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Avv. Gianluca Pomante: ‘Atteggiamenti repressivi di stampo medievale cozzano con la giurisprudenza nazionale’

In: Diritto, Personaggi

5 marzo 2012 - 09:57


pomante

(Jamma) Nel mese di Novembre la Guardia di Finanza ha posto sotto sequestro 10 postazioni Internet installate in un esercizio commerciale, contestando la presunta violazione dell’art. 4, L. 401/1989. Sequestro poi convalidato dal PM. A seguito dell’istanza di riesame presentata dall’Avv. Pomante, il Tribunale del Riesame di Vicenza, nel mese di dicembre, ha osservato che non è legittimo il sequestro degli apparecchi in assenza dell’accertamento di una concreta condotta di gioco con finalità lucrativa. Evidenzia il Tribunale che “…non è stato chiarito se l’esercizio sia sede stabile e dedicata all’organizzazione di giochi e scommesse, né se con la postazione in argomento siano mai state effettuate puntate ad un qualche gioco o scommessa, mentre è stato positivamente escluso che, al momento dell’intervento, vi fosse qualcuno intento a giocare. Resta quindi priva di confutazione, a parere del Collegio, l’osservazione difensiva secondo la quale, in realtà, l’azienda non aveva fatto altro che mettere a disposizione del pubblico una postazione Internet, attività, è appena il caso di osservarlo, del tutto lecita e priva di rilevanza penale”.
Ancora una volta viene censurata l’abitudine di procedere con sequestri “vista apparecchi”, senza alcun concreto accertamento delle condotte contestate.

Nel mese di giugno dello scorso anno, il Tribunale del Riesame di Padova, a seguito dell’istanza di riesame presentata dall’Avv. Pomante, censurò il sequestro operato dalla Guardia di Finanza presso un esercizio commerciale che esponeva un tavolo multipostazione collegato ad un concessionario italiano autorizzato alla raccolta di scommesse on line, evidenziando che in assenza di precise contestazioni circa la violazione della concessione, non poteva ritenersi applicabile l’art. 4, L. 401/1989, né l’art. 2 della Legge 73/2010. Qualche giorno fa si è pervenuti all’archiviazione del procedimento, avendo preso atto, la Procura di Vicenza, con encomiabile onestà intellettuale, delle memorie difensive e del provvedimento del Tribunale del Riesame.
Ribadito nuovamente, quindi, il principio sancito dalla Corte Suprema di Cassazione, secondo il quale è lecita l’attività del concessionario (autorizzato alla raccolta di gioco on line) che installa apparecchiature telematiche negli esercizi commerciali per consentire agli utenti di utilizzare la propria piattaforma da remoto.

Viva soddisfazione dell’Avv. Gianluca Pomante, del Foro di Teramo (www.pomante.com), esperto di giochi e tecnologie informatiche, che commenta in tal modo i due successi professionali: “I Tribunali continuano a confermare che l’atteggiamento repressivo è sbagliato, e sta danneggiando seriamente il mercato del gioco italiano. Non si comprende la ragione per la quale, in presenza di piattaforme di gioco – italiane e straniere – certificate e autorizzate dai rispettivi organi di controllo, ci si concentri sulle apparecchiature installate nei locali commerciali, senza alcun concreto accertamento della condotta, lecita o illecita, che tramite le stesse è possibile praticare. Lottomatica, Snai e Sisal da decenni, anche per altre tipologie di gioco, raccolgono giocate e pagano vincite tramite apparecchiature telematiche, e non è certo lo strumento, se certificato, che incide sulla liceità del gioco praticato. Sia l’operatore italiano che straniero devono essere censurati unicamente sulla mancata conformità delle piattaforme o sul loro utilizzo illecito. E’ anacronistico pensare di poter mantenere, in presenza di un’offerta di gioco così vasta e differenziata, atteggiamenti repressivi di stampo medievale, che si scontrano puntualmente con la giurisprudenza nazionale e comunitaria”

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