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Casinò di Sanremo. Il sindaco Zoccarato sostituisce il capo del Corpo dei controllori. Domenico Frattarola il prescelto

In: Casinò, Personaggi

2 febbraio 2012 - 18:48


zoccarato

(Jamma) L’ultimo scandalo che ha coinvolto la casa da gioco, con l’arresto di cinque croupier e del controllore Giuseppe Ricca per i presunti furti alla roulette americana, ha innescato come era prevedibile una reazione a catena non solo a livello giudiziario, ma anche politico-amministrativo.


A una settimana dallo scandalo il Sindaco Maurizio Zoccarato ha annunciato l’intenzione di cambiare l’organizzazione e i vertici del gruppo di controllo. Ieri il sindaco, dopo aver convocato e ascoltato l’intero Corpo dei controllori comunali, ha deciso di agire. «Abbiamo incontrato il Corpo dei controllori comunali, ci siamo fatti raccontare il loro punto di vista. E’ impensabile – ha spiegato Zoccarato – che non ci si accorgesse o non si sapesse quello che accadeva ai tavoli. Sarà molto difficile sciogliere il Corpo, ma sicuramente lo ripenseremo affidandogli mansioni diverse e trasformandolo in una squadra di professionisti».
Le dichiarazioni fatte nell’incontro dal sindaco hanno spinto il capo del Corpo dei controllori comunali al Casinò di Sanremo Mauro Rossi a dare le dimissioni rinunciando all’incarico e all’indennità. L’incarico è stato subito affidato a un altro controllore, Domenico Frattarola, con un provvedimento firmato dal segretario generale Formichella.
Paradossalmente due anni fa Mauro Rossi era stato scelto proprio dal sindaco, dopo il pensionamento di Ilario De Gara, in alternativa a Frattarola, ritenuto più vicino agli ambienti del Pdl. Ma Zoccarato aveva rivendicato una nomina «fuori dalle logiche di partito».

«Le indagini vadano avanti, – ha continuato il sindaco – ci vuole pulizia all’interno della casa da gioco. Chi ha sbagliato, chi ha rubato alla collettività, non rientrerà più al Casinò, a costo di affrontare cause giudiziarie decennali». E ancora: «Oggi è cambiata una cosa: non c’è più la politica a dettare legge al Casinò, noi non gestiamo la città, l’amministriamo. Nella casa da gioco servono interventi radicali, dovremo diminuire il personale. E anche le sigle sindacali dovranno fare pulizia al loro interno, non possiamo trattare con persone “chiacchierate”». Un riferimento che pare mirato a qualche personaggio in particolare citato nelle intercettazioni telefoniche agli atti dell’inchiesta, tanto che Zoccarato aggiunge: «C’è chi si lamenta che il Casinò è diventato come un commissariato di polizia. E io rispondo: meglio questo che un’associazione di delinquenti! La maggior parte dei dipendenti è onesta. Li invito a stare dalla parte della giustizia e della città, a denunciare i disonesti, a parlare senza paura rifiutando l’omertà e il corporativismo. Chi sa parli, denunci chi si prende il denaro della collettività, o chi ci ha provato e magari non c’è riuscito. Dopo questa pulizia e una profonda riorganizzazione, potremo anche discutere se e come pensare a privatizzare la gestione del Casinò».
Zoccarato ha anche anticipato a voce al presidente della Casinò Spa, Giuseppe Di Meco, una serie di richieste che ora metterà nero su bianco: riorganizzazione della direzione giochi, con particolare riferimento ai criteri di formazione delle squadre di croupier ai tavoli «perché i dipendenti chiacchierati vanno messi in condizione di non nuocere»; verifiche sulla gestione degli Uffici acquisti e manifestazioni; cambi di mansione a persone ritenute non affidabili o toccate dall’inchiesta.

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