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Francesco Gatti (Bakoo) : “ Su giochi politici incompetenti, assumono il ruolo di salvatori e non vedono oltre il loro naso”

In: Personaggi

11 giugno 2014 - 11:35


gatti

(Jamma) “Allibito e stordito dall’incompetenza con cui si affronta questo delicato tema” Così Francesco Gatti, amministratore delegato di Bakoo commenta la cronaca parlamentare di questi giorni. “Si confonde la prevenzione con il proibizionismo e in un paese in cui i politici tutto sanno e tutto fanno fuorché fare qualcosa di veramente utile.

L’onorevole Binetti, ostinatamente convinta dell’utilità di questa assurda campagna contro il gioco lecito non vede al di là del proprio naso. Il gioco non si sconfigge, si regolamenta.
Se per regolamentazione si intende fissare paletti così demenziali da renderlo di fatto impraticabile si arriverà come a Bolzano a un Far west inaccettabile ma dal quale oramai è difficile fare ritorno senza dovere ammettere la propria ignoranza.

Mi chiedo come si possa continuare ad assegnare a persone che personalmente ritengo impreparate la legiferazione sui temi così importanti per la nostra economia.

In nessun altro paese d’Europa è montata un’attenzione così forte ed ingiustificata per il gioco come nel nostro.
Da noi si cavalcano le mode e qualcuno si attribuisce il ruolo di salvatore.

Se si levano le slot dai bar questi di fatto chiudono. Il mercato illegale avanza e noi dobbiamo sottostare a provvedimenti scritti nella convinzione di essere nel giusto limitando qualcosa che si conosce (poco) attraverso cifre balzane e inveritiere. Le statistiche vengono manipolate per raggiungere scopi ininfluenti. Non è vero che il costo dei “patologici” è così elevato proprio perché il numero di “patologici” è talmente lontano dalle cifre esposte dal “politichetto” di turno che finora sono state snobdate da chi i conti li conosce sul serio.
Il fenomeno della ludopatia va ridimensionato e riportato alla realtà dei fatti. Il ruolo dei media in questo senso è stato drammaticamente a sfavore del settore.

Ma il grosso guaio sono i politici guidati da posizioni e preconcetti irrealistici.

Si chiedano i politici se davvero il male del paese è lì! Se eliminano il gioco lecito sono davvero convinti di recuperare denaro?
Credo che se gli italiani conoscessero la realtà dei conti e del nostro settore ci sarebbe un nuovo approccio al problema con conseguente assoluzione e benedizione di tutti i giochi in circolazione in nome di un contenimento fiscale per la stragrande maggioranza dei non-fruitori.

Il problema del fumo che genera cancro, il nostro cibo avvelenato e stuprato dalla camorra, la corruzione, la violenza sulle persone, la perdita di valori umani e la fredda coesione sociale fra forze sempre più estremiste, dovrebbe essere il centro della questione politica.

Non le nostre macchinette. Sono i nostri soldi a garantire buona parte degli investimenti sbagliati e pregni di malaffare che, cronache alla mano, proprio loro politici hanno compiuto. Questa è la vergogna più grande per un paese democratico.

Vuole la Binetti fare il bene? Proibisca il fumo (e io sono un fumatore!).
Proibisca l’alcol per i giovanissimi, imponga misure per l’ambiente atte a ridurre i consumi di carburante e inverta la pericolosa tenedenza che vede l’Italia agli ultimi posti in europa per il rispetto del nostro patrimonio culturale (Pompei docet).
Faccia questo la senatrice Binetti. Perché se no è demagogia. Parlo da Italiano, da contribuente e da cittadino libero.

E’ vero, qualcuno esagera col gioco e sperpera denaro. Inutile negarlo. Ma a me fa più male vedere la gente che perde lavoro e che non arriva a fine mese. Mi fa male guardare negli occhi un amico in un letto di ospedale abbandonato vergognosamente al suo destino di “ex-fumatore” in mezzo al degrado generale di una struttura pubblica vergognosa. Questo è peggio di qualsiasi macchinetta. Ci stanno prendendo in giro, mettono l’attenzione dove l’opinione pubblica è indirizzata e nascondono con l’altra mano la gravità di tanti problemi che sono emergenze ineluttabili del nostro paese.

Io sono allibito e sconcertato dalla pochezza degli argomenti sui quali molti politici fanno battaglie ideologiche inutili e a mio avviso demenziali.

Cosa dirà la deputata quando dovranno giustificare altri aumenti di benzina o tasse a giustificazione del calo delle entrate del gioco lecito?
Si nasconderanno, i firmatari, dietro il paravento di un costo sociale immaginario? Purtroppo temo di sì.

Vorrei rispondere anche a SNAI: avete ragione, non esiste una rappresentanza seria del nostro comparto.

Sono concorde con voi”.

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