grado di controllarsi. Si dovrebbe prevedere un controllo d’entrata a qualsiasi sala slots, con reception e sorveglianza che permetta l’ingresso solo ai maggiorenni in possesso di un valido documento per giocare. Il tutto controllato da un sistema centrale. In questo modo, se una persona conscia di non avere controllo decide di autoescludersi può farlo rivolgendosi alla reception. L’ufficio centralizzato, in automatico, ne impedirebbe il gioco in tutte le sale regionali. A Malta facciamo così». Senza contare il pericolo delle slot nelle vicinanze di scuole e bar. «Diciamoci la verità – risponde serio il direttore del Portomaso – sono davvero macchinette pericolosissime. Non c’è alcun tipo di controllo all’entrata e i rischi si moltiplicano. Solo il filtro può permettere un cambio di mentalità e una lettura del gioco d’azzardo come un divertimento condotto con la testa da chi sa di poterselo permettere economicamente e psicologicamente».
Ganzina, chiaramente, non risparmia una riflessione sulla situazione altoatesina. «Sono stato l’unico bolzanino ad aver intrapreso questa carriera a metà anni ’90 e ne sono molto contento. Credo che la Provincia dovrebbe autorizzare l’apertura di un casinò sul territorio perché questo muterebbe completamente il panorama normativo, rendendo la rigida regolamentazione un obbligo. Oggi ci troviamo di fronte a un far west dove i consumatori sono spremuti e non vengono tutelati in alcun modo. Le condizioni sono anche qui controllo all’entrata, identificazione e verifica dei documenti, rispetto delle leggi anti riciclaggio della Ce e limitazioni delle operazioni cash a soli 1000 euro (oggi siamo a 2500). In più io aggiungerei la presenza obbligatoria di uno psicologo all’interno della struttura come sostegno per chi si accorge di una dipendenza. In questo modo potremo godere di regole migliori e un indotto importante tra clienti e posti di lavoro». Le slots, però, sono un altro mondo. «Hanno un ritmo e uno stile di gioco compulsivo che facilita la dipendenza. Oltre a queste, sono di estremo pericolo i giochi web perché demandati alla volontà del singolo e comunque difficilmente controllabili dalle istituzioni. La Provincia, però, troppo spesso ha dimostrato di essere concentrata solo sui gettiti fiscali dell’azzardo rispetto ai suoi riflessi negativi».

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