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Gatti: “Bolzano ha segnato una strada che oggi sta portando alla deflagrazione di un intero settore…”

In: Personaggi

9 febbraio 2016 - 14:50


gatti

(Jamma) – “In questo momento, così particolare per il nostro settore, – scrive l’ing. Francesco Gatti – abbiamo la necessità di non procrastinare oltre l’apertura di un confronto politico che vada a scongiurare iniziative assurde da parte, oramai, di troppe amministrazioni”.

 

“Non si può, in una società come la nostra, andare a vietare la partecipazione a un gioco, poiché di questo di tratta, regolarmente autorizzato dallo Stato. È una vera e propria posizione anti-liberale quella che si va delineando in buona parte del Nord-Italia. Una posizione determinata dall’eccesso di disinformazione e da un protagonismo politico che mai come in questo caso si è speso per tutelare la salute (ma siamo sicuri?) dei propri cittadini. Uno Stato che autorizza e vieta, una classe politica che è palesemente imbarazzante sotto qualsiasi punto di vista ma che si spende per l’ideale del gioco senza vincita in denaro dimenticandosi di: tabacco, alcolismo, droga ed inquinamento. Una classe politica che grida al denaro “sperperato” nelle slot dai propri cittadini ma che si dimentica dell’enormità degli sprechi generati e garantiti da decenni di malcostume politico italiano. Si sbandierano dati autoprodotti fotocopiando e facendo collage raffazzonati di anonime e ovviamente “inconfutabili” ricerche senza avere l’accortezza di leggere i dati ufficiali provenienti dagli istituti accreditati dai ministeri che svelano una realtà profondamente differente dall’Italia affogata nel gioco che il politichetto di turno ci propina prostituendosi per una comparsata televisiva. Come è possibile intervenire limitando la libertà del singolo di potersi intrattenere attraverso una macchina per il gioco perfettamente lecita e dotata di autorizzazione statale? Siamo l’unico Paese al mondo nel quale il gioco è concesso e deprecato in maniera così contraddittoria. Non si deve vietare la possibilità al singolo di esprimere la propria volontà. Se entriamo in questo paradosso nel quale il singolo è controllato allora si dovrebbe vietare l’apertura dei bar nelle ore nelle quali i minori possono frequentarli e assumere alcolici. Occorre chiudere tutti i locali, comprese le drogherie, che possono vendere alcol nei pressi di tutti i luoghi sensibili e limitare le fasce orarie nelle quali è possibile (anche nei ristoranti) bere alcolici. Se si limita la libertà personale dell’individuo con la “scusa” dell’ordine pubblico mi aspetto che il primo sindaco di fede musulmana eletto in qualche roccaforte politica in smobilitazione del centro-sud possa inserire il divieto di bere alcolici all’aperto in quanto preoccupato per la salute dei propri concittadini. Pensiamo se fosse vietato fumare in pubblico quali lobby si andrebbero a toccare e quanti, in nome della libertà personale, alzerebbero gli scudi. Il fumo però fa male anche se passi vicino al “malato” con la sigaretta fra le labbra, il fumo uccide. L’alcol genera vittime e dipendenza in maniera maggiore di qualsiasi droga. Il gioco, solo in minima parte genera patologie. Inoltre, come sostenuto anche da Crepet (che proprio l’ultimo scemo non è), la dipendenza da gioco nasconde tante altre problematiche psicologiche che si manifesterebbero in altro modo.

 

In tutto questo abbiamo l’eccesso di offerta che salta fuori solo quando si parla di AWP da bar ma che ovviamente non sfiora nessuna altra tipologia di giochi. È quindi normale comprare i Gratta e vinci al supermercato perché quelli non generano problematica. È normale essere “informati” giornalmente dal buon Francesco Totti che il 10eLotto è un gioco molto divertente e che “ovviamente” (in quanto non limitato) non da alcuna patologia. Come non citare poi la straordinaria amministrazione Renzi che ci regalerà le mini VLT che “ovviamente” non saranno più aggressive delle misere macchine a 1 euro che abbiamo oggi. Ho scritto un libro su questo settore. Questo comparto è un pezzo importante della mia vita e ci tengo a difenderlo fino a che mi sarà possibile, ma il tempo che resta per ridare dignità al nostro comparto sta esaurendo. Bolzano ha segnato una strada che oggi sta portando alla deflagrazione di un intero settore e purtroppo sono costretto a leggere e rileggere le stesse scemenze del politico che parla di sicurezza, di regolarizzazione, di legalità”.

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