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Avv. Pomante: ‘L’annullamento delle concessioni non risolve la discriminazione dei nuovi operatori’

In: Cronache, Personaggi

26 luglio 2012 - 11:52


pomante

Bando scommesse. Stanleybet presenta istanza intervento e chiede audizione ai vertici Aams

 

(Jamma) “Nel condividere le perplessità del CEO di Stanleybet, sulla contrarietà ai principi comunitari del bando di gara per l’assegnazione delle nuove concessioni per le scommesse sportive, ritengo – dichiara l’avvocato Gianluca Pomante – tuttavia, che la strada dell’annullamento delle concessioni esistenti non risolverebbe il problema della discriminazione dei nuovi operatori nell’accesso al mercato italiano.
Permanendo l’attuale situazione normativa e regolamentare, infatti, le limitazioni – anche in termini di distanze e regolamenti comunali – imposte ai nuovi concessionari si rifletterebbero comunque sull’equilibrio di mercato, poichè le posizioni dominanti degli attuali operatori verrebbero solo formalmente rimesse in discussione.
E’ sufficiente considerare che le zone di rispetto e le distanze tra esercizi, sempre più spesso previste dai regolamenti comunali, hanno già creato una situazione di occupazione del territorio che impedisce l’accesso ai nuovi operatori, indipendentemente dalla concessione.
Così come il potere economico acquisito dai vecchi concessionari, proprietari di infrastrutture già ammortizzate e in grado di esercitare vincoli contrattuali sulle agenzie, renderebbe comunque difficoltoso l’accesso al mercato dei nuovi operatori, le cui offerte economiche risentirebbero inevitabilmente degli investimenti necessari per creare la loro rete.
In realtà, il nuovo bando – per essere realmente perequativo – dovrebbe prevedere, oltre che l’annullamento delle concessioni, la facoltà per le Agenzie di sottoporre al cliente finale l’offerta di gioco di diversi operatori, con conseguente nullità delle clausole contrattuali contrarie a tale disposizione, e l’obbligo, per le reti esistenti, di veicolare sulle infrastrutture attuali anche l’offerta degli altri operatori, sulla base di accordi commerciali da stipulare sotto il controllo dell’Antitrust, per evitare che possano verificarsi accordi di cartello tra gli operatori proprietari delle infrastrutture.
In sostanza, si dovrebbe prevedere un regime transitorio analogo a quello che, in passato, consentì agli operatori telefonici di entrare nel mercato della telefonia fissa e radiomobile, utilizzando la stessa rete di Telecom Italia dietro pagamento di un corrispettivo, in attesa di creare una propria rete; si potrebbe quindi anche mutuare la liberalizzazione dei servizi, consentendo ad ogni agenzia di offrire il prodotto di operatori diversi. Insomma una vera liberalizzazione, che sotto il controllo delle Autorità del gioco e del mercato, consentirebbe effettivamente anche ai nuovi operatori un accesso al mercato basato unicamente sulla qualità del prodotto e sulla convenienza del prezzo. Con evidenti vantaggi per l’Erario e per i cittadini”.

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