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Fanelli (Agenzia Dogane e Monopoli) : “Delega Fiscale importante occasione di confronto con le Regioni e enti locali su interventi settore giochi”

In: Personaggi

26 maggio 2014 - 18:32


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(Jamma) La crisi economica e finanziaria ha comportato la riduzione dei consumi e anche delle somme destinate al gioco. Roberto Fanelli, direttore centrale per i giochi dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, spiega così in una intervista a ItaliaOggi Sette la contrazione del 6% nella spesa degli italiani.

Domanda. L’unico motivo per spiegare la crisi?

In realtà no: anche le misure prese da alcune regioni ed enti locali hanno ridotto lo spazio del gioco legale, paradossalmente a vantaggio del gioco illegale, che non è censito, non paga imposte, non rispetta regole, e fa capo, molto spesso, alla criminalità organizzata. Inoltre, il gioco illegale, soprattutto nel settore delle scommesse, è proliferato in modo esponenziale.

D. Pur in presenza di un calo delle giocate, l’Erario ha incassato di più: per quale motivo?

R. Il motivo è principalmente dovuto all’incremento della tassazione su slot e VLT, che ha comportato maggiori introiti pur in presenza della contrazione della raccolta.

D. Il gioco illegale, secondo la Guardia di finanza, «vale» 23 miliardi annui. Quali strategie per recuperare quote di mercato al gaming non autorizzato?

R. Con la legge di delega fiscale abbiamo intenzione di proporre nuove norme per contrastare decisamente il gioco illegale, specie quello praticato nel settore delle scommesse. Intanto, abbiamo incrementato notevolmente i controlli, anche in sinergia con la Guardia di finanza. Per quanto riguarda il settore delle scommesse, abbiamo compiuto notevoli sforzi per implementare l’offerta dei giochi (con gli eventi virtuali e il palinsesto complementare) a disposizione della rete legale, proprio per consentire ai concessionari di recuperare quote di mercato. Tuttavia, per effetto delle posizioni assunte da una parte dei tribunali di merito, e nonostante il costante impegno profuso da Procure, forze di polizia e uffici dell’Agenzia, viene consentito a società residenti all’estero di operare in Italia senza concessione, senza autorizzazione di polizia, senza pagare le tasse e in spregio a tutte le regole, ivi comprese quelle contro il gioco minorile e la ludopatia. Per quanto riguarda i prodotti on line, stiamo agendo sui maggiori provider mondiali che forniscono giochi al mercato, per convincerli a collaborare con lo Stato, mentre gli uffici regionali sono stati sollecitati a intervenire nel settore delle slot machine.

D. Il numero di punti vendita di giochi pubblici è destinato a scendere?

R. Certamente serve una razionalizzazione, cosa che viene chiesta dagli stessi operatori. Dobbiamo riflettere bene su quali comparti intervenire. A tal fine, l’opportunità della delega fiscale sarà preziosa, anche per un confronto con le Regioni e gli enti locali.

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