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Gatti (Bakoo): “Inopportuna la mano del Governo che in una fase di rimodulazione dell’offerta gioco non ha preso in esame la reale situazione del comparto”

In: Apparecchi Intrattenimento, Personaggi

6 marzo 2015 - 09:49


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(Jamma) – “Una delega che scontenta tutti senza distinzione di sorta ma che va ancora digerita e che potrebbe essere, in via extremis, ritoccatile”. Così commenta Francesco Gatti che precisa: “I punti cardine dell’idea del sottosegretario sono tutti, nessuno escluso, errati. In primis è impensabile mantenere gli stessi introiti con 100 mila macchine in meno sul mercato per di più occluse alla vista, meno raggiungibili e messe in difficoltà dalle scellerate scelte sui 500 milioni di euro”.

“Questo – secondo l’ing. Gatti – è il primo e più importante argomento di riflessione che invito Baretta a considerare quale centrale. Come si può ipotizzare che il volume del giocato resti costante quando è evidente che l’introito medio delle macchine è in piena contrazione? L’incasso complessivo del comparto va analizzato all’interno di un periodo minimo di un trimestre e possiamo aspettarci i primi risultati al ribasso rispetto alle inspiegabili previsioni del sottosegretario già nelle prossime settimane, forse troppo tardi. Il comparto delle Newslot dovrà poi vedere la propria completa sostituzione nel corso del 2017 sempre a patto che nulla cambi dal punto di vista politico e amministrativo. L’ipotesi del cambio forzato è concretamente spaventosa sia in termini di impatto economico in quanto non ritengo che il gestore possa fare fronte all’investimento richiesto (ne tanto meno il concessionario messo già in gravissima difficoltà), sia dal punto di vista della tecnologia impiegata. Leggo che si desidera una macchina con un gioco remoto. Questa condizione, possibile in ambiente controllato quale una sala, è non replicabile in un bar. Si verificherebbero continui blocco-macchina, procedure di backup e ripristino dovuti alla pochezza tecnologica non delle macchine ma dell’infrastruttura telematica che è palesemente inadatta a uno scopo come quello ipotizzato dal governo. Con altri colleghi costruttori abbiamo analizzato le varie possibilità e abbiamo convenuto nella difficoltà di mantenere in funzione una tecnologia di per se semplice in condizioni di breaking-down della connessione. Le procedure dovrebbero essere semplificate a tal punto da rendere di fatto la macchina del “futuro” una Newslot un po più “intelligente”. Grande investimento per un risultato insoddisfacente da qualsiasi punto di vista. Anche sotto il profilo della sicurezza non esiste un prodotto che escluda la possibilità di essere manovrato o clonato. Anche con gioco remoto è possibile realizzare ad hoc una scheda clone che simuli il gioco connesso. L’unica strada sono i controlli ma seri! Non quelle scemenze a caccia di un assurdo adesivo mancante con multe da 50 mila euro. Ma c’è un aspetto positivo in questa nebbia normativa che, sono certo, vedrà i tempi dilatarsi notevolmente rispetto alle date indicate. È la tassa sul cassetto. Benché non cambi niente o quasi dal punto di vista economico, dal punto di vista mediatico è una rivoluzione. Potere dire che paghiamo il 60% allo Stato ci pone in una condizione migliore rispetto alla difficile lettura dell’incidenza reale del PREU da parte del profano. Probabilmente se ne faranno vanto anche i politici che sbandiereranno la nuova tassa dal 13 al 60% sul gioco, ma, a conti fatti cambia poco a meno che si proceda all’introduzione da luglio di macchine con forbice di payout variabile. Potrebbe essere un’operazione destinata a ridare vigore al mercato senza tuttavia stravolgerne gli equilibri. Resta comunque – conclude Gatti – inopportuna la mano del Governo che in una fase di rimodulazione dell’offerta gioco non ha preso in esame la reale situazione del comparto ma ha affidato alle proprie intuizioni il futuro di tante famiglie. Mi auguro che si possa intervenire con fermezza per sistemare i gravi errori che una svista legislativa così macroscopica andrà a generare”.

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