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Bernardi: “Giocati dai giochi dello Stato. Senza fiducia e certezza non c’è sviluppo né futuro”

In: Apparecchi Intrattenimento, Personaggi

15 giugno 2015 - 11:08


bernardinuova

(Jamma) – “Un titolo emblematico che è la sintesi di tutto il caos che si è creato nel settore del gioco legale a vincita, prima il comma 649 art.1 della legge 190/14 con la richiesta retroattiva di una riduzione degli aggi per 500 milioni chiesti ai concessionari ma che ricadono sulla filiera e soprattutto sui gestori, poi le innumerevoli bozze della futura Delega Fiscale art.14 giochi, piena di irricevibili norme e infine le ultime sciocchezze enunciate dall’ultima modifica della precedente legge lombarda contro il gioco legale AWP e VLT e sull’impossibilità di operare in Lombardia come libera impresa per un’azienda di gestione e per tutto l’indotto, quindi compravendita locali, valori e contratti dei medesimi e l’impossibilità di gestire apparecchi AWP nel futuro prossimo.

 

Il sottotitolo è la sintesi di come un qualsiasi operatore del gioco si sente in questo anno travagliato e ciò che disperatamente chiede alla politica nazionale, veloce nel chiedere i denari, lentissima nel riaffermare i principi di uno Stato e delle sue leggi e prerogative, usando la leva degli annunci destabilizza un settore produttivo che ha sempre dato in quest anni tanto allo stato fagocitatore di risorse, che in cambio ora offre instabilità e incertezza per il futuro.

 

Continuano a leggersi su vari giornali le interviste di un Sottosegretario con delega “pro tempore” ai giochi che continua a presiedere convegni e a ribadire discorsi ripetitivi e poco rassicuranti, si leggono anche decine di interviste a politici dell’intergruppo parlamentare sul gioco, il cui mantra è la riduzione di 100 mila AWP e l’arrivo delle “AWP da remoto” come panacea alla grande diffusione della ludopatia, mentre di gioco patologico non parlano.

 

Onorevoli che si riempiono la bocca di soluzioni tecniche di cui non conoscono pienamente l’oggetto e che nulla o poco conoscono del settore apparecchi a piccola vincita, ma intanto sparlano. Penso che le nuove AWP da remoto così come concepite nella testa del loro propugnatore non saranno più le attuali, ma certamente più vicine a mini-VLT tanto care a ‘qualcuno’ in Italia. AWP da remoto, linea sposata da un giornale on line pieno di veline e di interviste a parlamentari contro il gioco d’azzardo legale che lodano in modo ignorante le “AWP da remoto” e che ad ogni intervista affermano il medesimo concetto, “maggior controllo futuro e riduzione del numero di AWP di 100mila unità”, non sapendo nulla o quasi del sistema attuale delle AWP, già controllato, forse anche più delle VLT, che sono gestite dai concessionari in toto e i cui dati e controllo delle funzioni e sistemi sono passati a SOGEI/ADM solo in seguito, non real time.

 

Si vogliono favorire le gaming hall (ovvero quei 4600 casinò mascherati) che più delle AWP a 1 euro nei bar hanno contribuito a creare il problema del gioco patologico, insieme ai 65 mila punti vendita di altri giochi e lotterie istantanee. Veniamo ai tanti convegni in cui continuano a vedere la presenza dell’esponente di Governo con delega “pro tempore” ai giochi. A cosa servono queste pseudo conferenze se non ad assecondare il potere e lisciarlo, sperando nelle sue magnanimità future, perché anche se gli si spiegano le cose, vedo che i concetti sono ripetuti sempre uguali e le bozze della Delega Fiscale non contengono variazioni significative sui punti fondamentali, ma solo sulla parte economica pro Stato, perché a quell’esproprio patrimoniale non si rinuncia.

 

Il settore è stato audito per prassi, ma non ascoltato, e tutti questi convegni servono solo a far credere chi ci governa ci tiene in considerazione, ma così non è, basta leggere l’ennesima intervista del Sottosegretario pro tempore. Si tengono in considerazione alcuni punti fermi come, giustamente, le problematiche sociali, ma soprattutto il lato economico e mi chiedo di quale considerazione godono le aziende del settore, specie di gestione e produzione di AWP, e le loro maestranze. Si elimineranno 80/100 mila AWP e verrà ricollocato in modo “particolare” il solo parco macchine AWP e non quello delle più aggressive VLT?

 

Come è possibile considerare una distanza metrica fra apparecchi di 7 metri, qualsiasi sia la metratura del pubblico esercizio, come è possibile pensare di ghettizzare solo un certo tipo di gioco e lasciare la libera vendita di altri prodotti gioco come scommesse, lotterie istantanee o grattini, quale male oscuro contengono le AWP a 1 euro per meritare questo castigo? Perché il Sottosegretario si è battuto per scontare penali per aver sforato il patto di stabilità al Comune di Venezia (e altri Comuni), come la chiamiamo questa? Com’è possibile che un Sottosegretario, con delega ai giochi “pro tempore”, nel vero senso della parola, faccia una legge e poi lasci ad altro questa delega, mi viene un terribile sospetto e a pensar male si fa peccato, ma a volte ci si azzecca, leggendo in specie il comma 649 art.1 legge 190/14 Stabilità, quanti e quali padri suggeritori ha avuto quel comma?

 

Mi chiedo se qualcuno sappia veramente fare i conti, un calo a 250 mila AWP, che premetto potrebbe anche essere accettato, comporta una riduzione del PREU dagli attuali dati di circa 1 miliardo se gli apparecchi mantenessero la media di introdotto del 2014 che si aggira intorno ai 180 euro ad apparecchio (tenendo presente il calcolo del PREU sul cassetto del 60% che equivale ad un PREU sull’in del 15%). Quindi il tanto sbandierato aumento degli introiti dei giochi negli anni futuri dovrà scontare questo gap di 1 miliardo di euro mancante e chi scrive nel DEF di aumento per 8,5 miliardi dai giochi in 5 anni racconta frottole…

 

Infine ancora nessuno ci ha spiegato dove sono finite le oltre 13 mila AWP rinvenute nel Libro Blu di ADM (AWP 371.471) e non presenti nella determina prot. 4076/RU del 15.01.2015 a firma del Direttore dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (AWP 363.173), se qualcuno lo volesse fare è il benvenuto, vista la sbandierata trasparenza e vista l’interrogazione fatta che chiede conto dei dati del settore gioco. Concludendo, nonostante la buona volontà, condita da qualche interesse trasversale delle associazioni del settore, mi pare che questo Governo stia giocando, molto azzardatamente, con un settore e solo con quello delle AWP a piccola vincita. Mi auguro che in Parlamento e a Bruxelles, dove la Delega Fiscale art.14 sui giochi dovrà andare, vista la marea di regole tecniche introdotte, qualche occhio più attendo ci sia, vista anche l’ultima pronuncia della Corte di Giustizia Europea sul caso simile dell’Ungheria: la Corte constata anzitutto che una legislazione nazionale che autorizza la gestione e la pratica di determinati giochi di azzardo solo in certi luoghi costituisce una restrizione della libera prestazione dei servizi. Parimenti, una misura che aumenta drasticamente l’importo delle tasse che grava sulla gestione delle slot machine nelle sale da gioco può essere ugualmente considerata restrittiva qualora sia tale da proibire, ostacolare o rendere meno allettante l’esercizio della libera prestazione dei servizi di gestione delle slot machine nelle sale da gioco”.

 

Eugenio Bernardi

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